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Una settimana, tre notizie

ottobre 4, 2009

settimana

E’ domenica, ho un po’ più di tempo per scrivere e ho selezionato tre fatti di cui (s)parlare.

1) Il Museo chiuderà per lavori di ristrutturazione (chi legge strill.it e questo blog lo sapeva da mesi) e si approfitterà di questa pausa forzata per effettuare un “check up” sui Bronzi di Riace. Se chi di dovere, sindaco e sovrintendente, sapessero anche che tipo di interventi bisognerà effettuare sulle statue sarebbe anche meglio, ma ci accontentiamo.

Restaurare i Bronzi in un periodo in cui il Museo verrà chiuso mi sembra una soluzione ragionevole.

Ma per molti non è così: Reggio, in questi casi, si dimostra la PROVINCIA per eccellenza.

Molti temono che i Bronzi, che dovranno essere spostati nei laboratori di Roma, si possano rompere durante il trasporto: come se venissero imballati con il polistirolo….

La cosa più buffa, però, è che per anni siamo stati abituati a ritenere che la destra reggina avesse il complesso del “capoluogo scippato” e che quindi vedesse complotti contro la città dietro ogni angolo: oggi invece assistiamo a un sindaco di destra (spero che la vicinanza con Berlusconi non gli faccia dimenticare di esserlo) favorevole allo spostamento e una sinistra (Cgil, Comunisti Italiani, e molti altri) invece contraria, convinta che i Bronzi non rientreranno più. E molti sono gli stessi che alcuni mesi fa, quando era appena partita la giostra per elargire a Reggio Calabria il titolo di Città Metropolitana, si erano invece detti favorevoli a un invio alla Maddalena per il G8.

Eh vabbè: solo gli stupidi non cambiano mai idea…

2) Mentre vi scrivo a Messina la conta dei morti ha superato le 20 unità: intere aree del capoluogo siciliano sono state spazzate via dai nubifragi degli scorsi giorni. Intere abitazioni, costruite ovviamente in modo abusivo, si sono sbriciolate insieme con le colline, oppure sono state sommerse dai torrenti su cui erano state edificate. Per tutta risposta il Ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha annunciato che ora come non mai il Ponte sullo Stretto è necessario…

Che c’azzecca?

A parte l’inopportuna uscita del Ministro, questo Paese, prima o poi, dovrà fare i conti con la sicurezza del territorio e dovrà capire che lo sviluppo di certe aree, soprattutto meridionali, non passa dalle grandi opere inutili (come il ponte), ma, appunto, dalla messa in sicurezza del territorio che, per essere realizzata, peraltro, fornirebbe anche migliaia di posti di lavoro.

3) Mea culpa. Luigi De Magistris ha finalmente mantenuto la parola e si è dimesso dalla magistratura, come aveva annunciato mesi fa: e io che gli avevo perfino dedicato un “carta canta” non posso esimermi dal complimentarmi. Ha dimostrato serietà e onestà intellettuale: la stessa che, comunque, a prescindere dagli errori di opportunità compiuti, gli ho sempre riconosciuto. Peccato che abbia impattato con l’Italia dei valori: sia nel Popolo della Libertà, quanto nel Partito Comunista sarebbe riuscito a ottenere anche il mio umile voto.

In Idv dovrà accontentarsi dei grillini.

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La magnifica famiglia Tomasello

dicembre 13, 2008

dario_tomasello1franco_tomasello

Proprio ieri ho ridotto ulteriormente la distanza tra me e la laurea in Lettere Moderne.

Un’attesa di tante ore, prima di sostenere l’esame. Tanti colleghi, tante facce, tante voci, mi sfilano accanto.

Vedo un uomo di media statura, sulla trentina, calvo, indossa un pullover scuro. E’ un professore.

Entra in una stanza.

Non ci faccio caso: i miei viaggi universitari sono piuttosto rari, quindi conosco poca gente, quasi nessun docente.

“Sai chi è quello?”, mi chiede una mia collega.

“Veramente no…”, rispondo spaesato. “Dovrei?”

“Sì che dovresti! Quello è Dario, il figlio del Rettore!”, mi confida.

Mi avvicino alla porta della stanza in cui ho visto entrare l’uomo.

Due targhe: prof. Giuseppe Amoroso.

Con lui ho sostenuto l’esame di Letteratura italiana. Tipo bislacco, un’enciclopedia letteraria vivente.

Pochi centimetri più in basso un’altra targa: prof. Dario Tomasello.

Dario Tomasello, l’uomo calvo, di media statura e col pullover scuro è Ordinario della cattedra di Letteratura italiana contemporanea del corso di Storia e Storia del cinema del DAMS presso l’Università degli Studi di Messina ed è il figlio del Rettore, Franco Tomasello.

