‘Ndrangheta a parte

Non sono un anti-Scopelliti, anzi. Non sono uno di quelli che dice “Scopelliti si è mangiato la città”, non sono nemmeno uno di quelli che, quando piove, se la prende con Scopelliti. Credo di essere abbastanza obiettivo nel giudicare l’operato del sindaco di Reggio Calabria e della sua Giunta, valutando i pro (la città ha avuto certamente un netto miglioramento, sotto diversi punti di vista, rispetto al passato) e i contro (la gestione “allegra” dei conti, ma anche delle assunzioni, ecc.ecc.).

Devo dire, però, che le dichiarazioni che il primo cittadino ha rilasciato a Napoli, in occasione della festa dell’MpA, mi hanno deluso e mi hanno lasciato sgomento.

E’ vero, a Reggio Calabria c’è poca microcriminalità. Ma questo, dando merito all’operato dell’Amministrazione e delle forze dell’ordine, accade in quasi tutte le piccole città.

Dire che “Reggio, a parte la ‘ndrangheta, è una città sicura” è come dire che le acque dell’oceano, a parte gli squali, sono acque tranquillamente balneabili, o che Chernobyl, a parte i gas radioattivi, è una località salubre o, ancora, che Charles Manson, a parte gli omicidi, è una persona amabile e di compagnia.

Potrei continuare all’infinito: la ‘ndrangheta e tutto ciò che essa comporta, non deve essere inserita in un compartimento stagno e quindi valutata a parte. La ‘ndrangheta, le bombe, i morti, il pizzo, ecc. ecc. creano insicurezza, rendono il territorio meno appetibile, sotto l’aspetto turistico e sotto quello imprenditoriale: nessun imprenditore onesto sceglierebbe Reggio Calabria per i propri investimenti.

Si tratta di problemi famosi e in ciò Scopelliti, ovviamente, non ha alcuna colpa, ma anche il tentativo (l’ossessione, direi) di portare fuori un’immagine positiva di Reggio deve avere un limite, per non sfociare nel paradosso.

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15 Risposte to “‘Ndrangheta a parte”

  1. Francesco Biacca Says:

    affermare che non abbia alcuna colpa mi sembra un pò riduttivo. Rispetto agli anni passati, sotto l’egida di Scopelliti la ndrangheta ha ottenuto le licenze commerciali dei più influenti locali di ritrovo del reggino. Senza contare le opere di ristrutturazione e l’affitto pagato a personaggi noti o meno.

    Insomma: non ho capito l’obiettivo che sta perseguendo il sindaco. Vuole divulgare reggio in un’ottica positiva? Forse sarebbe meglio impegnarsi attivamente a contrastare questa peste bubbonica che ci affligge ..

    che ne pensi?

  2. mascal Says:

    Caro Claudio, come ben sai, non ho i paraocchi e non sostengo che la città sia perfetta. Anzi, c’è da fare ancora tanto. Soprattutto cambiare mentalità di parecchi. Però è indubbio che Reggio è notevolmente migliorata soprattutto rispetto ai miei 20 anni (sigh..) quando uscire la sera era una chimera e per divertirci andavamo in provincia ed in Sicilia. Però le dichiarazioni di Scopelliti hanno importanza perchè fatte a Napoli in un contesto nazionale. Perchè, per i tantissimi italiani che non sono mai venuti qui, l’uguaglianza Reggio = criminalità, sia piccola che grande, è forte. Sarà capitato anche a te, credo, così come è capitato spesso a me, uscire con amici che vengono da fuori, e sentirsi dire che non credevano che la sera ci potesse essere tanta gente, soprattutto ragazze sole. Certo, la ndrangheta può colpire ovunque ma, credimi, adesso siamo davvero nell’oro. Per i ragazzini 20enni, discoteche e house, che non hanno vissuto quei tempi (parlo degli anni 80 ) questo discorso è putroppo inutile.

    Per Francesco B

    So che ami tanto Reggio e quindi le tue critiche sono certamente costruttive. Ma ti chiedo: Cosa avresti detto tu? Non venite a Reggio perchè la notte c’è il coprifuoco? Non credo anche perchè ciò non è vero.
    Sulle licenze non farti influenzare da chi ha il compito di “sparare” per professione su chi amministra.
    It’s a fire for low advertising…

  3. Antonino Monteleone Says:

    ”Reggio Calabria e’ fra le piu’ sicure d’Italia, aldila’ della ‘Ndrangheta: e questo e’ importante anche nella logica dello sviluppo turistico di un territorio. Da noi si puo’ camminare per strada a qualsiasi ora, di giorno e di notte”.

