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Bye bye De Magistris

luglio 15, 2008

“E alla fine non si perde neanche più”.

Canta così Vasco Rossi nel suo ultimo successo “Il mondo che vorrei”.

Una frase che vale per tutti, o quasi.

Non vale, per esempio, per Luigi De Magistris, l’unico giudice, tra decine di cialtroni/delinquenti, a pagare per il suo comportamento. Molti giudici hanno superato ostacoli difficili quanto quelli che sono stati posti sulla strada del pm campano: penso a Clementina Forleo.

E invece De Magistris paga per tutti.

Oddìo, ci sarebbe Ed Pinatto, il bandito che ha impiegato otto anni per scrivere una sentenza contro il clan Madonia, e che è stato radiato dalla magistratura, ma è un’altra storia. Meglio non mischiare la merda con l’oro, dove l’oro è rappresentato, ovviamente, da Luigi De Magistris, giudice tanto onesto quanto scarso. Ed è una sorta di legge del contrappasso, un po’ come quella utilizzata da Dante nella “Divina Commedia”, la motivazione con la quale la Cassazione ha respinto il ricorso degli avvocati dell’ormai ex sostituto procuratore di Catanzaro: il ricorso opposto da De Magistris è stato presentato in ritardo. Una svista, insomma, un errore procedurale, come quelli di cui si è reso protagonista il pm campano, nelle sue inchieste, Poseidone, Why not: eh già, De Magistris, nei suoi anni in Calabria, ha scoperchiato tanti bidoni di merda e lo ha fatto, come capita peraltro in molti casi, scavalcando o aggirando qualche regola. Un po’ come il calciatore che segna un gol, insaccando all’incrocio dei pali, dopo essere partito in posizione di fuorigioco. 

Ma, come detto, i bidoni scoperchiati da De Magistris non dovevano essere scoperchiati e così al pm campano non sono stati perdonati gli espedienti sui quali, solitamente, si chiude un occhio.

Devo ammetterlo mi dispiace: De Magistris è certamente migliore di tanti loschi figuri che si aggirano all’interno delle procure calabresi, senza escludere, ovviamente, quella di Reggio.

De Magistris sarà adesso trasferito chissà dove: probabilmente nel buco del culo del mondo, dove, da giudicante, se è veramente un “cattivo magistrato” come qualche relatore del Csm ha scritto, potrebbe fare molti più danni. Ma questa è solo una delle tante contraddizioni del suo caso.

In suo soccorso adesso si piomberanno manigoldi fari quali Grillo, Travaglio e Di Pietro: spero li eviti. In fondo se ha fatto la fine che ha fatto, De Magistris deve “ringraziare” anche questi individui.

Orrore assoluto

maggio 20, 2008

Già fondatore di Tiscali, poi presidente della Regione Sardegna, adesso ha acquistato anche l’Unità.

Renato Soru ha rilevato oggi la storica testata della sinistra fondata da Antonio Gramsci.

Ma, mi sovviene proprio ora una cosa…

L’Unità è il giornale su cui scrive più assiduamente (collabora con altre 999 testate) il baluardo dell’informazione italiana, Marco Travaglio!!!!!

“Sì, ma che c’entra?”. Anzi, “che c’azzecca?”, per dirla alla maniera di Antonio Di Pietro, l’inquisitore di Montenero di Bisaccia, colui il quale ha ricevuto i prestigiosi voti del Baluardo Travaglio.

Beh, c’azzecca che Renato Soru è attualmente indagato dai giudici (che mai sbagliano, come possono testimoniare il Baluardo e l’Inquisitore) per il cosiddetto “Caso Saatchi”. Risparmio a tutti voi ogni dettaglio sulla vicenda, mi limito a dire che i reati contestati dall’accusa sono di falso ideologico e turbativa d’asta.

Per quanto mi riguarda, l’avviso di garanzia è una cosa seria, da valutare attentamente, ma può tranquillamente (come accaduto in diversi casi) generare la classica bolla di sapone.

Ma il Baluardo e l’Inquisitore non la pensano mica così…

Ora, il baluardo dell’informazione italiana, Marco Travaglio, ha sempre detto di avere orrore per coloro i quali hanno a che fare con la giustizia e io mi chiedo: questo di cui parla il Baluardo è un orrore assoluto? Si materializza a partire dal rinvio a giudizio? Dalla sentenza di primo grado? Può coinvolgere anche il nuovo editore che permette (insieme alle altre 999 testate) di portare la pagnotta a casa?

Troppe domande insolenti.