I Bronzi, trattati come stronzi

Bronzi_di_riace

Dovrò scusarmi, lo so, per l’abominevole titolo che ho scelto per questo post. Ma, prima, cercherò di spiegarvi che non si tratta una mera scurrilità, fine a sè stessa.

Come ci ricorda, in un gran bell’articolo, Anna Foti, il 16 agosto del 1972, il mare di Riace, restituiva alla Calabria, al mondo direi, due tesori: due statue di bronzo, ad altezza naturale, raffiguranti due guerrieri greci. I Bronzi di Riace.

Un patrimonio inestimabile che, da subito, attira tantissimi visitatori presso il Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria, dove le statue verranno custodite. Un successo di pubblico che, a causa dell’insipienza di tante, troppe, persone messe in ruoli apicali, con eccessiva fretta, porta a un calo vertiginoso delle visite presso il Museo, come già avevo documentato in questo post di qualche mese fa.

Da quel post, però, sono cambiate alcune cose significative: i Bronzi di Riace al G8 non ci sono più andati, ma, soprattutto, e nessuno, tranne il professore Daniele Castrizio ne parla, dal 1° ottobre il Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria sarà chiuso per un anno, un anno e mezzo, forse due, per lavori di ristrutturazione.

Che ne sarà dei Bronzi di Riace (ma anche delle altre opere esposte)? Ancora è presto, sarà sufficiente pensarci due, al massimo tre, giorni prima della chiusura del Museo…

E se qualcuno dovesse proporre, sacrilegio, una destinazione temporanea per impedire che i Bronzi di Riace restino per mesi abbandonati nella polvere, allora sì che la città avrà un moto d’orgoglio: i sinistri con la sindrome di Calimero, i destri con il complesso del capoluogo di Regione scippato, gli adepti di Grillo, gli alternativi vari (quelli per cui “le regole sono zero” e “lo Stato è oppressore”) e gli pseudo-intellettuali reggini alzeranno la voce, invieranno comunicati stampa, parlando, con sdegno, “dell’ennesima spoliazione ai danni di Reggio”, come avvenuto, qualche mese fa, quando, per un capriccio di Re Silvio, i Bronzi sarebbero dovuti volare a La Maddalena per il G8, spostato poi a L’Aquila, in seguito al terribile terremoto.

E, invece, a distanza di alcuni mesi, sotto l’ombrellone, le categorie di cui sopra potrebbero cominciare a pensare a soluzioni diverse, per non trattare, come si fa da anni, questi due guerrieri, i Bronzi, come degli stronzi (da qui il pessimo titolo).

Ecco, adesso posso chiedere scusa per la mia volgarità.

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5 Risposte to “I Bronzi, trattati come stronzi”

  1. Francesco Biacca Says:

    senza parole.
    giusto per inciso e correttezza: nel mio periodo reggino ho sentito dire che la stanza dei bronzia sia l’unica effettivamente accessibile per cui, presumibilmente, resteranno lì.

    tu sai diversamente?

    **************************
    Al momento non mi risulta niente del genere, ma nei prossimi giorni cercherò di capire qualcosa in più a riguardo.

    Claudio Cordova

  2. luca pagni Says:

    Prima di definire quello di Anna Foti un gran bell’articolo,
    avete notato che parla di “Due statue, forse di un gruppo di cui non si conosce il destino, raffiguranti due nudità eroiche maschili”, descrivendole “Con il viso ricoperto di barba e riccioli, più fluenti in una statua che nell’altra, con braccia aperte e una gamba sopravanzante, con uno scudo sul braccio sinistro, per altro mai esposto al pubblico” e poi “I Bronzi di Riace, realizzati per essere poggiati su basamenti ed essere esposti, pare avessero a corredo un elmo di tipo corinzio, uno scudo e una lancia da oplite” ??? Sorvoliamo sul fatto che la lancia non fosse OPLITE ma OPLITA, ossia in dotazione agli Opliti… pare di rileggere la denunzia di Stefano Mariottini che parlava di un gruppo di statue, di uno scudo e di una statua con braccia aperte. Siete mai stati al Museo di Reggio Calabria ? Le 2 statue hanno entrambe le braccia abbassate e dunque, la collega Foti, parlando di particolari descrittivi non riscontrabili al Museo di Reggio Calabria, insinua la presenza di una terza statua ma, al contempo, sembra voler attribuire delle responsabilità alle cosche Ndrine, spostando così l’attenzione dal ruolo avuto da Stefano Mariottini e da Alcherio Gazzera che gli fece da garante in tribunale pur essendo stato denunciato per trafugamento dalla G.d.F., dal fu Sovrintendente Giuseppe Foti e da Pietro Giovanni Guzzo, attuale Sovrintendente di Pompei e che appare in una foto accanto ad uno dei bronzi che tiene qualcosa nella mano sinistra, e quel qualcosa non è esposto ne menzionato nei rapporti di ritrovamento delle statue.
    Perché non dice che Stefano Mariottini aveva un tesserino di pesca sportiva, non era archeologo e dunque non avrebbe potuto toccare alcun reperto archeologico, ma collaborò con la Soprintendenza della Calabria nelle ricerche archeologiche subacquee fino al ritiro della delega da parte della dottoressa Anna Lisa Zarattini, subentrata alla dottoressa Elena Lattanzi nel 2005 ? Visitate la pagina web http://bronzidiriace.style.it/

    **************************
    Nessun dubbio sul fatto che l’articolo della collega Anna Foti sia, come sempre, ineccepibile.
    Inoltre Le ricordo, qualora l’avesse dimenticato, che curare un portale tematico sui Bronzi di Riace non le conferisce alcuna paternità sulle due opere custodite a Reggio Calabria.

    Claudio Cordova

  3. luca pagni Says:

    Gentile Claudio Cordova,
    io non rivendico alcuna paternità sui Bronzi di Riace,
    ma come cittadino, mi sento vittima di una disinformazione
    che mi fa chiedere se Anna Foti, Lei o il Direttore di Strill.it
    abbiate mai visto i Bronzi di Riace esposti a Reggio Calabria.

    Forse mi sfugge qualcosa,
    ma temo che nessuna delle 2 statue esposte
    si presenti con le braccia aperte,
    come denunziato da Stefano Mariottini
    e come ripreso e divulgato dalla giornalista Anna Foti,
    senza una preventiva verifica della notizia,
    che risulta dunque “non rispettosa della verità sostanziale dei fatti”
    andando forse a violare i doveri imposti dalla lealtà e della buona fede,
    previsti dalla “Carta dei doveri del Giornalista”.

    Ma forse mi sbaglio io…

    Saluti e salute a tutti.

    Luca Pagni

    **************************
    Sentendosi vittima, ha espresso, come previsto dalla Costituzione, il suo punto di vista. Detto ciò, spero che non scambi questo blog per una chat.
    Salute a Lei.

    Claudio Cordova

  4. luca pagni Says:

    Lunedi 7 Settembre 2009 su RAI 1 alle 23:35 dopo il Tg 1 andrà in onda la rubrica “E la chiamano estate 2009” che dovrebbe essere dedicata ai misteri intorno al recupero dei Bronzi di Riace (Accadde in agosto – Scandali al sole Scandali al sole)

  5. luca pagni Says:

    Il servizio “FACCE DI BRONZO”

    è visibile alla pagina web:

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