“Vittorio, che fine avevi fatto?”

Era un po’ che non lo si vedeva in giro e, adesso, forse, non lo si vedrà per altro tempo.

Vittorio Cecchi Gori è uscito dall’oblìo, è ricomparso.

Giusto il tempo di salire sull’auto che l’avrebbe condotto presso il carcere Regina Coeli di Roma. “E’ un disguido”, avrebbe detto mentre veniva tratto in arresto con l’accusa di bancarotta fraudolenta.

Ritorna in carcere dopo sette anni. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel lontano 2001, quando l’allora presidente della Fiorentina cominciò la sua odissea. Nel corso della perquisizione della sua abitazione, i militari trovarono della polvere bianca all’interno della cassaforte. “E’ zafferano”, disse, ma fu subito smacherato dalla prontezza delle forze dell’ordine: “Eh no, eh no! Lo zafferano è giallo!”. Quando si dice l’intelligence…

A proposito di intelligence, l’ex compagna di Cecchi Gori, Valeria Marini, informata dell’arresto di quello che, un tempo, è stato il suo uomo, ha, con uno sforzo titanico, trattenuto le lacrime: aveva scordato la cipria a casa.

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