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C’è chi sta peggio di noi

gennaio 9, 2009

Quella di ieri è stata una giornata lunga, ma molto interessante.

Partiti all’alba, io e Antonino Monteleone, siamo rientrati a Reggio alle tre di notte.

Un’intera giornata a Barcellona Pozzo di Gotto per commemorare la figura di Beppe Alfano, a sedici anni dal suo omicidio.

Un ricordo ovattato dal menefreghismo dei barcellonesi: poca, davvero, poca gente sia la mattina, presso l’Oratorio salesiano, sia in chiesa, il pomeriggio. Un po’ meglio la sera, quando i nomi di Gioacchino Genchi, Carlo Vulpio e Antonio Ingroia hanno attirato maggiore attenzione.

La cronaca, secca, della giornata, la potete leggere qui. 

Ho avuto modo di conoscere nuove persone, tra le poche, purtroppo, che credono in qualcosa a Barcellona Pozzo di Gotto.

Sì, perchè lì sono ridotti davvero male. E, a tal proposito, presto potrete leggere sia su strill.it, sia qui sul blog, un dossier/reportage piuttosto significativo.

Una realtà fatta di indifferenza, connivenze, anche con i poteri forti, una realtà oppressa da un’atmosfera negativa, quella che si respira a Barcellona Pozzo di Gotto, un paese di quasi cinquantamila abitanti, a metà tra Gioia Tauro, la Locride e la Reggio degli anni ’90.

C’è chi sta peggio di noi, insomma.

Nel corso dei lavori mattutini ho anche avuto modo di parlare per qualche minuto alla platea. Di portare una piccola testimonianza.

Se dovessi riuscire a rintracciare il video del mio intervento, ve lo proporrò sicuramente.

Agenda – Domani a Barcellona Pozzo di Gotto (Me)

gennaio 7, 2009

alfano_beppe

Domani sarò, insieme con Antonino Monteleone, a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, per le celebrazioni in ricordo di Beppe Alfano, da sempre il mio modello di giornalista, assassinato dalla mafia sedici anni fa.

I motivi della mia presenza e della mia ammirazione nei confronti di Beppe Alfano li spiegherò nel post di domani.

Ecco il programma della giornata:

Alle nove all’auditorium dei salesiani è in programma un dibattito con gli studenti delle scuole, alla tavola rotonda parteciperanno fra gli altri Aldo Pecora di “AmmazzateciTutti” e l’attore Alessio Vassallo. Al termine del dibattito si esibiranno in concerto gli “A67” di Scampia. Un’altra tavola rotonda invece è in programma per le 16.30 nella sala del’ex stazione ferroviaria. Al dibattito dal titolo “Da Beppe Alfano ad Adolfo Parmaliana: le istituzioni deviate e Barcellona”. Parteciperanno fra gli altri il giornalista Carlo Vulpio, il vice questore aggiunto Gioacchino Genchi, il procuratore aggiunto della Dda del capoluogo siciliano, Antonio Ingroia e Sonia Alfano, figlia del giornalista ucciso e presidente dell’associazione nazionale familiari vittime della mafia.

Giornalisti mascalzoni

dicembre 23, 2008

loiero_agazio

Anche in pochi si è capaci di fare male. Di buona informazione, in Italia, in Calabria, soprattutto, ce n’è poca, pochissima. Il governatore, Agazio Loiero, vorrebbe, per esempio, una stampa ancor più soporifera.

Ecco un lancio effettuato alcune ore fa dall’AGI:

“C’e’ una complicita’ indecente ed impunita tra una parte dell’accusa e la stampa”: lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, rispondendo in merito alla questione delle intercettazioni, spesso rese note dai giornali, e del rapporto fra stampa e politica. “Dico impunita – ha aggiunto aprlando a margine di una conferenza stampa sull’inchiesta Why Not – perche’ non c’e’ ancora una sola sentenza in cui si condanni qualcuno per violazione del segreto istruttorio. Che la stampa si butti sopra ad una notizia veicolata e’ normale, ma, ripeto, poi non segue una sola sentenza di condanna per tali violazioni. Questa e’ una cosa che rende barbarica la nostra convivenza. Perche’ tu vieni sbattuto con intercettazioni sulle prime pagine e poi, magari, a distanza di mesi dichiarano che non aveva nulla a che fare con quel contesto, pero’ intanto il danno e’ fatto. Si dice – ha concluso Loiero – che ci sia una tendenza, per certi cittadini, a fare in processo con le indagini preliminari, poi, quando avvengono assoluzioni e condanne non se ne accorge nessuno”.

Insomma, il giornalista è un cattivo giornalista perchè indaga, attraverso le proprie fonti, svela particolari su indagati, imputati, condannati, ecc.ecc.

Si parla, ovviamente, di De Magistris. Un cancro per la nostra regione. Lui che stava tentando di scoprire quanto fosse potente un individuo come Antonio Saladino. Così potente da essere amico di tutti: da destra a sinistra.

Si parla come al solito di De Magistris, ma il problema è più ampio: la colpa è di chi indaga, non di chi, attraverso azioni sicuramente sospette, è finito, con comportamenti e chiacchierate telefoniche talvolta anche assai poco equivocabili, sulla scrivania della magistratura.

Viviamo in una terra in cui è dovuto giungere Attilio Bolzoni per la Repubblica a dirci che, forse, quello che stava facendo l’ex procuratore capo di Crotone, Franco Tricoli, era un pochinino strano.

Viviamo in una terra in cui Crotone si è risvegliata, da un momento all’altro, scoprendo di essere ricoperta, per gran parte della superficie territoriale, di rifiuti tossici.

Viviamo in una terra in cui deve scendere Antonello Caporale, sempre di la Repubblica, per testimoniare gli sprechi messi in atto da una classe dirigente nettamente incapace.

Viviamo in una terra in cui Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera, ha deciso di sollevare dall’incarico il giornalista Carlo Vulpio, uno dei pochi capace di trattare con precisione e competenza le strane vicende che avvenivano (e avvengono in quel di Catanzaro).

Viviamo in una terra in cui, salvo rare eccezioni immediatamente ostacolate, non esiste giornalista che sappia cosa significa “giornalismo d’inchiesta”, eppure, Loiero, riesce a lamentarsi, trova l’informazione calabrese troppo vivace, troppo irrequieta.

Un mio caro amico dice sempre che qui in Calabria quasi tutti hanno “il coraggio di cento leoni morti”.

Eppure a Loiero da fastidio essere sbattuto in prima pagina per delle intercettazioni. Ma Loiero non nega il contenuto di tali intercettazioni (come potrebbe?) e, soprattutto, non sa quanto dia fastidio ai calabresi, soprattutto a chi l’ha votato, vedere una regione che va allo sfascio, incapace di spendere bene (o di spendere del tutto) i fondi comunitari.

Sì, i calabresi sono nauseati da quei politici che esultano perchè “fortunatamente la Calabria non è uscita dall’Obiettivo 1 dell’Unione Europea”. Sì perchè l’uscita dall’Obiettivo 1 certificherebbe una crescita economica, strutturale, ecc.ecc., ma porterebbe una quantità molto meno pingue di denaro da sperperare e, nel caso di alcuni, da intascare.

Sì, probabilmente al Governatore dà fastidio che si sia anche scritto del fatto che i fondi europei finissero alla nazionale di calcio.

E’ tutta colpa della stampa, dell’informazione.

Giornalisti mascalzoni.