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Il tapis roulant e il Ministro della Propaganda

febbraio 2, 2009

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Il 15 novembre del 2008, la Gazzetta del Sud affida “l’apertura” della Cronaca di Reggio a una delle sue prime firme, Piero Gaeta.

Un giornalista che con la mano sa lavorare bene.

Si parla del costruendo tapis roulant di Reggio Calabria, costato all’Amministrazione Comunale 9 milioni di euro.

Contro i detrattori, il sindaco Scopelliti ha spesso spiegato che il tapis roulant è un’opera già pensata dal suo predecessore, Italo Falcomatà, che adesso sta per vedere il definitivo completamento, dopo l’inizio dei lavori, avviato nell’estate del 2006 e il sequestro giudiziario del cantiere che ha dilatato enormemente i tempi.

Il 7 ottobre del 2006, l’attuale assessore regionale al Bilancio, Demetrio Naccari Carlizzi, convoca addirittura una conferenza stampa per smentire le parole del primo cittadino di Reggio Calabria, che avrebbe, a dire di Naccari, stravolto, con il progetto, anche la realtà dei fatti. 

Ricostruiamo il complicato iter di delibere, relative al tapis roulant che, dalla via Marina, porterà, lungo la via Giudecca, fino a via Reggio Campi:

Delibera G.M. 627 del 20 dicembre 2002 : Accordo di programma “Realizzazione nuovo sistema di trasporto pubblico integrato Area Reggina” .

Pur avendo per oggetto “accordo di programma, nella stessa si delibera di approvare il progetto definitivo denominato “Realizzazione nuovo sistema di trasporto pubblico integrato Area Reggina” con un quadro economico per complessivi € 17.036.000, di cui € 8.418.000 per il sistema ettometrico e € 7.385.000 per la realizzazione di nuove stazioni, e rimanenti € 1.233.000 per spese di progettazione, tecniche generali e eR.U.P.

Delibera G.M. 281 del 20 maggio 2005 : Progetto definitivo – Sistema ettometrico Via Giudecca tratto tra Corso Vittorio Emanuele III e Via dei Filippini e sistema di elevazione tra Via dei Filippini e Via Possidonea

Nella presente si delibera , con premesse sostanzialmente uguali a quelle della delibera 627/2002 un altro progetto definitivo, denominato “Sistema ettometrico Via Giudecca tratto tra Corso Vittorio Emanuele III e Via dei Filippini e sistema di elevazione tra Via dei Filippini e Via Possidonea” . approvando un quadro economico in cui vi sono € 10.490.058,34 per lavori e oneri di sicurezza, e somme a disposizione € 6.545.941,66. tra questi, si introducono si introducono lavori in economia € 629.403,50, realizzazione opere accordo di programma (?) ed imprevisti per € 2.422.549,02 .

Delibera n. 542 del 24 luglio 2006 : Progetto esecutivo : Sistema ettometrico Via Giudecca tratto tra Corso Vittorio Emanuele III e Via dei Filippini e sistema di elevazione tra Via dei Filippini e Via Possidonea

Riprende il definitivo approvato con delibera 281/2005 approvando un quadro economico in cui vi sono € 9.037.168,20 per lavori e prestazioni, e somme a disposizione € 7.998.831,80. In realtà tra le somme a disposizione, oltre a progettazione, IVA si introducono lavori in economia € 629403,50, Realizzazione opere accordo di programma (?) ed imprevisti per € 2.422.549,02 e “opere complementari, similari, etc..” (!!) per € 2.103.799,27, ovvero € 4.526.348,29 di opere non meglio definite.

Fin qui la premessa, più breve possibile, per spiegare la “storia” del tapis roulant di via Giudecca, un’opera, ma questo è un mio giudizio personale, che non ritengo completamente inutile.

Di sicuro assai esosa e un po’ pacchiana, ma, forse, non completamente inutile.

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Ritorniamo a Gazzetta del Sud e a Piero Gaeta.

L’argomento è importante e interessante per la collettività, per questo sulla copia del 15 novembre del 2008, vediamo un richiamo in prima pagina all’articolo di pagina 35: “Reggio: tapis roulant entro gennaio”.

Da buon cafone lecco il dito e sfoglio. Sfoglio, sfoglio, sfoglio. Sfoglio.

IL TAPIS ROULANT E’ GIUNTO ALL’ULTIMO TRATTO

Sei colonne. Firmato: Piero Gaeta.

Leggiamo insieme e preghiamo:

E l’opera (intesa come tapis roulant) è davvero intrigante. Collegare la città dal mare al monte con dei tappeti mobili è qualcosa di innovativo e di ecologico che valorizzerà ancora di più la bellezza del centro storico…

Vandali permettendo, direi. E, ancora, avrei anche qualche appunto da fare sul concetto di bellezza… Ricordatevi quello che ho detto: utile, forse; bello e dal modico prezzo, non credo.

Continua Piero Gaeta:

Le ruspe, da qualche giorno (la data è il 15 novembre del 2008, nota del blogger), stanno scavando nel pezzo di strada che collega il corso di strada che collega il corso Garibaldi a via Demetrio Tripepi… E se non ci saranno nuovi intoppi, da Palazzo San Giorgio garantiscono che la fine dei lavori è prevista per la fine del prossimo mese di gennaio. Un bel traguardo, perchè segna l’avvio di una città più moderna ed efficiente.

Alcune precisazioni:

1) Oggi è 2 febbraio e il tapis roulant non è ancora stato ultimato. Per il completamento della struttura sarà una questione di giorni, probabilmente, ma, al momento, l’Amministrazione Comunale ha sbagliato i propri calcoli.

