De Magistris: “Magistratura calabrese non estranea a logiche occulte”

luigi_de_magistris

da www.strill.it

di Giusva Branca e Claudio Cordova – Riparte da una candidatura al Parlamento Europeo, nei ranghi dell’Italia dei Valori, la nuova vita di Luigi De Magistris: “Voglio evitare  che l’Italia scivoli fuori dall’Europa, voglio vigilare affinché  i finanziamenti pubblici europei creino sviluppo in Calabria e in tutto il Meridione, anziché riempire le tasche dei comitati d’affari”.

Sì perché, Luigi De Magistris, le torbide manovre di chi tenta, spesso con successo, di accaparrarsi i fiumi di soldi pubblici, le conosce bene; tali manovre, infatti, erano il fulcro delle inchieste “Why not”, “Poseidone”, “Toghe lucane”, quelle coordinate quando, a Catanzaro, svolgeva le funzioni di pubblico ministero: “Ho messo nel conto le strumentalizzazioni dopo la scelta di entrare in politica – dice -, ma tutto ciò era inevitabile: l’antistato è entrato all’interno dello Stato, la mia è stata una scelta obbligata ed è comunque una sconfitta per tutte le persone oneste”.

Lo aveva dichiarato in esclusiva a strill.it nell’agosto del 2007: “Dovranno cacciarmi se vogliono sbarazzarsi di me”. Luigi De Magistris è stato un facile profeta: “Ho lavorato a livelli alti dal 1996 – afferma l’ex pm di Catanzaro -, ma la mia esposizione mediatica è cominciata solo undici anni dopo. Non sono stato io a cercarla, comunque: stavano accadendo delle cose gravi e volevo che il Paese sapesse. Sapevo che mi avrebbero cacciato, avevo messo in conto un po’ tutto”.

Da magistrato ha tentato di ripulire ciò che di sporco c’è in Calabria, adesso vuole provare a farlo da politico: “La buona politica può trasformare la società – afferma De Magistris -, ma adesso la politica è intesa come luogo del malaffare e in Calabria, come nel resto d’Italia, quest’idea non si discosta dalla realtà: in Calabria c’è stata e c’è una delle peggiori classi politiche, tanto di destra quanto di sinistra. Per eliminare le mafie, bisognerà pulire la politica: una fetta importante della classe dirigente è inquinata, un’altra parte resiste, per questo adesso deve arrivare il momento della resistenza costituzionale, una ribellione pacifica in cui tutti dobbiamo metterci in gioco, perché la critica da sola non basta. La questione morale – afferma De Magistris – deve essere la base da cui partire, perché viviamo in una società in cui ci si abitua a tutto: molti si indignano ma non trovano rappresentazione, mentre altri sono come delle spugne”.

Appunto.

Per invertire la rotta, per ribellarsi, sia pure pacificamente, serve, è fondamentale, la spinta del popolo, della base: “Il popolo meridionale, calabrese in particolare, deve reagire: tante energie positive vanno via e molti accettano passivamente perché non hanno fiducia nei propri mezzi. C’è una parte della popolazione – sostiene De Magistris – che preferisce il vassallaggio, appartenere a qualcuno, ma c’è anche una parte che crede ancora negli ideali. A quella parte bisogna rivolgersi”.

C’è la politica, dunque. C’è la gente, ovviamente. Ma c’è anche la magistratura, quella magistratura da cui Luigi De Magistris si sente, probabilmente, scaricato: “Sono in grado di provare – dice, rilanciando le dichiarazioni rese, alcuni mesi fa, ai microfoni di Sky Tg24 -, che una parte della magistratura calabrese non è estranea a logiche occulte. Temo che, con il passare del tempo, vada sempre peggio: il Csm conosce da anni problemi calabresi, ma nel mio caso ha preferito trasferirmi. Di questo passo – continua – le incrostazioni saranno sempre più facili: il magistrato non può essere radicato, ma ci sono magistrati che operano nelle medesime sedi da troppi anni, è necessaria una rotazione perché, quando nel circuito affaristico penetrano coloro i quali dovrebbero mettere in atto il controllo è la fine. I magistrati devono comprendere la società, ma devono stare fuori dai circuiti di potere: solo così si potrà costruire una magistratura credibile e indipendente, ma non corporativa”.

Riparte, dunque, da una candidatura al Parlamento Europeo, nei ranghi dell’Italia dei Valori, la nuova vita di Luigi De Magistris. Quella precedente, la vita da magistrato, è finita per sempre: “Ancora oggi esistono dei servitori dello Stato – spiega l’ex pubblico ministero – e quello del magistrato, dal mio punto di vista, è il lavoro più bello, un lavoro che vale la pena fare. Sognavo di fare il magistrato, non me l’hanno permesso e quindi ho perso: ma da una sconfitta formale è nata una vittoria morale, perché tanta gente ha finalmente capito. Comunque sia – conclude Luigi De Magistris – la magistratura è un capitolo chiuso, adesso voglio impegnarmi in politica”.

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Una Risposta to “De Magistris: “Magistratura calabrese non estranea a logiche occulte””

  1. Valentina Says:

    Scriverò poche righe anche se avrei TANTO da dire! Mi pare doverosa una premessa:sono un ASPIRANTE MAGISTRATO e non nel senso sterile del termine,al contrario la mia aspirazione ha piuttosto il sapore di una VOCAZIONE! Purtroppo per me ho avuto modo di “impattare”,per così dire, con il tanto agognato CONCORSO IN MAGISTRATURA lo scorso novembre 2008 e ciò che sono riuscita a portarmi a casa è stato solo un ingiustificato cumulo di amarezza e delusione! Stento ancora a credere che sia potuto accadere tutto ciò che ho visto e sentito e ciò che ancora respiro nell’aria a soli pochi mesi da quella che speravo essere l’esperienza più esaltante della mia vita! La laurea in giurisprudenza è stata per me una scelta consapevole e gli studi specialistici successivi una conferma. Un solo comune denominatore…realizzare UN SOGNO, ossia esercitare quel ruolo che sento appartenermi e farlo con la serietà,diligenza,impegno e professionalità imprescindibili!!!Ma credo,allo stato, di potermi ritenere persona offesa di un’ipotesi di reato non codificata:furto di sogni con ogni probabilità aggravato! Mi sento solidale come donna e come giurista con magistrati che hanno investito tutto per portare avanti un nobile ideale che dovrebbe ispirare tutti i componenti di quella “comunità giuridica”:lottare contro ogni forma di mortificazione sociale. Ciò che accade tutti i giorni intorno a noi,a partire dalle procedure di selezione in tutti i settori nevralgici,credo sia un’imperdonabile mancanza di rispetto nei confronti di uomini-EROI che hanno scritto e fatto LA NOSTRA STORIA sacrificando anche la loro vita e una sconfitta enorme per un intero Paese che possa dirsi civile!! Sicura che queste mie parole non verranno ascoltate,resta per me il coraggio di esternarle……

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: