Posts Tagged ‘calcio’

Lillo il misterioso

giugno 7, 2009

lillo_foti

No, non parliamo di calcio giocato, non interessa a nessuno.

Non parliamo nemmeno di calciomercato, di Walter Alfredo Novellino che, con ogni probabilità, sarà il nuovo allenatore della Reggina per il prossimo campionato di serie B.

Parliamo, invece, del quotidiano economico Il Sole 24 ore che ha pubblicato i dettagli degli accordi di sponsorizzazione, investimenti per stagione e data di scadenza, per le società della serie A di calcio.

Atalanta: Sit-In Sport, Daihatsu, 1.400.000 euro (scadenza 2010);

Cagliari: Tiscali, 1.200.000 (2009);

Catania: Energia Siciliana, Prov. di Catania, 1.550.000 (2009);

Fiorentina: Toyota, 4.250.000 (2010);

Genoa: Erobet.it, 1.000.000 (2009);

Inter: Pirelli, 9.000.000 (non definita);

Lazio: nessuno

Milan: Bwin, 10.000.000 (2010);

Napoli: Acqua Lete, 5.000.000 (2012);

Palermo: Betshop, 1.000.000 (2011);

Reggina: Gicos, Regione Calabria (2009);

Sampdoria: Erg, 2.700.000 (2009);

Roma: Wind, 6.000.000 (2009);

Siena: Monte dei Paschi, 7.000.000 (2010);

Torino: Renault Trucks, Reale Mutua, 3.300.000 (2011);

Udinese: Dacia, il Granchino, 1.600.000 (2009);

Bologna: Unipol, Cogei, 1.500.000 (2009);

Chievo: B.P. di Verona, Paluani, 2.150.000 (non definita);

Lecce: Salento d’amare, Lachifarma, 1.200.000 (2009).

Il Sole 24 ore, quindi, pubblica gli accordi di tutte le società, ad esclusione della Reggina.

La Reggina Calcio del Presidente Lillo Foti sarebbe, quindi, l’unica società della serie A italiana a non aver comunicato i dettagli degli accordi di sponsorizzazione? Oppure i giornalisti del quotidiano economico non hanno cercato bene tra la documentazione di cui sono in possesso?

Perchè?

Ma è ovvio: perchè ciò che non si sa è più affascinante. Perchè, come dice Battiato, “c’è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero…”

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Complotto-bis

maggio 13, 2009

berlusconi_milan

Veronica Lario, La Repubblica, 28 aprile 2009:

“Ciarpame senza pudore”. Il vaso si è colmato di nuovo e Veronica Lario esplode come già fece alla fine di gennaio di due anni fa con la famosa lettera a Repubblica. Questa volta, la moglie del premier attacca sull’uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee.

Silvio Berlusconi, Bruxelles, 29 aprile 2009:

“Ex show girl in lista? Ma quando mai. E’ tutta una manovra della stampa di sinistra. Mi sembra che la situazione sia molto chiara, c’è una manovra montata dalla stampa di sinistra e dell’opposizione sulle nostre liste con notizie assolutamente infondate. Mi spiace che la signora (ovvero la moglie, ndr) abbia creduto alla stampa”.

Veronica Lario, La Repubblica, 28 aprile 2009:

La signora Berlusconi prende anche l’iniziativa di parlare della notizia, pubblicata oggi da la Repubblica, secondo cui il premier sarebbe stato domenica notte in una discoteca di Napoli a una festa di compleanno d’una ragazza di 18 anni: “Che cosa ne penso? La cosa mi ha sorpreso molto, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato”.

Noemi Letizia, 18 anni appena compiuti, corrieredelmezzogiorno. corriere. it, 28 aprile 2009:

“Lo adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che lui desidera da me. Poi, cantiamo assieme”.

Silvio Berlusconi, Bruxelles, 29 aprile 2009:

Altra questione, altra piccata replica del Cavaliere. Stavolta tocca alla partecipazione di Berlusconi a una festa di compleanno di una diciottenne napoletana che dice di chiamarlo “papi”. La cosa non è piaciuta a Veronica. Il premier minimizza: “Solo un brindisi e qualche fotografia. il padre della ragazza era l’autista di Craxi. Si tratta di una strumentalizzazione veramente assurda e contro la realtà”.

