L’hospice rischia di scomparire. In silenzio

http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=15468&Itemid=70

Questa la cronaca, impeccabile, di Gianluca Del Gaiso per strill.

Ma vorrei soffermarmi solo per qualche istante su questo argomento, perchè riguarda tematiche profonde, perchè riguarda Reggio Calabria (ma non solo), perchè riguarda la vita.

Ecco la definizione di “hospice”, tratta da un mio scritto per una trasmissione andata in onda, pochi giorni dopo l’inaugurazione del “Via delle stelle” di Reggio, su Telereggio: “L’Hospice viene anche definito centro residenziale di cure palliative. Si tratta di un luogo situato presso le strutture ospedaliere o sul territorio, ispirato originariamente da principi cristiani, che tuttavia non vengono mai imposti a nessuno. L’obiettivo di queste strutture è quello di confortare i pazienti dai problemi che affliggono le fasi terminali di malattie inguaribili, come il cancro, ma non solo”.

L’Hospice di Reggio Calabria, il “Via delle stelle”, è stato inaugurato solo pochi mesi fa, tra applausi e complimenti da parte di tutti gli Enti, da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria. Quella stessa ASP che adesso, non erogando più i soldi dovuti all’hospice e necessari per mandare avanti le attività del centro, rischia di far chiudere la struttura.

Una struttura che ospita, come detto nella definizione, alcuni malati terminali, che cerca, attraverso l’amore del personale medico e dei volontari di alleviare le sofferenze dei degenti che in cambio, come ho avuto modo di ascoltare dalla voce di chi lavora all’interno dell’hospice, forniscono tante “lezioni” che nella vita di tutti i giorni è impossibile cogliere.

Sì perchè liberato dal dolore fisico, restituito alla sua dignità umana, il tempo del malato terminale, considerato dalla nostra società come privo di significato, quasi un tempo “non-vita”, da abbreviare, ridurre per pietà, può rivelare a noi che siamo dall’altra parte, nel tempo produttivo, della fretta, dell’efficienza, la verità sulla nostra esistenza.

Ma, adesso, l’hospice di Reggio Calabria che, nel suo piccolo, rappresenta un’oasi di pace per chi è afflitto da gravi malattie, rischia di scomparire senza che nessuno, nè nell’ambito dell’ASP, nè, fatto, forse, ancora più grave, in ambito istituzionale, faccia qualcosa per impedire che si concretizzi la chiusura, che sarebbe una vergogna per tutta la città.

L’hospice “Via delle stelle” rischia di scomparire in silenzio. Con lo stesso silenzio e con la stessa dignità con cui scompaiono i malati che esso ospita.

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4 Risposte to “L’hospice rischia di scomparire. In silenzio”

  1. Non tutto può dirsi definitivamente perso. « Antonio Morelli Says:

    […] il prossimo. Qui si danno alle fiamme auto e locali. Qui si lascia morire una struttura come L’hospice Via delle Stelle che cura i malati terminali e da assistenza alle famiglie dei degenti. Qui non ci si scandalizza […]

  2. finella Says:

    ritengo si debba fare tutto ciò che è possibile perchè strutture come questa,patrimonio sociale della nostra terra,senza le quali la stessa rimarrebbe arida e sterile, possano continuare ad erogare servizi…perchè è dai servizi che una società offre che si misura la sua crescita…auguri alla struttura ed a noi tutti affinchè si riesca ad andare avanti, oltre…oltre l’indifferenza di chi pensa di esserne immune, oltre l’arroganza di chi ha le redini del potere e pensa di poterlo ussare a suo piacimento, oltre

  3. finella Says:

    oltre la sofferenza che ti paralizza, oltre la morte della speranza che qualcosa può e deve cambiare…oltre la paura di essere solo contro molti…che niente cambia e che non valga la pena …

  4. marisa fornace Says:

    anch’io da domani avrò bisogno di questo centro per curare mio padre, prima ancora di arrivare sò che è un centro di eccellenza per professionalità e umanità,cosa unica per reggio calabria dove queste qualità sono latitanti da parecchio tempo, e ironia della sorte rischia di chiudere. ma come si può non far caso allo spreco sotto gli occhi di tutti i nostri cari politici di quello che succede dagli ospedali riuniti alle altre strutture pubbliche e lasciare che questo avvenga là dove medici infermieri fisioterapisti ed altri lavorano gratuiramente.allora io dico a tutti coloro che hanno beneficiato di questa struttura o che ne potranno avere bisogno non lasciamo che questo accada, uniamoci facciamo qualcosa, io sono pronta a fare la mia parte ditemi solo come posso aiutarvi.

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