2) Degli intoppi, paventati dall’Amministrazione Comunale e fedelmente riportati da Piero Gaeta, non ho notizia. Perchè allora l’opera non è ancora completata? Non credo che potrò avere questa risposta leggendo Gazzetta del Sud.

3) E, infine, Gaeta scrive: “Un bel traguardo, perchè segna l’avvio di una città più moderna ed efficiente”. Era il 15 novembre 2008 (due mesi e mezzo fa) e il giornalista dava praticamente per conclusi i lavori del tapis roulant. A distanza di 75 giorni si ricorderà del suo articolo? Effettuerà una verifica, rettificando, magari, le sue precedenti parole?

Come ai tempi del nazismo, quando, nel Reich, il Ministero della Propaganda era affidato a Goebbels, adesso, a Reggio Calabria, il giornale istituzionale è Gazzetta del Sud che, invero, ha tanti Ministri.

Così la stampa si trasforma da “cane da guardia” a “cane di compagnia”.

Altro che Roto San Giorgio, l’agenzia di stampa di Palazzo San Giorgio, composta da professionisti eccellenti, nonchè persone straordinarie.

Lo dico a tutti i componenti dell’ufficio stampa del Comune di Reggio Calabria: siete sprecati!

C’è la Gazzetta del Sud: costa un euro, è la più amata dei reggini e, di tanto in tanto, ci regala queste perle.

Sempre meglio delle interessantissime interviste a Gabriella Andriani…

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Mister 1300 preferenze

novembre 29, 2008

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Avevo risparmiato dalle mie analisi le primarie farsa del movimento giovanile del Partito democratico, ma, scrivendo, il caro Antonino Castorina (uno degli eletti a tavolino, a Reggio Calabria, nell’Assemblea Nazionale) a volte istiga in maniera irrefrenabile i miei polpastrelli.

Proprio ieri, sfogliando CalabriaOra a pagina 6, leggo un comunicato intitolato “Non si può generalizzare”, a firma proprio di Antonino Castorina:

Ho letto in questi giorni diverse opinioni e interventi usciti su questo giornale rispetto a quanto accaduto in occasione delle primarie dei giovani democratici.
Non si può fare di tutta l’erba un fascio, non si può generalizzare tutto, perché c’è chi come me, crede realmente nel cambiamento ed in un partito serio, e si spende ogni giorno per questo tanto da essere sì cooptato, tra l’altro da me medesimo, visto che rappresento l’area riformista (quella con Naccari) ma con più di 1300 preferenze di sopra.

Bravo! Anche io credo nel cambiamento (non solo politico) delle cose.

Ma, tutto questo, cosa c’entra con l’argomento in questione?

“Non fare di tutta l’erba un fascio”, dice Antonino Castorina. 

Sono d’accordo anche su questo.

E infatti leggete bene cosa è successo vicino ai monti della Sila: sedici giovani, tutti di area Red a Cosenza, quella guidata dall’ultimo segretario calabrese dei Democratici di sinistra, Carlo Guccione, hanno deciso di lasciare il loro posto di delegati alle assemblee costituenti nazionale e regionale dei Democratici junior.

“Questo non è certamente il nostro Pd”, dicono.

A Reggio Calabria, invece, dove sono stati presentati tanti candidati quanti i posti disponibili nessuno si è dimesso.

E’ giusto dire che non si possono accomunare i giovani pidini di Reggio ai sedici cosentini che hanno avuto decenza e dignità di lasciare la poltroncina. “Non si può fare di tutta l’erba un fascio”.

Quindi Antonino Castorina ha ragione.

Ma Antonino Castorina crede nel cambiamento.

Cosa c’entra questo con le primarie farsa?

All’apparenza ben poco, ma, con un’attenta analisi devo dire che il Pdl (tanto per citare un partito a caso) di birichinate ne combina ogni giorno, ma, che io sappia, primarie di questo genere mancano all’elenco.

Quindi, anche da questo punto di vista, il Pd si conferma essere il vero e unico partito del cambiamento. Il partito che ha portato la novità.

E questo Antonino Castorina l’aveva capito, probabilmente, fin dalle elezioni-farsa del segretario regionale, quelle che avevano visto Marco Minniti prevalere sul nulla, essendo l’unico candidato calabrese.

Ti piace vincere facile?

Iscriviti nel Pd!

Non devo esagerare, però. Perchè Antonino Castorina rivendica, giustamente, le sue 1300 preferenze!

Capperi!

1300 preferenze!

Ecco su questo punto preferisco non rispondere, ci ha già pensato quel cattivone di Montecristo, sempre su CalabriaOra (a pagina 7) che, nel commento “Datevi una calmata giovani-vecchi”, scrive:

Suvvia Castorina, ma preferenze de che se a Reggio è stato impedito anche fisicamente ad altri giovani di candidarsi?

Certo che, Montecristo non è stato per niente carino a definire Castorina un “giovane-vecchio”: non è di certo un reato essere amico di Naccari e non è nemmeno un reato essere amico di Carlizzi.

Mister 1300 preferenze sarebbe stato un nomignolo molto più azzeccato ed elegante.

La verità è che, a causa di Berlusconi, purtroppo essere di destra (o di centrodestra) è diventata una barzelletta, ma solo grazie a movimenti come il Partito democratico lo stesso Berlusconi riuscirà a rimanere in sella fino alla fine dei suoi giorni.

E questa è la colpa più grave.