I giudici del tribunale di sorveglianza di Torino hanno revocato il regime di carcere duro previsto dal 41-bis per il boss mafioso Antonino Madonia. L’istanza accolta dal tribunale piemontese è datata. “Già una prima volta il tribunale aveva revocato il 41 bis al mio assistito – spiega il legale di Madonia, Giovanni Anania, ad Apcom – ma il Ministero lo aveva riapplicato dopo 2 giorni. Spero che adesso il Ministero non lo ripristini nuovamente nonostante la decisione dei giudici di Torino, così il mio assistito potrà scontare la pena serenamente”. “Quando un cittadino è privato della libertà ogni ulteriore restrizione è una angheria”, prosegue l’avvocato Giovanni Anania. Antonino ‘Nino’ Madonia da due anni non è più detenuto a Torino, ma sconta la pena nel carcere Rebibbia di Roma. Antonino Madonia sconta varie condanne all’ergastolo inflittegli per gli omicidi del giudice Rocco Chinnici, dei commissari di polizia Montana e Cassarà, per la “strage delle circonvallazione” a Palermo, ma anche per delitti avvenuti durante la cosiddetta ‘guerra di mafia’. (Apcom)
Questa è la tolleranza zero e la lotta senza quartiere che una parte dei giudici mette in atto.
Ma, d’altronde, Nino Madonia è un pesce piccolo: in fondo è stato solo condannati, tra gli altri reati del proprio palmares, per gli omicidi Chinnici e Cassarà…
L’unica speranza per avere, almeno in questo caso, una giustizia seria e vera è, adesso, il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Sì, quello del lodo…
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