Centrale a carbone: Strasburgo vuole una drastica riduzione delle emissioni di Co2

da www.strill.it

Esattamente una settimana fa, giovedì 25 settembre, la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha votato la proposta di regolamento sui limiti di biossido di carbonio delle automobili.  Il risultato del voto ha, di fatto, respinto la proposta di introdurre gradualmente i nuovi limiti alle emissioni di Co2 per le vetture (130 grammi per chilometro) dal 2012 al 2015, invece di imporli drasticamente nel 2012. L’obiettivo vincolante di 130 g/Km come obiettivo medio per la flotta di autovetture nuove sarà obbligatorio per tutti dal 1° gennaio 2012.

Il Parlamento Europeo, la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, disciplina, quindi, le emissioni di Co2 delle vetture. Ma la Co2, il biossido di carbonio, emesso, con valori variabili a seconda del modello, dalle automobili, oltre a essere il principale gas serra, è anche il gas che la centrale a carbone di Saline Joniche sprigionerebbe in massicce quantità. Centrale a carbone sulla quale la SEI S.p.A., promotrice del progetto, sta continuando a lavorare come documentato da strill.it, nonostante il secco “no”, al momento non ratificato con una delibera, che la Regione Calabria ha lanciato nel corso della Conferenza dei servizi, tenutasi a Roma lo scorso 18 settembre.

E mentre la Regione Calabria continua a cincischiare, è bene ricordare che, qualora venisse costruita e ultimata, la centrale a carbone di Saline Joniche produrrebbe, ogni anno, 7 milioni e 600 mila tonnellate di biossido di carbonio: sarebbe, quindi, la quarta centrale d’Italia per emissioni di Co2. E l’Italia, Paese che ha aderito al Protocollo di Kyoto, deve operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti. Tra questi elementi inquinanti c’è, in prima posizione, la Co2, altrimenti detto biossido di carbonio, altrimenti detta, anidride carbonica.

Tutti dati ampiamente verificabili che strill.it ha già fornito ai lettori negli scorsi mesi.

Ma, adesso, c’è un ulteriore elemento: il Parlamento Europeo intende porre in atto una drastica riduzione alle emissioni di Co2 e coinvolge, così, anche le automobili. Per quanto riguarda la SEI S.p.A. si tratta di un input indiretto più concettuale che normativo; naturalmente la legiferazione sulle autovetture è, infatti, completamente diversa da quella alla quale dovrà attenersi la società, che, interpellata da strill.it, dichiara: “Al momento il progetto è fermo, tuttavia la SEI S.p.A., attraverso tecniche di ultima generazione, ha ridotto, al minimo possibile dalle attuali conoscenze, le emissioni di Co2”.

Produzione di autovetture e costruzione di centrali elettriche: settori tanto, troppo, diversi, accomunati, però, da un destino comune. La riduzione dell’anidride carbonica è, infatti, nel mirino del Parlamento Europeo: lo dimostrano gli invalicabili paletti fissati per i Paesi membri per quanto riguarda la produzione di Co2 tramite centrali elettriche, lo dimostra, da ultima, la bocciatura della proposta di introdurre gradualmente i nuovi limiti alle emissioni di Co2 per le vetture dal 2012 al 2015.

Proprio nel 2012, qualora il progetto dovesse sbloccarsi, la centrale a carbone di Saline Joniche dovrebbe vedere la luce, con il completamento dei lavori di costruzione. Ma il biossido di carbonio che sia emesso dai tubi di scappamento delle auto, dalle navi, dagli aeroplani o dalle centrali a carbone, è nocivo alla salute: da Strasburgo, quindi, arrivano contromisure, anche intransigenti, per abbassarne la presenza nell’aria.

E’ evidente, allora, che il Parlamento Europeo abbia imboccato una via ben precisa ormai. Storceranno il naso i costruttori di automobili, imprecheranno le società, come la SEI S.p.A., volte alla produzione energetica, ma il trend messo in atto dalla massima Assise continentale sembra davvero difficile da invertirsi; questa volta è toccato al settore automobilistico, ma, rimarcando l’opportunità di non confondere i diversi tavoli sui quali si giocano le partite, è ugualmente indispensabile sottolineare come, iter normativo a parte, l’indirizzo del Parlamento Europeo sia chiaro, ancorché perentorio: frenare le emissioni di anidride carbonica, indipendentemente dalla loro origine.

E di anidride carbonica la centrale a carbone di Saline Joniche ne produrrebbe davvero tanta.

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