La retta via

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Roto San Giorgio, l’agenzia di stampa del Comune di Reggio Calabria, divulga una nota del consigliere comunale di Forza Italia, Demetrio Berna, presidente della seconda commissione consiliare – Programmazione e Servizi generali, alla quale, a mio giudizio, strill.it  non ha dato la giusta rilevanza.

Dalla nota di Palazzo San Giorgio apprendiamo che:

La seconda commissione consiliare – Programmazione e Servizi generali – presieduta dal consigliere di Forza Italia Demetrio Berna  ha approvato all’unanimità, nel corso dell’ultima riunione, l’adesione alla Stazione Unica Appaltante in ambito provinciale, in via sperimentale per 18 mesi.

Adesso, ovviamente, la ratifica di tale decisione passerà al Consiglio Comunale, che, come spero, approverà all’unanimità. E’ una decisione importante, dato che si individua spesso, e giustamente, la chiave di volta nella lotta alle mafie nella sottrazione dei patrimoni.

E’ davvero una decisione importante quella presa dalla commissione di Demetrio Berna, la cui agenzia immobiliare, Management 2000 è stata perquisita, nel luglio del 2007 dai carabinieri di Reggio Calabria, nell’ambito di un’inchiesta, coordinata dai magistrati della Dda reggina, Boemi, Mollace, Lombardo e Galletta,  che ha interessato le principali sedi di compravendita di case di Reggio Calabria, sospettate di legami con le cosche mafiose.

E’ una decisione importante, perchè, per esempio, con una Stazione Unica Appaltante attiva ed efficiente i lavori per la realizzazione della nuova Piazza Carmine a Reggio Calabria (graziosa e già devastata dai bifolchi reggini) non sarebbero potuti finire alla Co.For. srl, di proprietà dei fratelli Antonino e Giovanni Guarnaccia, arrestati nell’ambito dell’operazione “Arca” con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, ma anche (copio e incollo dall’ordinanza di custodia cautelare) per:

il delitto previsto e punito dagli artt. 81, cpv., 110, 629 c.p. e art. 7 legge 203/91, per avere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro e con violenza e minacce costituite dagli attentati subiti dalle ditte sub-appaltatrici e dalla condizione di assoggettamento ed omertà che deriva dall’appartenenza all’associazione per delinquere di stampo mafioso costretto le ditte appaltatrici dei lavori (parliamo della A3, Salerno-Reggio Calabria, ndr) ad assegnare alla propria ditta i sub-appalti, le forniture, gli incarichi lavorativi, a scapito di altre imprese, al fine di agevolare l’attività dell’associazione per delinquere di stampo mafioso.

Per questo motivo, per dare atto all’Amministrazione comunale di Reggio Calabria di aver imboccato (ma non ancora percorso completamente) una strada corretta, ma anche per una questione “simbolica” strill.it avrebbe dovuto dare più risalto alla notizia divulgata da Roto San Giorgio.

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