Gli imperatori

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Eh vabbè, andiamo avanti così…

Cesare Battisti è un rifugiato politico, il lottatore continuo Adriano Sofri, è un intellettuale…

Nessuno che dica la verità.

Che sono degli as-sas-si-ni.

Hanno il nome di due imperatori: Cesare (considerato da alcuni storici il primo imperatore romano, pur non avendo mai ricevuto il titolo) e Adriano.

Sono Cesare Battisti e Adriano Sofri.

Il governo brasiliano non ha concesso l’estradizione per Cesare Battisti, da tempo rifugiato tra mare, culi e chicchi di caffè.

Il ministro della giustizia brasiliano, infatti, pensa che in Italia sussista un concreto timore di persecuzione nei confronti di Battisti.

E in Francia, dove Battisti è considerato un guru, c’è chi pensa che una sua eventuale detenzione sarebbe un mero atto repressivo.

Detenzione, quella che Cesare Battisti meriterebbe di scontare in Italia.

Ricordo a me stesso e a voi che Cesare Battisti, ex componente dei PAC (Proletari armati per il comunismo) è condannato in via definitiva per quattro omicidi:

6 giugno 1978 a Udine, Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria; omicidio di cui fu l’esecutore materiale.

16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala, (VE), Lino Sabbadin, macellaio di Mestre; Battisti fece da copertura armata all’esecutore materiale Diego Giacomini.

16 febbraio 1979 a Milano, Pierluigi Torregian, gioielliere; omicidio per cui Battisti fu condannato come co-ideatore e co-organizzatore.

19 aprile 1979 a Milano, Andrea Campagna, agente della DIGOS; omicidio di cui fu l’esecutore materiale.

Ma, questo, al governo brasiliano, non sembra importare.

Ora si capisce perchè il Brasile sia famoso, soprattutto, per le belle donne e i calciatori.

Discorso diverso, ma stessa natura umana, merita il lottatore continuo Adriano Sofri.

Condannato insieme a Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani per l’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, avvenuto il 17 maggio del 1972 a Milano, si è sempre detto innocente.

Proprio alcune settimane fa, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro, ha, invece, ammesso, di essere colpevole dal punto di vista “morale”, ma non sotto il profilo giudiziario.

Si sa, ai sinistri piace la filosofia.

Fatto sta che Cesare Battisti resterà in Brasile, mentre Adriano Sofri continuerà a giocare a fare l’intellettuale.

Siamo nel Paese in cui, presso l’università La Sapienza di Roma, non si vuole la presenza del Papa, mentre si invitano i terroristi (è il caso di Valerio Morucci, visita poi annullata).

L’ho scritto così, riflettendoci, ma di getto. Anche per non parlare sempre di ‘ndrangheta.

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