Il direttore risponde

Sono contento che il post pubblicato ieri su questo blog abbia avviato un dibattito sulla città.

Tra i commenti ricevuti, devo una risposta a Francesco Biacca.

Francesco Biacca scrive a proposito del sindaco Scopelliti:

affermare che non abbia alcuna colpa mi sembra un pò riduttivo. Rispetto agli anni passati, sotto l’egida di Scopelliti la ndrangheta ha ottenuto le licenze commerciali dei più influenti locali di ritrovo del reggino. Senza contare le opere di ristrutturazione e l’affitto pagato a personaggi noti o meno.

Francesco Biacca mi chiede cosa ne penso. Lo dirò, ma prima racconto un po’ di meccanismi sul mio modo di pensare.

Se io avessi avuto queste notizie riservate sul conto del sindaco avrei fatto, nell’ordine, tre cose:

1) Avrei presentato una denuncia alla Procura della Repubblica.

2) Avrei scritto tutto su strill.it, la testata giornalistica per la quale lavoro, riservandomi ulteriori considerazioni su questo blog.

3) Non lo avrei votato.

Evidentemente, però, non ho questo tipo di informazioni, o ne ho altre di tenore completamente diverso. Sarò male informato, sarò uno scarso cronista, ma ho l’abitudine (una pessima abitudine, mi dicono in molti) di fare nomi e cognomi e quindi gradirei che Francesco Biacca facesse su questo blog i nomi e i cognomi delle persone, evidentemente appartenenti alla ‘ndrangheta, che, sotto l’egida di Scopelliti, hanno ottenuto licenze commerciali dei più influenti locali di ritrovo del reggino. La comunicazione dei nominativi può avvenire anche privatamente, (così magari, dopo aver verificato, faccio lo scoop).

Subito dopo suggerirei a Francesco Biacca di recarsi presso l’ufficio del Procuratore Pignatone (io mi fiderei di lui e di pochi altri) e di raccontare tutto quello che sa.

Con delle prove, possibilmente.

No, non ce l’ho con Francesco Biacca, è solo che “sparare nel mucchio” non mi è mai piaciuto. Non mi piacciono i discorsi generici, mi piace scendere nel particolare. Se devo “sparare” preferisco farlo con un fucile di precisione e beccare le persone che lo meritano.

Per questo faccio sempre nomi e cognomi.

Francesco Biacca scrive poi:

Insomma: non ho capito l’obiettivo che sta perseguendo il sindaco. Vuole divulgare reggio in un’ottica positiva? Forse sarebbe meglio impegnarsi attivamente a contrastare questa peste bubbonica che ci affligge.

Su questo sono d’accordo, invece.

Scopelliti di errori ne ha fatti e di alcuni ho anche parlato (credo senza usare guanti bianchi) su questo blog.  Scopelliti sta cercando di divulgare in Italia e nel mondo un’idea sana di Reggio Calabria, ma lo sta facendo, e questa è una mia opinione, con dei mezzi più “di facciata” che sostanziali, contenutistici.

Concerti, mostre, Rabarama, ecc.ecc.

Va bene, ma nel contempo gradirei anche prese di posizione più forti dal punto di vista operativo e culturale. La dichiarazione rilasciata a Napoli continua ad apparire grottesca ai miei occhi: è vero a Reggio si spara molto meno rispetto agli “anni verdi” di Massimo Calabrò, ma questo non deve far pensare che il giogo delle cosche attorno al collo della città sia meno soffocante.

Scopelliti per tentare di allentare questo giogo dovrebbe fare di più: avrei gradito, per esempio, la richiesta al Governo di militari per la città. Ma molto in più si potrebbe fare anche dal punto di vista “educativo” con scelte completamente trasparenti che cancellino ogni minima ombra di clientelismo.

A proposito di ombre: di sindaci “ombrosi” o adombrati dal sospetto di reato (poi tramutatosi in condanna) Reggio ne ha avuti tanti.

Sono un servo del potere se dico che Scopelliti non mi sembra uno di questi?

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6 Risposte to “Il direttore risponde”

  1. Francesco Biacca Says:

    a parte il solito problema della mancanza di link quando ti riferisci a me, se gentilmente mi scrivi via mail, ti espongo i fatti privatamente (considerato che non riesco a recuperare il tuo indirizzo di posta).

    grazias

  2. Francesco Biacca Says:

    Inutile commentare ciò su cui siamo daccordo. Per cui andiamo al sodo.