    Tranne che sul Viale Aldo Moro, tra le 2:30 e le 3:10 dell’11 agosto.

    Esplosioni a parte si può camminare per strada a qualsiasi ora. Di Giorno e Di notte.

    BRAVO BRAVO BRAVO!

  4. Cronista Says:

    ..e soprattutto se si vuole incentivare il turismo non si devono creare specchietti per le allodole. Aivoglia che diciamo e scriviamo e pubblichiamo e parliamo di Reggio turistica,bella e accogliente se poi quando la gente arriva queste cose non le riscontra.

    Io vorrei sapere per esempio per quale motivo l’amministrazione non ritiene che il decoro,la pulizia e la manutenzione siano modi per attirare i turisti. No, perchè se lo pensasse davvero, allora non vedremmo la via marina in uno stato manutentivo che dire carente è poco (quei meravigliosi chioschetti “abusivi” fatti dal comune, che sono una chicca, le panchine divelte e che restano lì un mese prima di essere sostituite..) e tutti (con poche eccezioni) i manti stradali cittadini combinati peggio della crosta lunare.

    Tutto questo senza voler considerare i gravi problemi di crimalità mafiosa.. ma del resto io grandi manifestazioi di popolo dopo la bomba sul viale Aldo Moro non ne ho viste..e nemmeno (ben più grave) manifestazioni politiche o associative di entità significativa, a parte un pò di rumore sui giornali..

    Per cui da un lato ci dobbiamo difendere da chi, dall’esterno e con pregiudizio, è pronto a dire che tutto è mafia, dall’altro lato abbiamo il sindaco più amato d’Italia, che governa la città più sotto la morsa del racket in Italia, che fa finta di niente ed avvalla le critiche di disattenzione di chi viene da fuori.

    ..poi giustamente c’è pure chi pensa che adesso siamo nell’oro …s’andasse a leggere le relazioni della Commissione Antimafia, così scoprirebbe che la situazione è peggiorata dai suoi vent’anni, la ndrangheta è più potente e organizzata di prima.

    Hai ragione Mascal, c’è da fare tantissimo. E soprattutto cambiare la mentalità di tanti.

  5. federicominniti Says:

    Concordo con quanti dicono che a Reggio si deve fare tantissimo, soprattutto in merito alla questione “mafiosità” dei cittadini, alla mentalità dir si voglia. Però nonostante che spesso ho espresso le mie perplessità sulla gestione Scopelliti in alcuni frangenti, in questo caso non si può rimproverare molto al Sindaco.

    Reggio è una città comunque vivibile e a differenza di qualche anno fa, ossia i primi anni ’90, non solo ci sono più attrattive, ma c’è molta, ma molta più “sicurezza percepita” da parte dei cittadini. Davvero vedo che a rispetto di altri centri del Meridione, amici pugliesi parlano di una situazione davvero difficile anche nel Salento (tanto per non fare i soliti noti esempi), sono molto più indietro di noi.

    Ciò non vuol dire che si deve lavorare molto e in special modo, togliere le basi solide che la ‘ndrangheta ha in alcuni settori peculiari, come l’edilizia e il controllo delle attività commerciali. Certo il buon Peppe a Napoli si sentiva un vero e proprio pascià vista la situazione tragica che si vive da quelle parti. Non sarei della stessa idea io, visto che la ‘ndrangheta è paragonata ad Al Quaeda…

  6. mascal Says:

    Ecco com’era Reggio 20 anni fa. Io di anni ne avevo 21.

    http://massimocalabro.wordpress.com/2008/09/23/reggio-calabria-1988-per-non-dimenticare-comera-la-citta/

  7. Il direttore risponde « Claudio Cordova Says:

    […] Claudio Cordova Oggi il mio regno è quella terra di nessuno « ‘Ndrangheta a parte […]

  8. Francesco Biacca Says:

    @mascal: amo reggio, amo la mia terra ed è per questo che spesso sono solito dire “torno in patria”, quando si tratta di scendere a casa per le feste comandate.

