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Delegittimano anche Messineo

marzo 9, 2009

palazzo_di_giustizia_palermo

Chiunque segua un pochino le vicende giudiziarie italiane, meridionali in particolare, non può non aver notato l’aria nuova che si respira all’interno di alcune Procure. Penso alla Procura di Reggio Calabria, dove l’arrivo di magistrati validissimi come Pignatone e Prestipino e la nomina come procuratore aggiunto di Nicola Gratteri hanno portato ordine, serenità e fiducia, dopo anni di “difficoltà”.

Un’altra Procura che sta lavorando molto bene è quella di Palermo, sotto la guida di Francesco Messineo e grazie alla nomina a procuratore aggiunto di Antonio Ingroia.

Ma, come insegnano i casi di Luigi De Magistris, Clementina Forleo e Luigi Apicella, i magistrati che fanno bene, o, almeno in maniera onesta, il proprio mestiere (e non sono moltissimi, ahimè) non sono affatto graditi alle sfere, sia alte che basse.

Qualche giorno fa, su alcuni quotidiani (La Repubblica, soprattutto) si legge una non-notizia: un’indiscrezione indica come indagato per mafia il cognato di Francesco Messineo, Sergio Maria Sacco, 64 anni, originario di Camporeale, imparentato con il boss Vanni Sacco.

Tale circostanza viene smentita, ma ciò non basta a evitare il solito ciclone di sospetti e interventi destinati a un unico scopo: delegittimare il procuratore capo di un ufficio che, dopo anni di bufere, ha finalmente ripreso a lavorare con serietà.

Sergio Maria Sacco, cognato di Messineo, è imparentato, dunque, con il boss Vanni Sacco, attivo negli anni ’50 e ’60. Sergio Maria Sacco in passato è stato anche indagato, per due volte, per concorso esterno in associazione mafiosa: le storie si concludono con un’assoluzione e un’archiviazione.

Parliamo di quindici-venti anni fa.

Storia vecchia, trita e ritrita. Per questo, prima, ho parlato di non-notizia.

Purtuttavia, sollecitata da Gianfranco Anedda, membro laico (in quota Alleanza Nazionale), la prima commissione del Consiglio Superiore della Magistratura discuterà il caso-Messineo.

Discuterà del nulla.

Sì, perchè, fino a prova contraria, i procuratori vengono nominati proprio dal Csm. E, nel caso di Messineo, Palazzo dei Marescialli aveva già appreso, studiato e valutato come irrilevante la parentela di Messineo con Sacco.

E’ importante, comunque, che il procuratore capo Messineo abbia ricevuto la solidarietà di tutti i pm del capoluogo siciliano, che scrivono:

“Suscita perplessità ed inquietanti interrogativi tale improvvisa e concentrica attenzione mediatica su una circostanza molto datata, già nota al Csm e valutata come irrilevante in occasione della nomina di Messineo a procuratore capo di Palermo; circostanza che non ha mai prodotto all’interno dell’ufficio riserve o limiti di alcun genere, anche per il ritrovato entusiasmo nel lavoro di gruppo, nella tradizione dello storico pool antimafia, e per l’effettiva gestione collegiale dell’ufficio. In una fase storica nella quale la procura della Repubblica di Palermo è impegnata in uno straordinario sforzo di contrasto al sistema di potere mafioso, che si è concretato in risultati straordinari quali la disarticolazione della compagine interna dell’organizzazione mediante l’arresto di centinaia di uomini d’onore, anche di vertice, nonché nell’aggressione alle sue immense ricchezze mediante il sequestro di patrimoni per un valore di circa due miliardi e cinquecento milioni di euro, alcuni quotidiani puntano l’attenzione della pubblica opinione sul rapporto di parentela del procuratore Messineo con alcuni soggetti in passato indagati. Tali perplessità si accrescono in considerazione della coincidenza temporale con il progredire di delicatissime indagini sulle relazioni esterne di Cosa nostra. In tale momento i magistrati della procura avvertono la necessità di rinnovare la propria incondizionata stima al procuratore capo Francesco Messineo”. 

