Io mi indigno (talvolta), tu ti indigni (spesso), egli non si indigna (mai)

C’è gente che ha “l’indignazione facile”.

C’è gente che si indigna di tanto in tanto.

C’è gente che non si indigna mai.

E’ passato più di un mese dall’apertura di questo blog, il traguardo delle 1000 visite l’ho superato da un pezzo e, anche per questo, urge un’analisi antropologica e a me piace moltissimo filosofeggiare; per carità, si tratta di quella che Hegel definiva “filosofia sentenziante”, filosofia spicciola, insomma. Qualsiasi altro tipo di filosofia, per ora, non mi appartiene.

Ecco non ho potuto fare a meno di notare quanto vi coinvolgano e quanto creino indignazione i miei scritti riguardanti la politica, riguardanti Re Silvio e le sue marachelle. Si scatenano dibattiti, confronti, polemiche, mi dicono: “Tu voti Silvio, quindi sei cattivo e brutto”; e, dato che ho rinunciato in partenza a spiegare che non ho votato Re Silvio, nè, tantomeno, la sua coalizione, non mi resta che notare (con un filo di soddisfazione) che le mie sono parole che, evidentemente, per un motivo o per un altro, interessano.

Scrivo invece dell’omicidio di Crotone, di qualche settimana fa, scrivo della strage del Quiper, scrivo della tragedia di Nino Princi, della cimice nell’ufficio del pm Gratteri, piazzata lì, magari, da un altro magistrato, dell’omicidio Benincasa, scrivo della situazione, catastrofica, della sanità calabrese, scrivo dell’indecente condizione in cui versa Reggio a causa del racket e tutto ciò rimane avvolto nell’indifferenza e con grande velocità sprofonda nell’oblìo.

Insomma, la gente muore per vari motivi, sempre ingiusti, ma, per molte persone, l’unica cosa capace di scuotere le coscienze è l’esistenza di Re Silvio, il fatto che è nano, che indossa tacchi e bandana e che si veste da beduino, che è schiavo della Lega, ecc.ecc.

C’è certamente qualcosa che non quadra.

Tenete duro, però, Re Silvio tra cinque anni ce lo toglieremo di mezzo.

Poco importa se ‘ndrangheta e mafia continueranno ad aleggiare sopra le nostre teste.

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Una Risposta to “Io mi indigno (talvolta), tu ti indigni (spesso), egli non si indigna (mai)”

  1. fabiuccio Says:

    stavolta non sono d’accordo con te, a che serve indignarsi?? si deve agire, fare qualcosa oggi più che mai.silvio rimane un grande!

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