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Carta canta – Dario Franceschini

giugno 24, 2009

Dario_Franceschini_ferroviere

Dario Franceschini, segretario nazionale del Partito Democratico, 4/03/2009:

“Arrivato al congresso ho finito il mio lavoro e non ho nessuna intenzione di ricandidarmi”. Questa la dichiarazione rilasciata da Dario Franceschini, segretario del Partito Democratico, durante la registrazione di Matrix e anticipata dall’agenzia Dire.

“Il mio mandato è a termine, finisce ad ottobre – ha spiegato Franceschini –  Io ho un compito e se riesco a svolgerlo sarebbe importante per il paese”.

Dario Franceschini, segretario nazionale del Partito Democratico, 24/06/2009:

“Mi candido per portare il Pd nel futuro, per non tornare indietro”. Così Dario Franceschini annuncia la sua candidatura alla leadership del partito in vista del congresso di ottobre. Il segretario ha registrato un video messaggio, pubblicato sul suo sito www.dariofranceschini.it.

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Perchè Berlusconi si salverà ancora

maggio 20, 2009

berlusconi

L’avvocato inglese David Mills è stato condannato in primo grado nello scorso febbraio: 4 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari. Secondo i giudici, che in questi giorni hanno depositato le motivazioni della sentenza di condanna, Mills avrebbe mentito per scagionare il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. L’inchiesta, che tirava in ballo anche il Cavaliere, nel 2004 aveva visto lo stesso avvocato Mills ammettere ai pubblici ministeri di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Berlusconi: le tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian.

Ma, l’abc del diritto dice che se c’è un corrotto, c’è anche un corruttore. Quel corruttore che i giudici di Milano Gandus, Dorigo e Caccialanza avrebbero individuato in Silvio Berlusconi.

La posizione del Premier, però, è stata stralciata dal processo grazie al Lodo Alfano, che, nel luglio 2008, ha sancito la sospensione dei processi per le prime quattro cariche dello Stato.

E se, per una volta, le parole di Antonio Di Pietro, che invita Berlusconi alle dimissioni, hanno un senso, il più comico di tutti è, come spesso accade, Dario Franceschini, il segretario del Partito Democratico.

Leggiamo insieme questo lancio di agenzie di ieri:

Berlusconi “venga in Parlamento, ma venga a dire: rinuncio ai privilegi del lodo Alfano e mi sottopongo a un giudizio come tutti i normali cittadini”. E’ la richiesta del segretario del Partito democratico, Dario Franceschini, che commenta così la condanna di David Mills per falsa testimonianza in favore del premier. Una sentenza, a suo avviso, “che dimostra in modo purtroppo incontestabile il coinvolgimento del presidente del Consiglio e allo stesso modo che la legge Alfano è stata fatta apposta per sottrarlo al giudizio”.

“Berlusconi rinunci al Lodo Alfano”. Suona bene.

A parte la musicalità, però, Franceschini dovrebbe chiedersi e spiegare il senso delle sue richieste.

Quello che forse il segretario del Pd non sa è che Berlusconi, il corruttore Berlusconi, secondo quanto dicono i giudici, è ormai intoccabile.

Berlusconi non deciderà mai e poi mai di privarsi dello scudo, assai resistente, del Lodo Alfano. Potrebbe avvenire un’altra cosa, però: potrebbe succedere, anzi, è assai probabile che succeda, che la Consulta, a fine 2009, prenda in mano le carte del Lodo Alfano e le faccia in mille pezzettini, come già accaduto, nel 2004, per il Lodo Schifani.

Questo accadrà però quando all’inizio del 2010 mancheranno pochi giorni e l’eventuale processo a Berlusconi dovrebbe partire da zero, perchè i tre giudici che hanno condannato Mills sarebbero “incompatibili” (un vocabolo sempre di moda quando ci sono toghe di mezzo) a giudicare il Premier.

In quel caso la difesa di Berlusconi (rappresentata da quel Niccolò Ghedini che non è per niente fesso) avrebbe tutto il diritto di riascoltare i 22 testimoni che sono serviti a condannare Mills e chissà quanti altri. E i tempi della giustizia, si sa, sono lunghi assai. E comunque sarebbe solo il primo grado di giudizio!

Nel frattempo i mesi passerebbero e la legge n.251 del 5 dicembre 2005, la cosiddetta ex-Cirielli, farebbe il resto:

La prescrizione estinguerà il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro anni se si tratta di contravvenzione, ancorchè puniti con la sola pena pecuniaria.

