Dove Napolitano sarebbe dovuto andare

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Si è conclusa la visita in Calabria del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Due giorni: prima a Lamezia Terme (lì l’aeroporto funziona), poi, oggi, a Reggio Calabria, per l’inaugurazione dell’anno accademico.

Discorsi, visite guidate, passerelle (ieri ho riconosciuto, in tv, Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro, Doris Lo Moro, deputato del Pd, e Marco Minniti, viceministro ombra, del Governo ombra, dello schieramento politico ombra).

Oggi Napolitano ha incontrato Loiero in Prefettura a Reggio Calabria, poi ha partecipato al convegno “Mezzogiorno euromediterraneo – Idee per lo sviluppo“. Ha inaugurato l’anno accademico dell’Ateneo reggino. C’era il Magnifico Rettore Massimo Giovannini, c’era l’ex Magnifico ed ex ministro, Alessandro Bianchi.

Rivolgendosi ai giovani ha anche detto cose che condivido in pieno:

“‘E’ essenziale un rinnovamento generazionale nella politica e nell’amministrazione e questo non si decide per decreto. Si decide solo attraverso un vostro sforzo, un vostro impegno e una apertura che bisogna a tutti i costi provocare in un sistema che e’ ancora molto chiuso”.

Il Capo dello Stato, però, avrebbe dovuto effettuare un tour più “formativo”, in modo tale da capire le reali condizioni in cui versa la Calabria.

Avrebbe dovuto visitare Crotone, per esempio, dove gli abitanti hanno scoperto di vivere immersi nelle scorie tossiche. Da lì si sarebbe potuto spostare a Papanice, un posto simile a Beirut, dove, di tanto in tanto, ci si prende a colpi di kalashnikov.

Vicino Lamezia Terme, poi, c’è Catanzaro e, in quel palazzo dove campeggia la scritta “Iustitia”, Napolitano avrebbe potuto raccogliere i cocci di una magistratura in pezzi.

Prima di arrivare a Reggio Calabria avrebbe potuto fare un salto nella Locride: a San Luca, Africo, Platì.

Ci sarebbe anche la Piana di Gioia Tauro da visitare: Rosarno, dove gli immigrati vengono sfruttati come bestie, Taurianova, dove sparano al cavallo del sindaco, che pochi giorni dopo, casualmente, viene sfiduciato dal Consiglio comunale. La stessa Gioia Tauro, dove “la ‘ndrangheta non esiste e i Piromalli sono brava gente, educata”.

Arrivato a Reggio avrebbe potuto constatare le condizioni del rione Archi, a pochi passi dalla Facoltà di Giurisprudenza, una tipica zona da “città turistica”.

Il Governatore Loiero ha dichiarato: “Il presidente Napolitano conosce la Calabria meglio di quanto pensassi”.

Può darsi. Ma avrebbe potuto aumentare ancor di più la propria conoscenza.

La Calabria è una terra povera e questo, forse, il presidente Napolitano l’avrebbe potuto verificare meglio se non fosse stato, per gran parte del tempo, in aule convegni, al Teatro “Francesco Cilea”, nei lussuosi locali della Prefettura di Reggio Calabria e nell’aula magna della Facoltà di Architettura, addobbata a festa per l’occasione.

Alla prossima.

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3 Risposte to “Dove Napolitano sarebbe dovuto andare”

  1. Gianfranco Alto Says:

    Complimenti per il pezzo.
    Napolitano vista l’età (male che gli vada diventerà senatore a vita) non avrebbe nulla da perdere nello scagliare picconate a destra e manca,
    nel non firmare leggi ad personam, nel difendere giudici coraggiosi che credono ancora nello stato di diritto e non per ultimo informarsi a priori sui posti dove va e denunciare sprechi e torti che i calabresi subiscono da sempre!
    Non lo fa e non so perchè.
    Avrà anche lui il suo scheletro bello grosso nell’armadio?

    Gianfranco Alto

  2. Pasquale De Marte Says:

    Per quanto mi riguarda (sorvolando sul giudizio personale), spero un giorno che ci sia una semplificazione istituzionale rispetto alle varie cariche al vertice della Repubblica e sulla modalità di elezione.

    Spero che fino ad allora non ne venga fuori un altro con tre televisioni…

  3. adacosco Says:

    scusa Claudio, capisco il tuo estro giornalistico, ma guarda che papanice non assomiglia a Beirut. ma tu dove vivi, in una agiata cittadina dove respiri con tranquillità civiltà perbenista, o sei calabrese di quelle fronde che a tutti i costi, inventandosi appellativi e aggettivi fuori luogo, fanno cronaca fuori dalle righe. scrivi verità, non sentito dire…

    **********************************
    Ho visitato Papanice, vivo in Calabria. Un territorio di frontiera per chi abbia voglia di tenere la schiena dritta.

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