Dal 24 luglio ”S” sbarca in Calabria

I pizzini, i verbali, gli affari e le intercettazioni sulla “Cupola calabrese” colpita al cuore dalle maxiretate di luglio che hanno portato in cella 350 affiliati alla ‘ndrangheta

che avevano fatto di Milano il quartier generale da cui gestire gli affari dei boss. Questi i contenuti con cui il news-magazine S, del gruppo Novantacento, di Palermo, sbarca nelle edicole oltre lo Stretto con un’edizione calabrese interamente dedicata all’organizzazione criminale che si è dotata di una gerarchia simile a Cosa Nostra.

«In 116 pagine full-color – riporta un comunicato – il mensile diretto da Francesco Foresta, ricostruisce punto per punto le fasi delle indagini e i capi di imputazione che coinvolgono l’esercito di 350 uomini agli ordini del super-boss Condello: dagli appalti in Calabria e Lombardia alle relazioni con uomini delle istituzioni, passando per le lettere del boss ai familiari, i retroscena del delitto dell’assicuratore Filianoti e i rapporti tra colletti bianchi e le ‘ndrine.

E poi le estorsioni imposte a tutta Reggio Calabria, il nuovo organigramma delle ‘ndrine, le lupare bianche e gli occhi dell’organizzazione criminale calabrese sull’affare del decennio, l’Expo che si terrà a Milano nel 2015». «È un numero speciale – prosegue la nota – che passa ai raggi X gli affari della ‘ndrangheta a livello nazionale, che raccoglie in un unico volume le fasi delle inchieste ‘Metà e ‘Criminè e che spiega gli equilibri di potere a Reggio Calabria e i collegamenti tra le cosche e gli ambienti politici calabresi».

A firmare gli articoli, oltre a Davide Milosa, Andrea Cottone e Claudio Reale, due cronisti cresciuti alla scuola di strill.it: Claudio Cordova e Antonino Monteleone.

S – Calabria sarà in tutte le edicole calabresi, e nelle principali rivendite di milano a partire da sabato 24 luglio a 3 euro.

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8 Risposte to “Dal 24 luglio ”S” sbarca in Calabria”

  1. lirì Says:

    L’ho preso ieri, con grande sopresa ed euforia. Il primo numero, trovato a Palermo un anno fa, mi aveva piacevolmente colpito. Sono proprio contenta che abbia dato la notizia. A presto. Lirì

  2. Mezzoblogger Says:

    E adesso? Io ho l’impressione che stia succedendo qualcosa di grave: http://unblogemezzo.splinder.com/post/23201807/bomba-o-non-bomba-considerazioni-a-caldo

  3. Antonino N. Says:

    Avrei voluto commentare il tuo articolo su strill …
    Volevo solo farti i complimenti … un pezzo completo e scritto bene …
    Scrivi molto più degli altri giornalisti che si fermano ad elencare i nomi degli arrestati … Bravo …
    Con Stima …

    Antonino N.

  4. caesare Says:

    Caro Claudio,

    mi riferisco all’odierno articolo da te pubblicato su strill, dal quale dissento su un punto specifico: non penso che se la cd boeghesia criminale (impropriamente chiamate mafiosa) avesse voluto dire al capo dei pm reggini “fatti i cazzi toi” glielo savrebbe detto con un bazooka slavo di seconda mano. Tale atteggiamento è tipico dell’ala militare ‘ndranghetista, altri e più raffinati metodi avrbbero potuto utilizzare i prestiggiosi esponenti della borghesia criminale. Non ti nascondo che queste espressioni carnavalesche, come il recete attaco alla procura reggina con l’ingombrante arnese, mi lasciano perplesso, qualcuno depista per raggiugere obiettivi che dal tenore degli articoli che leggo su varie testate on line e cartacee non sono neanche superficialmente compresi. Si tratta ovviamente della mia opinione che considerato il tuo interesse per la materia ho inteso parteciparti.

    Un saluto

    Caesare

  5. lorenzo Says:

    Vorrei fari i complimenti per la rivista, chiedo scusa se solo ora mi sono accorto della vostro mensile, veramente interessante, che parla di questo cancro che ci marchia come se fossimo tutti mafiosi e omertosi, spero che i racconti da voi narrati, faccia risvegliare la coscienza delle persone per bene per poter ribellarsi a tutto ciò, al fine di poter far nascere una generazione di giovani onesti e una nuova politica che ci governi in modo onesto e trasparente, buon lavoro…..

  6. Massimo Says:

    Amici Calabresi non rinunciate al vostro diritto di votare.
    Non lamentiamoci se poi sono sempre altri a prendere le decisioni al posto nostro.
    Non andare a votare al di la’ dei quesiti di quest’ anno che pure sono relativi ad argomenti serissimi, su cui è giusto che tutto il popolo italiano si pronunci, significa mettere a repentaglio l’ istituto referendario stesso. Troppe volte i referendum sono falliti.
    Già in passato c’è stato chi ha proposto di eliminare i referendum in quanto a suo dire dispendiosi ed inutili.
    Ma chi rende il referendum inutile è chi non va a votare.
    Non andando a votare prima o poi gli italiani vedranno sfilarsi definitivamente la possibilità di pronunciarsi, di dire la loro ed allora saremo solo ed interamente in mano a chi bene oppure male, ci rappresenta.
    I politici ci rappresentano e sono necessari ma il politico peggiore è quello che odia la democrazia diretta, la odia e la teme in quanto la percepisce come un intralcio al suo potere. Il peggior politico è quello che strizzandoci maliziosamente l’occhio ci inganna e ci invita a non andare a votare: ci invita a dire ma si fai tu, tanto io non capisco nulla.
    In questo modo boicotta la nostra libertà di espressione. Boicotta la democrazia che abbiamo conquistato col sangue. D’altra parte non si può giustificare un politico che non si schiera di fronte a problemi di questa portata in maniera chiara. Che non ha il coraggio davanti al popolo di dire io voto SI oppure io voto NO…
    Un uomo del genere dimostra solo debolezza e volontà di manipolarci.
    Non caschiamo in questo inganno. Anche all’ ultimo secondo, recatevi a votare e portiamoci anche l’ amico, o il parente pigro. Dimostriamo di essere uomini e donne che si meritano questa democrazia… non pecore da portare al pascolo o al macello a seconda delle convenienze.

  7. Anonimo Says:

    che delusione la pubblicità al calajunco!!!! cosa si fa per i soldi….?!?!?!?

  8. claudiocordova Says:

    Signor Anonimo (che delusione l’anonimato) il Calajunco è un lido-discoteca sotto sequestro, gestito dallo Stato: proprio per questo “S” ha insistito per avere la pubblicità sull’ultimo numero. E’ un modo per promuovere un’azienda che, al momento, è gestita dall’Amministrazione Giudiziaria: un modo, tutto nostro, per dire che si può andare a ballare anche se non c’è la ‘ndrangheta di mezzo.

    Claudio Cordova

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