    Io, come tantissimi altri, faccio parte di quella generazione di ragazzi costretti a lasciare la propria casa perchè non c’era futuro.

    A me, come a tantissimi altri, mi si stringe il cuore e scende la lacrimuccia ogni qualvolta si tratta di ripartire per far ritorno a “casa” (e notare il virgolettato).

    Io, come te e tantissimi altri, ho vissuto gli anni 80, ho vissuto la guerra di mafia quando non si poteva nemmeno andare a scuola perchè avevano ucciso qualcuno sotto casa alle 8 di mattina.

    Sinceramente sentir dire certe cose mi fa male, molto male, perchè resto fermamente convinto che i problemi vadano affrontati anche e soprattutto tramite la comunicazione. E dire “a parte la ndrangheta” è di una gravità inaudita, soprattutto se pensiamo alle vittime sacrificali sull’altare dei boss, o agli imprenditori onesti che tutti i giorni navigano nella merda (e scusate il francesismo) dell’economia di questa terra.

    Ci vorrebbe rispetto per tutti. Ok pubblicizzare la propria città, ma c’erano altri mille modi per farlo senza per forza di cose nominare la ndrangheta, non credi?

  9. mascal Says:

    Caro Francesco, il tuo è un osservatorio privilegiato. Dopo aver vissuto i problemi del distacco da conosci meglio di ogni altri la percezione che si aveva e si ha di Reggio fuori dalla città. E sicuramente avrai notato che è diversa adesso rispetto al passato. In ogni caso problemi ce ne sono, anche sul fronte ndrangheta, ma che si stia meglio adesso credo sia evidente.
    La notizia che ha scatenato questi commenti era di agenzia. E, come ben sai, una cosa è sentire un discorso completo, un ragionamento globale, altra è estrapolare solo un frase dallo stesso contesto.
    Ciao

  10. cervello pensante Says:

    tu direttore cordova cosa vuoi dal sindaco?questo pezzo è gratis??

  11. Tra “caffé” e lidi, Reggio di ieri e di oggi « L’Impiccione Viaggiatore Says:

    […] e bloggher citati: Claudio Cordova, Domenico Malara, Massimo Calabrò, Peppe Caridi, Antonino […]

  12. antoniomorelli85 Says:

    la mia versione

  13. antoniomorelli85 Says:

    errata corrige:
    la mia versione dei fatti
    http://antoniomorellionline.wordpress.com/2008/09/25/la-coscienza-a-posto/

  14. peppecaridi Says:

    Caro Claudio, sono d’accordissimo con te per quanto riguarda la mentalità sub-mafiosa che purtroppo è uno dei mali principali della nostra città, ma proprio per questo motivo non concordo con te quando scrivi quest’articolo ( http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=23247 ) sul Presidente Foti perchè lui cerca di combattere quotidianamente quel tipo di mentalità che a noi non piace tanto.

    Come ha detto anche Ciccio Casciano sulle colonne di RegginaNews, allo stadio è successo che 10 ultras sprovvisti di biglietto volevano entrare “aggratis”. Foti gli ha detto che senza biglietto non entrano, e loro l’hanno minacciato, ma lui ha resistito.

    Più mentalità sub-mafiosa di così …

    Succede che allora altri ultras per “solidarietà” escono dallo stadio e quando, dopo il pareggio della Reggina, i delinquentelli sprovvisti di biglietto riescono ad entrare (manca ancora mezzora alla fine della partita ! ) chissà come in curva, partono le contestazioni.

    Contestazioni che, dal punto di vista mediatico (come ha giustamente fatto la Gazzetta del Sud) sarebbe stato meglio ignorare completamente, perchè valgono meno di zero, perchè sono causate da un retroterra culturale degradato, perchè provengono da quella mentalità sub-mafiosa che tanto critichiamo e soprattutto perchè tutto il resto dello stadio se n’è dissociato con fischi e urli contro quegli pseudo-tifosi che sono gli ultras.

    Ciao 🙂

  15. Reggio Calabria e la sicurezza « Claudio Cordova - Blog Reggio Calabria Says:

    […] Era settembre e su questo blog si discuteva delle dichiarazioni del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, che, al convegno del Movimento per le Autonomie, aveva dichiarato: “Reggio, a parte la ‘ndrangheta, è una città sicura”. […]

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