Claudio Tito per La Repubblica, 12 maggio 2009:

“E’ tutta colpa di Ancelotti”. Qualcosa si deve essere proprio rotto tra Silvio Berlusconi e il tecnico. Anche con l’allenatore del Milan sembra esserci aria di divorzio. E già, perché altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui ieri sera, a Sharm el Sheik, davanti ad un gruppetto di turisti italiani il premier si sia lasciato andar ad un lungo sfogo contro l’allenatore rossonero. Accuse e recriminazioni con tanto di spiegazioni tattiche.

Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan, parla della vicenda Berlusconi-Ancelotti, 13 maggio 2009:

“Ho sentito il presidente Berlusconi, che mi ha detto di essere caduto dalle nuvole”.

Gli imperatori

gennaio 14, 2009

cesare_battistiadriano_sofri

Eh vabbè, andiamo avanti così…

Cesare Battisti è un rifugiato politico, il lottatore continuo Adriano Sofri, è un intellettuale…

Nessuno che dica la verità.

Che sono degli as-sas-si-ni.

Hanno il nome di due imperatori: Cesare (considerato da alcuni storici il primo imperatore romano, pur non avendo mai ricevuto il titolo) e Adriano.

Sono Cesare Battisti e Adriano Sofri.

Il governo brasiliano non ha concesso l’estradizione per Cesare Battisti, da tempo rifugiato tra mare, culi e chicchi di caffè.

Il ministro della giustizia brasiliano, infatti, pensa che in Italia sussista un concreto timore di persecuzione nei confronti di Battisti.

E in Francia, dove Battisti è considerato un guru, c’è chi pensa che una sua eventuale detenzione sarebbe un mero atto repressivo.

Detenzione, quella che Cesare Battisti meriterebbe di scontare in Italia.

Ricordo a me stesso e a voi che Cesare Battisti, ex componente dei PAC (Proletari armati per il comunismo) è condannato in via definitiva per quattro omicidi:

6 giugno 1978 a Udine, Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria; omicidio di cui fu l’esecutore materiale.

16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala, (VE), Lino Sabbadin, macellaio di Mestre; Battisti fece da copertura armata all’esecutore materiale Diego Giacomini.

16 febbraio 1979 a Milano, Pierluigi Torregian, gioielliere; omicidio per cui Battisti fu condannato come co-ideatore e co-organizzatore.

19 aprile 1979 a Milano, Andrea Campagna, agente della DIGOS; omicidio di cui fu l’esecutore materiale.

Ma, questo, al governo brasiliano, non sembra importare.

Ora si capisce perchè il Brasile sia famoso, soprattutto, per le belle donne e i calciatori.

Discorso diverso, ma stessa natura umana, merita il lottatore continuo Adriano Sofri.

Condannato insieme a Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani per l’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, avvenuto il 17 maggio del 1972 a Milano, si è sempre detto innocente.

Proprio alcune settimane fa, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro, ha, invece, ammesso, di essere colpevole dal punto di vista “morale”, ma non sotto il profilo giudiziario.

Si sa, ai sinistri piace la filosofia.

Fatto sta che Cesare Battisti resterà in Brasile, mentre Adriano Sofri continuerà a giocare a fare l’intellettuale.

Siamo nel Paese in cui, presso l’università La Sapienza di Roma, non si vuole la presenza del Papa, mentre si invitano i terroristi (è il caso di Valerio Morucci, visita poi annullata).

L’ho scritto così, riflettendoci, ma di getto. Anche per non parlare sempre di ‘ndrangheta.

Ci vediamo in tv

ottobre 30, 2008

Sto davvero perdendo colpi: mai, e dico MAI, avrei pensato di citare una vecchia trasmissione di Paolo Limiti!

Comunque sia questa sera, alle ore 21, sarò ospite di Andrea Ripepi nella trasmissione di Reggio TV, Fuorigioco. Analizzeremo la delicata situazione di classifica della Reggina e i disastri di Zio Lillo Foti.

Così non dite che parlo solo di ‘ndrangheta…

La dignità di un uomo

ottobre 9, 2008

La foto che ho scelto non è casuale, è una foto d’annata.

Mi aveva colpito molto la sua storia e non credo di essere un fenomeno: sarà stato così, mi auguro, per qualsiasi essere umano con un minimo di sensibilità. Avevo letto alcuni articoli: mi aveva emozionato vedere come la famiglia, composta dalla moglie e da quattro figli, si prendesse cura di lui. Mi aveva fatto riflettere su dei valori dimenticati, a volte, a causa del cinismo della vita quotidiana. Mi ha commosso sinceramente vederlo ieri sera, sul campo che qualche anno fa aveva calcato con ottimi risultati, accompagnato da uno degli amici di sempre.

