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A volte ritornano

luglio 30, 2008

Dopo una settimana di eremitaggio in una località segreta del sud Italia rientro a Reggio e, di conseguenza, nei miei ritmi cittadini.

Un brusco ritorno alla realtà: il lavoro a strill.it, gli gnocchi alla salvia di mia madre, Re Silvio che insulta i suoi deputati, le motivazioni della Cassazione in merito al delitto di Cogne (ma se non esite nessun ragionevole dubbio perchè non è stato comminato il massimo della pena?), Ferrero che infilza Vendola in seno a Rifondazione Comunista, la stessa Rifondazione Comunista che bussa alla porta del Governatore Loiero: “Ehi, c’è nessunooooooooooooooo?”, insomma la solita vita di prima.

Mah, quasi quasi mi faccio un’altra vacanza…

Avevo pensato a un week-end in un posticino tranquillo: Gioia Tauro.

“Cameriere, una grazia, per favore”

maggio 25, 2008

Parto dal presupposto di non provare una simpatia “epidermica” per Annamaria Franzoni. Come potrei, visto l’atroce delitto per cui è stata processata prima e condannata poi?

Parlare di antipatia e simpatia quando c’è di mezzo la morte di un bambino può sembrare un argomento banale, ancorchè puerile, ma è, a mio avviso, una doverosa precisazione per quanto sto per dire.

Quello celebrato nei confronti della Franzoni è stato un processo mediatico prim’ancora che penale. Trasmissioni, speciali, interviste, chi più ne ha più ne metta.

Il processo, però, ha sancito la condanna a 16 anni di reclusione per la donna, sebbene chiunque mastichi un po’ di diritto sappia che una sentenza che può basarsi su un movente piuttosto ballerino, ma non sul ritrovamento dell’arma del delitto, particolare che in molti casi si è rivelato fondamentale, sia una sentenza che, quanto meno, si presta a qualche discussione.

Ma, come ho detto, c’è una sentenza di un tribunale, che, per quanto possa sembrare strano in questo altrettanto strano Paese, va rispettata.

E se appare più che comprensibile, pro domo sua, la probabile richiesta di grazia che la Franzoni potrebbe presentare a breve, molto meno giustificabile appare quella, analoga, avanzata da una parte della sinistra estrema (Rifondazione Comunista, ndr), che da sempre si fregia di “rispettare l’operato dei giudici”.

Ricordo a me stesso che Annamaria Franzoni, condannata per l’omicidio del proprio figlio di pochi anni, ha avuto un giusto processo lungo i tre gradi di giudizio previsti dall’ordinamento italiano.

E ricordo a me stesso che la signora Franzoni è in carcere da nemmeno una settimana.

Forse è un po’ presto per parlare di grazia.