E’ altresì importante quello che dichiara il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e spero che non cambi idea:

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, non inviera’ ”assolutamente” ispettori nella Procura di Palermo in merito alla parentela del Procuratore capo Francesco Messineo con un indagato per mafia, notizia, riportata nei giorni scorsi da alcuni quotidiani nazionali. ”Ho una stima particolarissima – ha detto Alfano, a margine della cerimonia della posa della prima pietra sulla SS. Agrigento-Caltanissetta – nei confronti di Messineo perche’ ho potuto apprezzare sul campo i risultati nella lotta alla mafia”. In merito alla apertura di un fascicolo da parte del Consiglio superiore della magistratura, Alfano ha aggiunto: ”il lavoro del Csm e’ sempre autonomo”. (Ansa)

“Il lavoro del Csm è sempre autonomo”, dice Angelino Alfano.

Già. E quando entra in gioco il Csm il pastrocchio è sempre dietro l’angolo.

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C’è chi sta peggio di noi

gennaio 9, 2009

Quella di ieri è stata una giornata lunga, ma molto interessante.

Partiti all’alba, io e Antonino Monteleone, siamo rientrati a Reggio alle tre di notte.

Un’intera giornata a Barcellona Pozzo di Gotto per commemorare la figura di Beppe Alfano, a sedici anni dal suo omicidio.

Un ricordo ovattato dal menefreghismo dei barcellonesi: poca, davvero, poca gente sia la mattina, presso l’Oratorio salesiano, sia in chiesa, il pomeriggio. Un po’ meglio la sera, quando i nomi di Gioacchino Genchi, Carlo Vulpio e Antonio Ingroia hanno attirato maggiore attenzione.

La cronaca, secca, della giornata, la potete leggere qui. 

Ho avuto modo di conoscere nuove persone, tra le poche, purtroppo, che credono in qualcosa a Barcellona Pozzo di Gotto.

Sì, perchè lì sono ridotti davvero male. E, a tal proposito, presto potrete leggere sia su strill.it, sia qui sul blog, un dossier/reportage piuttosto significativo.

Una realtà fatta di indifferenza, connivenze, anche con i poteri forti, una realtà oppressa da un’atmosfera negativa, quella che si respira a Barcellona Pozzo di Gotto, un paese di quasi cinquantamila abitanti, a metà tra Gioia Tauro, la Locride e la Reggio degli anni ’90.

C’è chi sta peggio di noi, insomma.

Nel corso dei lavori mattutini ho anche avuto modo di parlare per qualche minuto alla platea. Di portare una piccola testimonianza.

Se dovessi riuscire a rintracciare il video del mio intervento, ve lo proporrò sicuramente.

Agenda – Domani a Barcellona Pozzo di Gotto (Me)

gennaio 7, 2009

alfano_beppe

Domani sarò, insieme con Antonino Monteleone, a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, per le celebrazioni in ricordo di Beppe Alfano, da sempre il mio modello di giornalista, assassinato dalla mafia sedici anni fa.

I motivi della mia presenza e della mia ammirazione nei confronti di Beppe Alfano li spiegherò nel post di domani.

Ecco il programma della giornata:

Alle nove all’auditorium dei salesiani è in programma un dibattito con gli studenti delle scuole, alla tavola rotonda parteciperanno fra gli altri Aldo Pecora di “AmmazzateciTutti” e l’attore Alessio Vassallo. Al termine del dibattito si esibiranno in concerto gli “A67” di Scampia. Un’altra tavola rotonda invece è in programma per le 16.30 nella sala del’ex stazione ferroviaria. Al dibattito dal titolo “Da Beppe Alfano ad Adolfo Parmaliana: le istituzioni deviate e Barcellona”. Parteciperanno fra gli altri il giornalista Carlo Vulpio, il vice questore aggiunto Gioacchino Genchi, il procuratore aggiunto della Dda del capoluogo siciliano, Antonio Ingroia e Sonia Alfano, figlia del giornalista ucciso e presidente dell’associazione nazionale familiari vittime della mafia.