Onori e disonori

nassirya1

Il consigliere circoscrizionale di Reggio Calabria, Giuseppe Daniele Canale, a distanza di cinque anni dalla strage di Nassirya ha inviato alla redazioni giornalistiche, il seguente, bellissimo, ricordo:

“Il ricordo del sacrificio di questi eroici italiani non deve essere mai dimenticato”

Cinque anni fa, 12 novembre del 2003, un mercoledì

Tenente Massimiliano Ficuciello: Presente!

Maresciallo Silvio Olla: Presente

Caporal Maggiore Emanuele Ferraro: Presente!

Caporale Alessandro Carrisi: Presente!

Luogotenente Enzo Fregosi: Presente!

Aiutante Giovanni Cavallaro: Presente!

Aiutante Alfonso Tricone: Presente!

Maresciallo Capo Alfio Ragazzi: Presente!

Maresciallo Capo Massimiliano Bruno: Presente!
 
Maresciallo Daniele Ghione: Presente!

Maresciallo Filippo Merlino: Presente!

Vice Brigadiere Giuseppe Coletta: Presente!

Vice Brigadiere Ivan Ghitti: Presente!

Appuntato Domenico Intravaia: Presente!

Carabiniere Scelto Horatio Maiorana: Presente!

Carabiniere Scelto Andrea Filippa: Presente!
E ancora, i Civili:

Stefano Rolla

Marco Beci

Piero Petrucci

 

L’Italia tutta, vi è riconoscente!
Riposate in pace!!!

                                         di Giuseppe Daniele Canale

Non ho il piacere di conoscere Giuseppe Daniele Canale, ma, rinnovando la mia stima nei suoi confronti per questo messaggio, sono costretto a contraddirlo, a segnalare una sua enorme gaffe.

Quando Canale scrive “L’Italia tutta, vi è riconoscente” sbaglia clamorosamente: avrebbe dovuto escludere dal ricordo di questi eroi della Patria i soliti comunistoidi dei centri sociali.

Quelli che cantano “Una, dieci, cento, mille Nassirya”.

Quelli che infangano l’onore dei caduti e che di onore non ne hanno nemmeno un po’.

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15 Risposte to “Onori e disonori”

  1. Antonino Monteleone Says:

    Il sacrificio degli Italiani in Iraq va onorato!

    Ma l’ossequio migliore alla memoria è la verità.

    http://video.google.com/videoplay?docid=-7147086590533547902

  2. Massimo Calabrò Says:

    Si, verissimo Claudio, quelli che cantano quel motivetto meritano il nostro disprezzo. Non so se sono dei centri sociali o comunisti, perchè anche se lo fossero, non cambierebbe nulla, poichè anche tra i comunisti ed i praticanti dei centri sociali c’è gente con grande dignità. Ma chi urla quella ignobile frase dovrebbe finire nelle patrie galere. Se fosse attivo il carcere dell’Asinara, sarebbe perfetto per questa gente.

  3. Pablo79 Says:

    Vengo da una “scuola” certamente diversa dalla vostra e la parola patria non mi dice nulla. Perchè, da calabrese, ho poco in comune con un veneto e magari molte più affinità con un marocchino o un arabo. E poi perchè patria deve significare Stato, cosa che in calabria non esiste ma fa solo finta di esistere, sottomesso com’è alle logge e alle cosche.
    Tuttavia anch’io condanno chi canta gli slogan tipo 10,100,1000 nassirya. Perchè i morti non si toccano e perchè la maggior parte di quei soldati stava lì anzitutto perchè la vita non aveva dato loro grandi possibilità economiche, dunque per bisogno, non certo perchè voleva sparare la gente.
    Però…c’è un però.
    Quei morti sono sulla coscienza di chi ha mandato dei soldati a morire senza un motivo preciso. Saddam, i talebani, Bin Laden, il fondamentalismo islamico, il terrorismo internazionale, Al Qaeda, … qualunque motivo mi volete dare e volete dare alle famiglie di quei morti, non regge. Le guerre non servono a nulla, se non a fomentare odio e a distruggere famiglie. Andare poi a farle solo per far piacere ai governi americani che in sudamerica ne hanno fatto di cotte e di crude, mi sembra una bestemmia. Proprio come quel 10, 100, 1000 Nassirya.
    Ciao Pablo

