Posts Tagged ‘duisburg’

Arrestato Giovanni Strangio, l’uomo di Duisburg

marzo 13, 2009

strage_di_duisburg

E’ finita ad Amsterdam la latitanza di Giovanni Strangio, accusato di essere il killer della strage di Duisburg, del 15 agosto del 2007. Strangio è stato arrestato insieme al cognato Francesco Romeo.

Qui miei ulteriori dettagli: http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=34572:arrestato-giovanni-strangio-luomo-di-duisburg&catid=40:reggio&Itemid=86

P.S. Stasera sarò ospite, su Reggio Tv, della trasmissione condotta da Eduardo Lamberti Castronuovo, “Il Salotto dell’editore”. Eccezionalmente la trasmissione andrà in onda dalla sede di Riferimenti, che si trova in un bene confiscato alla criminalità organizzata. Insieme con me saranno ospiti Adriana Musella, presidente di Riferimenti RC, i colleghi Antonino Monteleone, Fabio Papalia e Giovanni Verduci. Discuteremo con Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria e Antonio Nicaso, giornalista e scrittore, autori del libro “Fratelli di sangue”.

N.B. Post inserito in data 17/03/2009. Il precedente è andato perduto, probabilmente per un mio errore. Mi scuso con chi aveva commentato.

Annunci

Batto un colpo

novembre 28, 2008

manette

Sono rimasto in silenzio, non di certo per paura.

Ho letto i commenti di Sara e Pietro: mi sento disgustato, ovviamente non impressionato. Sì perchè di ‘ndranghetisti veri, ma, soprattutto, di malati di ‘ndrangheta come sicuramente voi (indirizzi ip differenti…) siete, ne incontro fin troppi giorno dopo giorno: sul lavoro, in auto, financo nelle partite di calcetto; purtuttavia, l’abitudine non riesce a bloccare i miei conati di vomito.

Esatto, sto parlando con cognizione di nausea.

Sono convinto di essere dalla parte del giusto, di mettere firma e faccia nelle mie azioni.

Giovanni Strangio? Lasciamolo stare… Chissà in quale buco si nasconde, per ora. Eh sì, Giovanni, è bene che tu sappia che chi fugge resta libero, almeno per un po’. Però, prima o poi…

Io non credo di essere una persona speciale: penso però di avere la dignità di fare ciò che sento, di metterci passione e di non nascondermi.

Io.

Degli insulti a me, a mia madre (povera donna è una delle poche persone che ancora mi sopporta) non mi importa nulla. Contano molto di più le parole che mi dicono, quotidianamente, le persone che mi vogliono bene, contano molto di più, e dire grazie è fin troppo riduttivo, le parole che ho letto qui sul blog, in risposta ai vostri insulti.

Non sono io a dover avere paura e questo non è in discussione.

E’ vero, c’è sempre quel conato di vomito che incombe, ma anche per questo credo in quello che faccio e ciò mi basta per andare avanti.

Senza nascondermi.

Dimenticavo: la foto è un mio piccolo regalo per dimostrarvi che non sono arrabbiato. 😀

P.S. Vi chiedo scusa, ho provato e riprovato… Non ce la faccio a sbagliare i congiuntivi! E’ più forte di me!

Con affetto,

il vostro Giov…ops…

Claudio

Le interviste (im)possibili

agosto 20, 2008

Potrebbe sembrare così, ma io e il amico Antonino Monteleone non giochiamo a linkarci i blog.

La verità è che con il suo intervento sulla recente intervista che un certo Don Fedele avrebbe rilasciato al giornale tedesco Der Spiegel, parlando della strage di Duisburg, ha anticipato una mia riflessione elaborata proprio la notte scorsa.

Parto dal presupposto che aver messo una faida tra le più sanguinose della storia sul terreno della telenovela, con intrecci, misteri e interviste che appaiono, di tanto in tanto, sulla stampa, pur essendo un fan del giornalismo d’inchiesta, non mi piace nemmeno un po’.

Comunque sia, che Marco Marmo fosse l’obiettivo dei killer di Duisburg lo avevo letto già nei primi lanci di agenzia in quel 15 agosto del 2007, ma che, adesso, a distanza di un anno, un fantomatico “padrino” ci dica che quei sei morti sono stati il prezzo da pagare per evitare un’ulteriore recrudescenza della faida di San Luca e che lo stesso Marmo sia l’assassino di Maria Strangio, uccisa a San Luca nel Natale del 2006, mi sembra davvero troppo.

Sia chiaro, ogni elemento utile per ricostruire dinamiche criminali, non solo relative a San Luca e Duisburg è ben accetto. Ma buttare lì, sul giornale, una confessione anonima, assomiglia moltissimo, secondo me, a una mossa pubblicitaria di caratura internazionale.

Le ipotesi sono due:

1) Der Spiegel inventa di sana pianta l’intervista a Don Fedele. E questo è molto grave, non solo dal punto di vista deontologico.

2) Der Spiegel  intervista davvero Don Fedele. E questo, forse, è ancora più grave, perchè significa dare voce (come ha fatto alcuni giorni fa Panorama con Giovanni Strangio) a un individuo che, certamente, non ha la fedina penale fresca di bucato.

Ho riflettuto soprattutto su quest’ultimo caso. Se l’intervista fosse vera? Se anche le parole di Don Fedele fossero vere?

Tra gli arresti scattati lo scorso anno, a distanza di pochi giorni dalla strage, e quelli avvenuti successivamente (gli ultimi in ordine di tempo sono quelli di Peppe e Paolo Nirta e di Gianfranco Antonioli) solo un uomo, un boss, resta, per ora, uccel di bosco e quindi in grado di rilasciare eventuali interviste come quella di Der Spiegel: Antonio Pelle, 75 anni, detto “Ntoni Gambazza”.

Fabrizio Gatti, per L’Espresso, tempo fa parlava di lui.