In parole povere, la prescrizione scatta dopo dieci anni dal presunto reato: e i fatti che sarebbero contestati a Berlusconi, che poi sono gli stessi che hanno portato alla condanna di Mills, si riferiscono al 2000.

Fate un po’ due calcoli…

Inondati dal cemento?

marzo 14, 2009

scempio_edilizio

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha annunciato che il cosiddetto “piano casa” arriverà per decreto entro due o tre settimane. Perchè?

Siamo inondati di fax e messaggi di cittadini che chiedono informazioni e vogliono partire coi lavori. C’è un sondaggio che dimostra come, dopo l’annuncio del piano casa, i consensi al Governo siano aumentati.

Cosa prevede il piano casa?

Nuovi alloggi per giovani coppie, anziani, immigrati regolari, studenti. Il tutto con la finalità di venire incontro alle esigenze delle classi più disagiate e al tempo stesso dare impulso all’edilizia.

E fin qui sarei più che d’accordo.

Ma, allora, perchè il “segretario ombra” del Partito Democratico, Dario Franceschini parla di “cementificazione del Paese”?

Il Governo ha già raggiunto un accordo con le Regioni e questo accordo prevede, in sostanza:

– 550 milioni per l’edilizia popolare. Le abitazioni saranno date in affitto con diritto di riscatto. I primi interventi prevedono la costruzione di circa 5.000-6.000 alloggi.

– Previsto un aumento delle cubature, pari al 20%, delle costruzioni esistenti.

– Prevista la possibilità di abbattere edifici vecchi (realizzati prima del 1989), non sottoposti a tutela, per costruirne nuovi con il 30% di cubatura in più. Qualora si utilizzino tecniche costruttive di bioedilizia o che prevedano il ricorso ad energie rinnovabili l’aumento della cubatura è del 35%. – Questi interventi dovranno rispettare le norme sulla tutela dei beni culturali e paesaggistici e non potranno riguardare edifici abusivi.

– Previsti sconti fiscali: il contributo di costruzione sugli ampliamenti sarà infatti ridotto del 20% in generale e del 60% se l’abitazione è destinata a prima casa del richiedente o di un suo parente fino al terzo grado.

Aumento del 20% della cubatura, addirittura del 30% se si abbatte un vecchio palazzo, costruito prima del 1989!

E’ vero, è sottolineato che gli “interventi dovranno rispettare le norme sulla tutela dei beni culturali e paesaggistici e non potranno riguardare edifici abusivi”, ma è anche vero che, se gli sconti fiscali, da un lato non possono che essere qualcosa di positivo, dall’altro, senza un attivo controllo (che, per esperienza, in determinate realtà dubito possa esserci), rischiano di essere un pericoloso lasciapassare per aziende e costruttori senza scrupoli.

Penso subito al sacco di Palermo, una delle più grandi speculazioni edilizie della storia, avvenuta tra gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta.

Durante tale periodo alcune borgate vengono inglobate da un’espansione edilizia dissennata e abnorme, spesso promossa dalle collusioni tra mafia e politica (ne sono un chiaro esempio le relazioni tra il sindaco di allora Salvo Lima e l’assessore ai lavori pubblici Vito Ciancimino, entrambi democristiani, e l’emergente mafia corleonese) e vengono letteralmente distrutti numerosi reperti artistici e architettonici di grande interesse.

Sto dicendo qualcosa di sinistra, me ne rendo conto. 

Il Governo, adesso, aspetta l’ok dell’Anci, ma io adesso sono molto più preoccupato, perchè non oso immaginare cosa possa accadere in città come Reggio Calabria, quando il “piano casa” passerà, per decreto, come ha annunciato Berlusconi.

Reggio Calabria, alcuni (tanti) scempi li ha già subiti: viene ricostruita dopo il terremoto del 1908 con la migliore architettura liberty, ma, negli anni del dopoguerra, tutto viene distrutto da un’attività edilizia assolutamente scomposta, irregolare, squallida e triste. Scrutando alcune zone della città direste di essere a Beirut e non nella “Reggio bella e gentile”.

Reggio i suoi scempi edilizi li ha già avuti, li sta avendo (basta fare un giro in qualche via del centro, vicina al Corso Garibaldi, capisci a mè) e, magari, grazie al “piano casa”, rischia di averne anche in futuro.