    Vuoi nomi? Vuoi cognomi? E perchè dovrei farli? Credo che la mia personalissima tassa l’ho pagata 10 anni fa quando fui costretto ad andarmene da Reggio per poter semplicemente studiare e perseguire la mia passione.

    Mi darai dell’omertoso? pace .. almeno io la voce nel mucchio ce la butto

    Aggiungo una nota a margine: non ti fidare di nessuno, tantomeno delle persone che rappresentano lo stato in calabria – e te lo dico proprio per esperienza personale. Sono tutti e dico tutti collusi, per un motivo o per un altro.

  3. administrator Says:

    Beh, caro Claudio. Su tante cose che hai scritto non sono d’accordo ma condivido il tuo sfogo quando dici che chi spara nel mucchio deve avere anche il coraggio di fare nomi e cognomi.
    Lo sai come la penso e la mia idea l’ho espressa in uno dei miei ultimi post (http://malarablog.wordpress.com/2008/09/22/la-ndrangheta-basta-saperci-convivere/), ma a questo punto vorrei dire a Francesco Biacca che quasi tutte, se non tutte, le attività commerciali della città sono in mano alla ‘ndrangheta, direttamente o indirettamente. E non credo proprio che questa sia una “moda” introdotta da Scopelliti, bensì un costume, un’usanza comune, una “tradizione” che c’è sempre stata e ci sarà sempre. Continuerà ad esseerci anche quando Scopelliti non sarà più sindaco.
    Ricordo per l’ennesima volta le parole di chi c’è stato prima di Scopelliti, il sindaco della “primavera di Reggio”. Parole che suonavano più o meno così: «Con certa gente qualche volte bisogna anche andare a prendersi un caffè». Quella di Falcomatà prima e di Scopelliti dopo, non è né rassegnazione né connivenza, ma è puro e semplice realismo.
    Forse l’unica colpa di Scopelliti è quella di credere davvero che questa città un giorno possa riprendersi e per quanto mi riguarda non posso che apprezzare il suo modo di operare. Perché i “don Chisciotte e maestri della morale” non parlano mai della risoluzione dell’emergenza rom dopo 30 anni, della creazione di centinaia di posti di lavoro (nonostante questto non rientri nelle compenze del sindaco), del fatto che oggi Reggio è una città pulita dove non si vedono più cataste di rifiuti per strada.
    Poi si può discutere di tutto ciò che Scopelliti e la sua Amministrazione avrebbe potuto fare e ancora non ha fatto, ma non credo che il 70% dei reggini abbia avuto uno svista dentro la cabina elettorale!
    Con affetto. Domencio (www.malarablog.wordpress.com)

  4. Francesco Biacca Says:

    @administrator: io non ho mai detto che sia colpa di scopelliti se il 99,99% delle attività economiche di reggio e provincia siano in mano alla ndrangheta.

    ho semplicemente scritto, e colgo l’occasione per invitarti a rileggerlo, che poteva benissimo evitare di fare quel particolare commento.

    anche io mi illudo, perchè di illusione si tratta, che le situazioni contingenti possano cambiare, però io non sono il sindaco di reggio calabria e ciò che dico non ha lo stesso peso di ciò che dice scopelliti.

    In merito alla frase che, immagino, si riferisca alla buon’anima di Falcomatà, consentimi di dirti che sì, magari oggi la città splende di più [turisticamente parlando] di 5/10 anni fa, ma una volta c’era una coscienza civica molto ma molto maggiore rispetto a ciò che ho visto quest’estate

  5. mascal Says:

    Caro Claudio, hai avuto il grande merito di fare un bel post che meritava discussione ed approfondimento e soprattutto di farmi ritrovare un vecchio articolo su Repubblica che ho postato precedentemente datato novembre 1988. Siamo tutti noi amanti di Reggio e questo va a nostro merito. Per cui ben vengano i commenti ed i vari punti di vista. Ciò che mi da fastidio sono le posizioni politiche preconcette soprattutto, come ho scritto nel mio blog, di coloro i quali ieri hanno contribuito al sacco, oggi si ergono a moralizzatori.

  6. cervello pensante Says:

    mai sentito parlare di do ut des??io ti voto tu mi dai qlc secondo il tipo di necessità. detto questo confido nella magistratura e spero faccia il suo corso.con tutti.

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