  4. Massimo Calabrò Says:

    Caro Pablo, personalmente ritengo di avere molto più in comune con un siciliano, un pugliese, un veneto ed un lombardo rispetto, come sostieni tu, ad un arabo ed un marocchino. A me la parola patria da un’emozione fortissima e quando sento l’inno mi viene la pelle d’oca. Dicevi bene, scuole diverse, ma anche io, così come ritengo Claudio, siamo contro la guerra. E contro quegli infami che hanno gridato 10, 100, 1000 Nassirya.

  5. Federico Minniti Says:

    Non credo si discuta il valore della guerra, del parteciparci o meno. Si discute come tristemente in Italia c’è gente che non si rivede nella nostra Patria, nella nostra Storia, nella nostra Bandiera. Gente che si ricorda solo che è italiano quando la nazionale vince i mondiale. Questa è il vero disonore, non aver partecipato ad una missione di pace (condivisibile o meno).

  6. Anonimo Says:

    Caro Massimo, un veneto e un siciliano sono due cose diversissime, ti prego di non accomunarle.
    La mia terra è la Calabria, la mia patria è il Mediterraneo, la mia lingua è greco – latina con influssi arabi. La mia storia è fatta di romani, greci, spagnoli, francesi, saraceni, albanesi, ecc., tutti popoli del Mediterraneo. Ti suggerisco a tal proposito di leggere Il pensiero meridiano di Franco Cassano, sono certo che ti darà ottimi spunti di riflessione.
    Se poi penso che al nord ci sono città dove i leghisti arrivano al 70 % e che questi tipi ancora nel 2010 pensano che il Sud è la loro rovina, allora oltre a non sentire il tricolore e l’inno come ‘cosa mia’, aggiungo che mi vien l’odio verso chi tratta i meridionali in un certo modo. Dalle mie parti, a Cosenza, si chiama razzismo. Invece amare la patria significa anzitutto solidarietà sociale.
    E non dimentichino, i leghisti razzisti, che la loro civiltà è cronologicamente successiva alla nostra. Quando a Rhegion, Lokroi Epizephiri, Kroton e Thurio c’era l’età dell’oro, il Veneto era una palude malarica (e lo è stata fino al fascismo…) e a Brescia o a Torino avevano solo l’agricoltura.

    Federico, tu parli di Storia dell’Italia. la storia dell’Italia come nazione unita ha due periodi principali: l’età dei romani, che avevano conquistato di tutto e di più, e il periodo che va dal 1848 ad oggi. Non ti sembra un pò pochino rispetto a tutto l’arco della storia?
    Delle missioni di pace non parlo proprio, perchè secondo me se muoiono i soldati non puoi chiamarle missioni di pace.

    Massimo rispetto per le idee diverse dalle mie, come le vostre, ma dovevo argomentare.Ciao

  7. Pablo79 Says:

    ovviamente l’anonimo sono io, m’ero scordato di inserire il nome
    ciao

  8. Federico Minniti Says:

    “Un veneto e un siciliano sono due cose diversissime, ti prego di non accomunarle”. Non è discriminante questo?

    Grazie perché argomenti bene e con precisione, ci tengo però a risponderti.

    Postilla iniziale: rispettare le idee diverse da me è democrazia, oltre che sintomo di spontanea libertà, come tu Pablo mi insegni.

    E proprio in questa direzione che muovo una piccola critica nei confronti del tuo ragionamento: razzismo è avere un pregiudiziale astio nei confronti di qualcuno. Non credi che definire tutti gli abitanti del nord come “leghisti razzisti”, non sia necessariamente un esagerazione. Questo in visione del fatto che il Nord pullula di emigranti del sud italia, che in tempi rapidi hanno scalato la società diventando “la testa” di essa.

    Esempio. Aosta regione più a Nord d’Italia. Anno 1978, mica un anno qualsiasi, chi conosce la nostra Storia sa cosa comportò quell’anno, con risvolti più che attuali. Non ci perdiamo in chiacchiere.

    Ad Aosta l’Union Valdotaine sta come la DC a Palermo in quegli anni, Union partito di chiara origine socialista, intorno ai quali orbitano diversi partiti “indipendenti”, Union partito dichiaratamente autonomista, in confronto le istanze della Lega, appaiono come “moderate”, ed è dir tutto.

    Conseil de la Vallée (VII Legislatura): consigliere eletto Pasquale Tripodi (non ridete, vi prego! Non è l’ex assessore ai trasporti della regione Calabria) from Melito Porto Salvo (RC), partito Autonomia Socialista. Ricoprirà diversi ruoli da amministratore, finanche Assessore.

    Eppure era un meridionale, convenzionalmente detto “terrun”. Prima di lui Milanesio Bruno (from Sicily) era addirittura segretario del PSI nel capoluogo aostano.

    Dove vado a parare con tutto ciò: usare gli stereotipi attuali della dialettica politica antilega (ampiamente condivisa) non giustifica il fatto di non esigere il senso di unione che in uno Stato democratico come l’Italia ci deve necessariamente essere. L’Italia è uno Stato indipendente, la cui Storia anche prima del 1848 è indiscutibile.

    Non ha senso di esistere la Calabria senza il Veneto, né la Lombardia senza la Sicilia. Putroppo con tutto questo però le vittime di Nassirya centrano ben poco. Siamo ancora i soliti (anti) italiani…

    Con stima,
    Federico

  9. Pablo79 Says:

    E perchè non lo giustifica?
    E perchè la Calabria senza la Lombradia non ha senso di esistere? Perchè altrimenti non sapremmo dove andare a riciclare i soldi della ‘Ndrangheta?

    E comunque ti segnalo questo sito dove si parla di quello che hanno fatto i Piemontesi al sud: da meridionale dovresti avere un sussulto.

  10. Pablo79 Says:

    http://cronologia.leonardo.it/storia/a1863b.htm

  11. Massimo Calabrò Says:

    Pablo, scusami, personalmente, ed estremizzo il concetto, mi sento più vicino ad un valdostano ed un trentino che ad un marocchino ed un arabo. Il concetto di Italia, mi rendo conto ancora di più dopo il tuo messaggio, è visto diversamente dagli stessi italiani, non da tutti fortunatamente. In ogni caso, esempi in Europa, visto che parli di Mediterraneo, ce ne sono tanti. Vuoi mettere, per citarne un caso, un francese di Nizza o Marsiglia con uno di Strasburgo? In gran parte delle nazioni ci sono infatti abitanti con radici e passato diversi.

  12. Federico Minniti Says:

    Vedi è fragile, nonché subdolo, il ragionamento che la Lombardia esiste in funzione dei denari della ‘ndrangheta.

    Così come mi pare fuoriluogo esercitarsi ancora a ricercare un’identità nazionale, quando si è chiamati ad assumerne una continentale, quella europea.

    Perdonami ma nelle tue parole leggo gli stessi pregiudizi che un leghista ha per un calabrese in maniera inversa. Chi ti parla, a Verona, ha ricevuto una porta in faccia solo perché “terrun”. E non mi pare che a Verona manchino gli investitori della criminalità organizzata, made in Calabria.

  13. Pablo79 Says:

    ma era una provocazione Federì…figurati!
    ma perchè la calabria senza Lombardia non può esistere?

  14. Giuseppe Daniele Canale Says:

    Si ho sbagliato, ma Voi…

    “LA MIA PATRIA, VI E’ RICONOSCENTE!!!!!!!!!
    E finiamola!

  15. gigi Says:

    sai perche ti trovi meglio con i marocchini? perche abiti in calabria, terra abitata da un popolo con le palle, dove questi signori [arabi] non si azzardano a mettere voce in capitolo. ma se vedessi cosa hanno combinato per esempio a torino. tipo zona [ san salvario] era il fiore a l occhiello di torino, e adesso distrutta da questi barbari. un veneto non distrugge, costruisce. ciao gigi [olanda]

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