Sto parlando di Stefano Borgonovo, ex calciatore, anche della Nazionale, accompagnato da Roberto Baggio alla partita benefica in suo onore, disputatasi allo stadio “Artemio Franchi” di Firenze tra Fiorentina e Milan, due delle squadre con cui Borgonovo ha giocato, durante la propria carriera.

Borgonovo è malato da tempo: combatte la propria battaglia contro la sclerosi laterale amiotrofica, la SLA, il morbo di Gehrig, una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso.

Forse per i ricordi sbiaditi (ero molto piccolo quando Borgonovo giocava), forse perchè ieri sera avevo l’anima “predisposta”, non ho potuto fare a meno di emozionarmi, vedendo un ex atleta ridotto su una sedia a rotelle, senza la possibilità di parlare davanti a 30mila persone che lo applaudono come se avesse appena realizzato una rete: la sua dignità mi ha lasciato senza parole, ma mi ha messo una gran tristezza.

Tristezza e rabbia per i crimini di cui una parte dello sport si è macchiata negli anni: la SLA, infatti, oltre ad aver ucciso personaggi come David Niven e Luca Coscioni e a condizionare la vita del celebre fisico Stephen Hawking ha già colpito altri sportivi, in particolare calciatori.

L’ex giocatore della Reggina, Armando Segato, il primo caso in Italia di SLA, l’ex capitano del Genoa, Gianluca Signorini, l’ex giocatore del Milan, Giorgio Rognoni, l’ex giocatore della Sampdoria, Ernst Ocwirk, l’ex portiere Narciso Soldan, l’ex giocatore di Sampdoria e Inter, Guido Vincenzi, l’ex capitano del Torino, Lauro Minghelli, l’ex giocatore del Pisa, Ubaldo Nanni, l’ex giocatore della Primavera della Roma, Fabrizio Dipietropaolo, l’ex giocatore del Como, Albano Canazza, l’ex capitano dell’Avellino, Adriano Lombardi.

Al loro coraggio e a quello di Stefano Borgonovo va oggi il mio pensiero.

Come volevasi dimostrare

ottobre 5, 2008

Beh, poi non accusatemi di dire cazzate. Avevo parlato dei disagi che certamente sarebbero avvenuti nel corso di Reggina-Catania.

Ecco l’articolo, apparso su strill.it, a firma mia e del direttore Giusva Branca. C’è anche una foto di Foti (come suona bene…)

Quando la leggerezza supera i limiti la situazione diventa ad alto rischio.

La pericolosità per l’ordine pubblico originata da Reggina-Catania era ben nota a tutti, eppure, nonostante si trattasse di un remake visto nei decenni precedenti, le scelte che hanno caratterizzato le dinamiche di afflusso dei tifosi sono state difficilmente condivisibili e comprensibili.

Uno steward aggredito dagli ultras rossazzurri ha riportato danni ad un orecchio, ma, soprattutto, i tifosi amaranto hanno dovuto sopportare disagi intollerabili.

Tutti gli abbonati di Tribuna Nord ed anche gli altri tifosi amaranto muniti di biglietto, vista una consistente rappresentanza di catanesi nel loro settore, oltre quelli sistemati nella zona abitualmente riservata agli ospiti, si sono autotutelati, visto che le Istituzioni e la Reggina Calcio latitavano, rifiutandosi di accedere al settore: difficile biasimarli.

Solo dopo estenuanti trattative dal Presidente Foti è giunto l’ok perchè si spostassero in tribuna Est. La classica pezza che in situazioni così imbarazzanti viene buttata per rimediare, con qualche affanno, a errori così pacchiani.

E siccome, allo stadio, capita spesso di infervorarsi insultando l’avversario (ma non capita mai di trovarselo spalla a spalla) in Tribuna Nuova (ex Ovest) almeno 200 tifosi catanesi sono venuti più volte a contatto con quelli amaranto e la cosa ha comportato le vibranti proteste viso a viso con Foti da parte di numerosi abbonati storici e, tra l’altro, a prezzi sostenuti.

