Quali istituzioni?

toghe

Siamo alle solite.

C’è un magistrato, a Reggio Calabria, accusato dal Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, sulla scorta delle ispezioni ministeriali avvenute negli scorsi mesi, di fatti gravissimi, ma il Consiglio Superiore della Magistratura, anche in presenza di accuse di inaudita gravità, sceglie una linea morbida e ambigua. Il magistrato in questione è il pm Santi Cutroneo e queste sono le accuse che Alfano gli rivolge:

Frequentazione con esponenti di cosche criminali”; ”insanabili” contrasti con i colleghi e ”sfiducia” anche nei confronti del capo dell’ufficio, che non informo’ della possibile presenza di una microspia in Procura e della ‘bonifica’ fatta fare nella propria stanza, impedendo cosi’ l’avvio di indagini sulla vicenda.

Ma, se possibile, questa è la parte più soft delle accuse di Alfano. Quello che inquieta di più è infatti la presunta frequentazione con esponenti di cosche criminali, che il Guardasigilli chiarisce così:

Cutroneo non aveva iscritto sul registro degli indagati Ugo Marino “persona con cui coltivava rapporti di frequentazione, sia prima che dopo l’avvio dell’indagine” nonostante una denuncia a suo carico per associazione a delinquere di stampo mafioso. Cutroneo avrebbe condotto le indagini su Marino senza informare il collega coassegnatario del fascicolo Salvatore Boemi delle sue frequentazioni con l’indagato; avrebbe partecipato anche un evento a Taormina, ospite di questo.

Per comprendere la gravità delle accuse lanciate contro il pm Cutroneo, è bene precisare che Ugo Marino, appare numerose volte nelle dichiarazioni rese al pm Mollace dal collaboratore di Giustizia Paolo Iannò, quale affiliato alla cosca Condello.

Oltre alle ostilità tra magistrati, le omissioni, e tutto il resto, a mio avviso è proprio la presunta vicinanza del pm Cutroneo, a questi ambienti a costituire la parte più grave delle accuse formulate da Alfano. Cutroneo, infatti, arriverebbe financo ad accettare l’ospitalità offerta da Marino: un fatto inaccettabile, soprattutto per un magistrato della Repubblica italiana.

Ma, come dicevo all’inizio, siamo alle solite. il provvedimento cautelare preso dal Consiglio Superiore della Magistratura nei confronti di Cutroneo è davvero grottesco: trasferimento d’ufficio e destinazione ad altre funzioni.

Come può un magistrato accusato di cose così gravi essere trasferito  e destinato ad altre funzioni?

Assistiamo all’ennesima decisione illogica del Csm, dopo quella di De Magistris, ritenuto un “cattivo magistrato” e poi trasferito come giudice del Tribunale del Riesame a Napoli. Quello stesso De Magistris che, da tempo, denuncia collusioni della magistratura con la criminalità organizzata. Ignorato.

E’ vero, e lo ribadisco ad alta voce, si tratta di un provvedimento cautelare: Santi Cutroneo avrà la sua sacrosanta facoltà di difendersi da accuse così infamanti, e, personalmente, gli auguro di sapersi dimostrare estraneo ai fatti (sarebbe una vittoria per lui e per tutte le Istituzioni) ma, il provvedimento più corretto sarebbe stato una sospensione da ogni incarico per il magistrato, in attesa della sentenza definitiva sui fatti che il Ministro della Giustizia crede di aver scoperto. Lo stesso Ministro della Giustizia che avrebbe dovuto chiedere al Csm la sospensione del pm e non lo spostamento. Ma Giustizia e Magistratura continuano, imperterrite, a camminare lungo una strada sbagliata, fatta di non-decisioni e/o di decisioni incomprensibili, prese senza alcun criterio.

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3 Risposte to “Quali istituzioni?”

  1. giuseppe Says:

    mi chiedo se analoghi provvedimenti saranno adottati nei confronti del dottor boemi e del dottor mollace, accusati di altrettanto gravi anomalie nella conduzione delle inchieste,in particolare quella relativa al senatore De Gregorio, la cui iscrizione nel registro delle notizie di reato pare sia avvenuta nonostante a carico del senatore nn vi fosse assolutamente nulla. MI domando se l’ infido dottor Boemi e il caro dottor Mollace,contro il quale esiste una precedente relazione ministeriale che lo accusa, fra le altre cose, di aver fatto sparire alcuni fascicoli d’ indagine, a tutt’ oggi non rinvenuti, non a bbiano commesso il reato di a abuso d’ ufficio previsto dall’ art 323 del codice penale . Alla cortese attenzione della procura di Catanzaro.

  2. franco calabrò Says:

    Ma non ci sono altri magistrati della Procura reggina che erano e forse sono ancora frequentatori del personaggio in odore di mafia per il quale è stato disposto il trasferimento di Cutroneo?. Non posso credere che un pm di esperienza come lui, a parte una vita sentimentale un pò complicata, si sia macchiato di colpe gravi. Per quanto mi risulta, ci sarebbe qualcun altro da allontanare dalla Procura, e d’urgenza. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni e se certe protezioni politiche “tengono” ancora.

  3. Marco Says:

    Inizio dicendo che io sono vicino al dr. Cutroneo.
    Ma non capisco il commento precedente quando dice ” Non posso credere che un pm di esperienza come lui, a parte una vita sentimentale un pò complicata, si sia macchiato di colpe gravi. ”
    Cosa centra la vita sentimentale????

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