“Un tipo alla mano”, mi dicono.

Effettivamente è così: lo vedo sorridente, disponibile con gli studenti.

Disponibile anche con le studentesse.

Sorride. Forse non sa di mamma e papà.

Si perchè il Rettore Franco Tomasello, papà di Dario, è stato sospeso per due mesi dal gip del Tribunale di Messina, Mariangela Nastasi. La sospensione è di due mesi su richiesta del sostituto procuratore Angelo Cavallo. L’ipotesi di reato è di concorso in abuso d’ufficio.

Melitta Grasso, moglie del Magnifico Tomasello, mamma di Dario, è infatti stata intercettata dalla squadra mobile di Messina, nell’ambito delle indagini dell’operazione «Oro Grigio», sulla speculazione edilizia al Torrente Trapani.

“Bisogna fare tutto il possibile perché Umberto vinca il concorso perché merita di tornare a far parte della nostra famiglia”, una delle frasi catturate dalla Polizia.

Ma chi è Umberto?

Umberto è Umberto Bonanno, ex presidente del consiglio comunale di Messina in quota Forza Italia.

Umberto Bonanno è stato arrestato e poi scarcerato proprio nell’ambito dell’inchiesta “Oro grigio”.

Al centro di questo caso un concorso, per dirigente medico dell’unità operativa complessa di medicina del lavoro del Policlinico, espletato nel dicembre 2006. Al concorso partecipa anche Bonanno, che non vincerà.

Ma, secondo l’accusa, la vincitrice avrebbe lasciato quel posto: Bonanno sarebbe appoggiato in maniera decisa dal Magnifico Tomasello.

Che disgrazia questi concorsi!

Sì perchè la recente sospensione del Magnifico Tomasello fa il paio con quella, subita dallo stesso Tomasello, nell’estate del 2007, quando fu indagato di tentata concussione per un concorso truccato a Veterinaria per favorire il figlio dell’ex preside Macrì. Tomasello è stato rinviato a giudizio e, in marzo, dovrà rispondere, oltre che di tentata concussione anche di abuso d’ufficio.

In questo caso, invece, l’ipotesi di reato è di concorso in abuso d’ufficio.

Vi segnalo che alla mia casella di posta elettronica non è pervenuta, a riguardo, alcuna e-mail di “InFormazione”, l’agenzia di stampa curata dagli studenti del corso di laurea in Giornalismo, solitamente molto attiva nel segnalarmi ogni spostamento del Magnifico Rettore Franco Tomasello.

Delle due l’una: o c’è stato un problema tecnico (e mi piace credere a quest’ipotesi) o i colleghi universitari, ancor prima di stringere tra le mani un tesserino, hanno imparato la sottile arte dell’omissione.

Intanto, voci isolate nel deserto, il partito dei comunisti italiani, la Cgil e il professor Antonio Saitta, ordinario di diritto Costituzionale all’università di Messina, hanno chiesto le dimissioni del Rettore.

Mi associo.

Ricordando Bombolo

settembre 25, 2008

Da piccoli ci chiamavamo “copioni”.

Ebbene sì, lo ammetto, sono un copione: ho appreso su strill.it che a distanza di quarant’anni dalla morte

La CGIL di Reggio Calabria in collaborazione con il Centro America Latina di Firenze promuove un’iniziativa di discussione e di approfondimento su Che Guevara, attraverso immagini, musica e testi poetici, che si svolgerà Giovedì 25 settembre 2008 dalle ore 17.30 alle ore 20.00 presso il Museo dello strumento musicale di Reggio Calabria (pineta viale G. Zerbi).

Beh, per far concorrenza alla bella iniziativa di Francesco Alì e della Cgil (a proposito, complimenti per come è stata gestita la faccenda Alitalia…) ho deciso di organizzare una manifestazione parallela per ricordare Franco Lechner – in arte Bombolo, scomparso poco più di 21 anni fa.

Beh, che c’è di male? Se la Cgil commemora Che Guevara perchè io non posso commemorare Bombolo? Mi sembra che siano due personaggi storici egualmente significativi.

L’iniziativa da me promossa si terrà in concomitanza con quella organizzata da Francesco Alì: si svolgerà infatti Giovedì 25 settembre 2008 dalle ore 17.30 alle ore 20.00 presso l Museo dello strumento musicale di Reggio Calabria (pineta viale G. Zerbi).

Mi accontenterei anche di un angolino.

Chi volesse disertare l’iniziativa in ricordo del “Che” e partecipare a quella in ricordo di Bombolo può contattarmi via mail per le iscrizioni che, per motivi di ordine pubblico, saranno a numero chiuso: massimo 500mila partecipanti.