Non una, ma una serie di leggerezze, quindi, da parte dell’Osservatorio del Viminale che ha consentito la trasferta e della società amaranto che non è riuscita a tutelare i propri tifosi.

Che nessuno, però, parli di sorpresa.

Da giorni il sito ufficiale del Calcio Catania indica le modalità di acquisto dei biglietti di Tribuna Ovest (con le nuove denominazioni affibbiatele di recente), come pubblicato anche da www.strill.it

Non c’è alcuna menzione, invece, alla Tribuna Nord, dove poi circa cento tifosi del Catania hanno trovato posto, costringendo i tifosi amaranto a “traslocare”. Sarebbe interessante sapere come, quei tifosi etnei, siano riusciti ad acquistare il biglietto e a entrare in un settore in cui la loro presenza non era prevista.

Sarebbe inoltre interessante leggere la relazione stilata da Prefettura e Questura di Reggio Calabria, per capire di chi sia la colpa di una situazione così paradossale: leggerezza dei rappresentanti dello Stato reggini oppure l’Osservatorio del Viminale ha fatto di testa propria, scavalcando le indicazioni ricevute? Era, probabilmente, una trasferta da evitare, ma così non è stato. E la ciliegina sulla torta ce l’ha messa la Reggina Calcio, creando una promiscuità pericolosa tra due tifoserie che non si sono mai amate.

Errori su errori che hanno messo in seria difficoltà gli agenti della Polizia di Stato che, soprattutto prima dell’inizio del match, hanno fatto tanta fatica a intercettare i tifosi etnei (una cinquantina) che, armati di cinture e aste di bandiere, hanno potuto gironzolare indisturbati nelle vicinanze del “Granillo”.

Il bilancio, in definitiva, non è drammatico: d’altronde la fortuna è sempre stata dalla parte degli incoscienti.

Lillo il Fenomeno

ottobre 4, 2008

Il Presidente della Reggina, Lillo Foti, che proprio ieri è stato rinviato a giudizio per frode sportiva nell’ambito del processo Calciopoli, ha messo in scena l’ennesimo capolavoro della sua brillante ancorchè longeva carriera.

Domani c’è Reggina-Catania allo stadio “Oreste Granillo”. Non mi soffermo su quisquilie di natura tecnico-tattica, ma parlo di cose ben più serie: si tratta, infatti di un match particolarmente a rischio, vuoi per la delicata situazione in classifica della Reggina, vuoi per i recenti avvenimenti (contestazione a Foti nel corso di Reggina-Milan, malumori per il gesto di Brienza in Palermo-Reggina), vuoi per la famosa e storica rivalità (quasi mai sana, purtroppo) tra le due tifoserie.

Proprio in questo contesto si incastra il capolavoro firmato Foti Pasquale.

Di seguito il comunicato stampa diffuso sul sito ufficiale del Catania Calcio giovedì 2 ottobre:

Il Calcio Catania S.p.A. comunica che ha preso il via oggi pomeriggio la vendita dei tagliandi validi per la gara di campionato Reggina-Catania,  in programma domenica 5 Ottobre presso lo stadio Oreste Granillo di Reggio Calabria.
I 500 tagliandi in vendita,  potranno essere acquistati presso i seguenti punti vendita:

Vir In   Viale Ulisse 10/12 Catania
La Duca Viaggi  Viale Africa 14 Catania

Il prezzo dei biglietti è di € 12,00

Ma, il richiamo della foresta, che per Foti è il richiamo dei soldi, è stato irresistibile. Questo è, infatti, il comunicato diffuso venerdì 3 ottobre sul sito ufficiale del Catania Calcio:

Il Calcio Catania S.p.A. rende nota la riapertura della vendita dei tagliandi, validi per la gara di campionato Reggina-Catania, a favore dei sostenitori rossazzurri.

I settori dedicati ai tifosi etnei sono i seguenti:

Tribuna Reggina 1986 intero € 133,10
Tribuna Nuova Amaranto Intero € 60,50
Tribuna Nuova Amaranto Ridotto Under 18 € 30,80
Tribuna Nuova Parterre Intero € 45,10
Tribuna Nuova Parterre Ridotto Under 18 € 23,10
Tribuna Nuova Grande Intero € 36,30
Tribuna Nuova Grande Ridotto Under 18 17,60

I tagliandi possono essere acquistati presso i seguenti punti vendita:

Vir In Viale Ulisse 10/12 CT
La Duca Viaggi Viale Africa 14 CT

Insomma, pur di riempire il “Granillo”, che, a causa deli sfasci societari, è sempre più tristemente vuoto, Foti apre anche gli altri settori dello stadio ai supporters del Catania, mettendo così, spalla a spalla, delle tifoserie che, senza usare mezzi termini o ipocrisia, si odiano da sempre.

