Posts Tagged ‘beppe pisanu’

Un cognome ingombrante

dicembre 6, 2008

pietro_navarra1michele_navarra1

Leggo su strill.it che il gruppo Udc-Svp e Autonomie del Senato e l’Intergruppo Federalista Europeo della Regione Siciliana organizza, dall’11al 14 dicembre, presso il Capo Peloro Resort di Messina, il 1° Corso di formazione politica.

Una cosa interessante: interverranno diversi deputati non solo dell’Udc (Leoluca Orlando, per esempio), interverrà il Governatore siciliano Lombardo, interverrà il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Beppe Pisanu.

Ai lavori interverrà anche il professor Pietro Navarra.

Chi è Pietro Navarra è presto detto.

Copio e incollo dal sito dell’Università degli Studi di Messina:

Pietro Navarra è nato a Messina il 30 Agosto del 1968. E’ Professore Associato di Economia Pubblica presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina dove si è laureato nel 1990.

Pietro Navarra è uno “con le palle”: è stato anche visiting professor alla Columbia University, docente di master a Shanghai.

Pietro Navarra è stato anche pro rettore nel 2007, quando, in luglio, il Rettore Franco Tomasello, fu sospeso per due mesi a causa del famoso concorso, oggetto di un’inchiesta della magistratura che ha come protagonista Filippo Spadola, vincitore di una cattedra a Veterinaria che, invece, secondo l’accusa, era già destinata a Francesco Macrì, figlio del preside di facoltà. Per questa vicenda Franco Tomasello è stato rinviato a giudizio con l’accusa di tentata concussione.

Ecco cosa scrivono i magistrati sull’Ateneo messinese:

L’università di Messina è permeata nelle più alte cariche da una concezione privatistica e clientelare della pubblica amministrazione. Un verminaio dove centri di potere elargiscono favori ad amici e conoscenti, ricorrendo se necessita a ritorsioni e minacce.

Su questa vicenda mi auguro che faccia piena luce la Giustizia, ma, in ogni caso, si tratta di una storia che ho già raccontato.

Ritorniamo a Pietro Navarra.

Pietro Navarra è, infine, il nipote di don Michele Navarra.

Don Michele Navarra, il dottor Michele Navarra, è stato il capo della famiglia dei corleonesi negli anni della guerra e in quelli immediatamente successivi.

E’ stato arrestato il 13 aprile 1948 ed è stato assassinato dieci anni dopo, il 2 agosto del 1958 da un commando composto, tra gli altri, da Luciano Liggio e Totò Riina.

Il professor Pietro Navarra, invece, è nato nel 1968, vent’anni dopo l’arresto del dottor Michele e dieci dopo l’uccisione di quest’ultimo.

Il professor Pietro Navarra non ha alcuna colpa: “i parenti non si scelgono”, diceva qualcuno.

Nè, sul proprio conto, aleggia alcun tipo di sospetto.

Ma il cognome che porta è ugualmente importante e il passato, di questo sono convinto, di tanto in tanto va ripassato. Soprattutto quando si tratta di “formazione”.

E gli incontri messinesi dei prossimi giorni parlano di “formazione politica”.

N.B. Per la scrittura di questo post numerose notizie sono state ricavate da un articolo, apparso su “L’Espresso” nel settembre del 2007, a firma di Riccardo Bocca, dal titolo “Padrini e predoni”.

Annunci

I professionisti dell’Antimafia

novembre 5, 2008

professionisti_antimafia

Finalmente martedì prossimo si insedierà la nuova Commissione parlamentare antimafia, la cui presidenza verrà affidata, presumibilmente, all’ex ministro dell’Interno, Beppe Pisanu.

Prima di giocare un po’, dico subito che poteva andare molto peggio: all’interno della commissione bicamerale ci sono personaggi di ottimo spessore che hanno fatto della lotta alla criminalità organizzata una ferma battaglia nel corso della loro attività politica. Penso ad Angela Napoli e Fabio Granata, del Pdl, penso a Beppe Lumia, che è, sicuramente, il politico che più stimo in Italia, penso agli ex prefetti Luigi De Sena e Achille Serra, del Pd.

Purtuttavia, tra i componenti della commissione c’è anche qualche personaggio un po’ birichino, per svariati motivi.

A cominciare dal probabile presidente, Beppe Pisanu, intercettato insieme con Luciano Moggi, si interessa per il la Torres Calcio. Coinvolto nello scandalo P2; Beppe Pisanu in persona è stato interrogato, l’ottobre 2005, dalla procura di Cagliari: a proposito di un presunto giro di favori nel corso dell’inchiesta sulla maxi-truffa Ranno-Fideuram per corruzione, peculato, truffa e riciclaggio.

C’è poi Alfonso Papa, del Pdl: magistrato napoletano in aspettativa, vicecapo di gabinetto del ministero della Giustizia sotto i ministeri Castelli e Mastella, viene indagato dal Tribunale dei ministri di Roma per abuso d’ufficio patrimoniale per alcune consulenze “facili” insieme allo stesso Castelli e ad altri dirigenti di Via Arenula. Ma si salva dal processo grazie al voto del Senato, che nel dicembre 2007 respinge la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro leghista e dei suoi collaboratori, regalando l’immunità parlamentare anche a quelli che parlamentari non sono. Come, appunto, Papa.

C’è Carlo Vizzini, del Pdl, condannato in primo grado a 10 mesi e salvato dalla prescrizione in appello per il finanziamento illecito di 300 milioni di lire dalla maxitangente Enimont; assolto dal Tribunale dei ministri di Roma dall’accusa di aver preso tangenti quand’era ministro socialdemocratico delle Poste.

C’è Francantonio Genovese, del Pd, ex sindaco di Messina, decaduto per un’opposizione alla regolarità della competizione elettorale, legata alla mancata presenza del simbolo del Nuovo PSI di Gianni De Michelis, a seguito della quale, quasi un anno dopo, il TAR di Catania dichiarò nulle le stesse elezioni.

C’è Luigi Li Gotti, che non ha alcuna pendenza con la Giustizia, ma che è conosciuto per essere stato difensore di noti pentiti quali Tommaso Buscetta, Totuccio Contorno e Giovanni Brusca. Un po’ contraddittorio, dunque.

C’è Luigi Lazzari, del Pdl, già assessore di San Cassiano, in provincia di Lecce, che, dopo appena un anno si dimette insieme al gruppo di maggioranza che amministra il Paese a seguito di vicende giudiziarie che riguardano il “suo” sindaco Raffaele Petracca.

C’è Antonio Gentile, del Pdl, che nel 1987 fu arrestato per la mala gestione della Carical (3500 miliardi di buco. Il processo, comunque, non portò ad alcun tipo di colpevolezza da parte di Gentile.

C’è infine Carolina Lussana, della Lega Nord, moglie del deputato del Pdl, Giuseppe Galati, ex Udc, indagato a Catanzaro per associazione a delinquere, truffa e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Il pm Luigi De Magistris (nell’indagine «Poseidone», poi avocata dal procuratore Mariano Lombardi) ipotizza che Galati facesse parte di un comitato d’affari che si occupava di spartire tra i vari partiti i fondi pubblici stanziati dalla Regione e dall’Unione europea.

C’è poi Tonino Di Pietro, ma su di lui meglio non parlare…