E siccome errare è umano, ma perseverare è diabolico, ricordo a me stesso e ai tifosi amaranto cosa successe circa due anni fa, il 4 novembre del 2006.

Reggina-Catania 0-1, gol di Giorgio Corona: Foti decise di assegnare, oltre al settore ospiti, l’intera tribuna nord (ex curva nord) ai tifosi etnei. Reggio, di fatto, fu invasa, dagli ultras di un Catania che, di fatto, non giocò una partita in trasferta, ma praticamente in campo neutro.

Risultato: sconfitta interna e disordini prima della partita, quando, per pochi centimetri, non fui colpito in testa da un petardo mentre, fuori dal “Granillo” ritiravo, nel botteghino posizionato alle spalle del settore ospiti, il mio accredito stampa.

Il mio primo libro

luglio 10, 2008

 Beh, io l’annuncio lo faccio.

Non voglio farmi la pubblicità da solo, anche se amo l’autoreferenzialità (tutti i miei impieghi li ho avuti, finora, presentandomi da quello che poi sarebbe diventato il mio datore di lavoro).

Comunque sia, senza giri di parole, annuncio vobis gaudium magnum: da domani, nelle librerie e nelle edicole è disponibile il libro realizzato dal direttore Giusva Branca al quale, e per me è stato un onore immenso, ho contribuito anche io.

Il libro, “Reggina 1914-2008. La storia”, è un almanacco molto completo sulla storia della Reggina, aggiornato con dati, tabellini, statistiche e chi più ne ha più ne metta, perchè la Reggina non nasce nel 1986 come vorrebbe fare intendere Foti.

Il volume costa 15 euro oppure 23 con la copertina cartonata (ma di questi in giro ancora ce ne saranno pochi).
Il volume è anche acquistabile dal sito dell’editore Laruffa a questo link
http://www.laruffaeditore.it/pagina.asp?id_c=12&action=details&cat_id=30&prod_id=290&pag=1

Ripeto, non è pubblicità, ma solo una piccola soddisfazione che mi concedo: è la prima volta che il mio nome appare sulla copertina di un libro e, siccome mi fa un certo effetto, spero non sia l’ultima.

Il primo in bocca al lupo, insieme al “grazie” più sincero che possa fuoriuscire dalle mie labbra, va al direttore Giusva Branca, che per me è più che un fratello.

Sperando che valga ugualmente, il secondo in bocca al lupo, invece, va a me stesso.

E vince sempre lui

maggio 11, 2008

 L’anno scorso, poco prima dell’inizio del campionato di serie A, con la Reggina penalizzata di 15 punti (verranno poi ridotti a 11), un amico tifoso mi disse: “Se Foti riesce a salvarsi anche quest’anno allora è il diavolo”.

Sappiamo tutti come andrò a finire l’anno scorso e, da poche ore, sappiamo anche come è andata a finire quest’anno. La Reggina, dopo averla rischiata per tutto il torneo, porta a casa la pellaccia battendo per due a zero l’Empoli.

Anche quest’anno, nonostante una miriade di orrori (si badi bene, non errori), Lillo Foti, unica entità nella società amaranto, sempre più scarna nel proprio organigramma, è riuscito ad avere ragione sui critici.

La Reggina ha cominciato il campionato con una squadra imbarazzante, una squadra che avrebbe fatto fatica anche in serie B, ha cambiato, nel corso della sua tribolata stagione, tre tecnici, ha avuto tonfi disastrosi in casa (Livorno e Torino su tutti), ha vinto solo una volta in trasferta e per due terzi del torneo ha espresso un gioco approssimativo.

Eppure alla fine ce l’ha fatta anche quest’anno, con una giornata d’anticipo, addirittura.

E poco importa se probabilmente uno degli artefici della salvezza, al tecnico Orlandi, dopo essere stato catapultato in una situazione disperata, verrà dato il benservito calpestando quei “valori umani” di cui Foti parla stesso, ma dei quali ha un concetto piuttosto astratto.

Alla fine vince sempre lui.

Per fortuna.