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Una poltrona per due

luglio 11, 2009

loieroscopelliti

Come stanno i due probabili candidati che si giocheranno, la prossima primavera, la poltrona di Presidente della Regione Calabria?

Non bene, per motivi diversi.

Loiero deve lottare un po’ contro tutti, perchè da un lato il Governo Berlusconi si è ricordato, casualmente, a meno di un anno dalle elezioni regionali, che la sanità in Calabria è assai sotto l’asticella della decenza e adesso l’unica stada percorribile per Berlusconi, Sacconi, Fazio è  il commissariamento. Una carta che, tra qualche mese, un po’ tutti, candidato di centrodestra compreso, potranno sfruttare abilmente accollando i disastri sanitari ad Agazio Loiero e alla sua Giunta: “Siamo stati costretti a commissariare”, diranno.

E se l’idea di commissariare la sanità in Calabria appare, francamente, una poco criptica mossa da campagna elettorale, per Agazio Loiero (al momento l’unico nome di un certo peso nel centrosinistra calabrese) i problemi arrivano anche dagli alleati, da quel Partito Democratico che non prova nemmeno a legittimare e valorizzare l’opera, a dire il vero non entusiasmante, del Governatore: “Loiero ricandidato? Faremo le primarie”, ha detto qualche giorno fa, a Rende, Enrico Letta.

E intanto Loiero, in un’intervista rilasciata a Gazzetta del Sud ha dichiarato che se dovesse essere rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta Why not deciderebbe di non ricandidarsi. E la possibilità di un rinvio a giudizio non appare peregrina, dal momento che, pochi giorni fa, l’accusa ha chiesto il processo per il Governatore.

Ma, se Sparta piange, Atene non ride.

Il punto, quello vero, è che a destra i problemi vengono mascherati meglio. Molto meglio.

E così Giuseppe Scopelliti, giovane sindaco di Reggio Calabria, probabile candidato del Pdl alle prossime regionali, continua a ricevere brutti colpi alla propria immagine, ma, come un buon pugile, cerca di incassare senza mostrare cenni di cedimento.

Ma i fatti, ostinati, dicono che il ruolo di coordinatore regionale del partito di Berlusconi, assunto da qualche settimana, sta portando più grane che onori: il Pdl ha straperso (nonostante l’alleanza con l’Udc) alle provinciali di Cosenza, mentre ha vinto, ma non ha convinto, a Crotone.

Come se non bastasse i mal di pancia di ex forzisti (leggi il deputato Nino Foti), di tanto in si manifestano tramite dichiarazioni al vetriolo sull’operato del coordinatore regionale. Il Pdl, in Calabria, non riesce proprio a conciliare le due anime, Forza Italia e Alleanza Nazionale: battibecchi e dispettucci cui siamo stati abituati più dal centrosinistra che non dagli allievi berlusconiani.

Una cosa è certa e questo Scopelliti lo ha capito: pensare di potersi insediare a Palazzo Alemanni contando unicamente sui voti di Reggio Calabria e provincia è soltanto un sogno. E’ un discorso prettamete numerico. Il punto è che, inevitabilmente, per recuperare terreno nelle altre province, Scopelliti “trascura” la propria città: le assenze in Consiglio Comunale, anche quando si discute di temi delicati, si fanno sempre più frequenti; lo stesso Civico Consesso senza la presenza del proprio leader fatica ad articolare, civilmente e programmaticamente, un discorso di senso compiuto; Reggio Calabria, anche nell’aspetto esteriore, sembra soffrire di un certo scollamento nei meccanismi che l’avevano certamente resa più efficiente negli ultimi anni e, da ultima, quasi a metà luglio, dell’estate reggina, fiore all’occhiello dell’Amministrazione Scopelliti non v’è traccia.

Insomma, Loiero e Scopelliti non stanno benissimo. Le elezioni regionali sono vicine, ma non vicinissime: il centrosinistra potrà provare a rialzarsi sfruttando il fatto che, al momento, possiede il governo regionale, il centrodestra potrà contare sulla potenza berlusconiana, che potrebbe manifestarsi, tramite decisioni drastiche, anche in Calabria.

Ma la poltrona resta comunque una sola.

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Rallegratevi ed esultate!

marzo 29, 2009

reggio_calabria_citta_metropolitana

Sono ancora leggermente nauseato da come destra e sinistra reggina abbiano dato vita a una stucchevole lotta per il pennacchio di “Reggio città metropolitana”.

Questione di tempo, passerà. Spero.

Lo scorso 24 marzo, la Camera dei Deputati ha approvato l’emendamento all’articolo 22 della legge inerente il federalismo fiscale.

Da sinistra si ringrazia Maria Grazia Laganà parlamentare del Partito Democratico, da destra invece, tutti a elogiare l’interessamento di Italo Bocchino, del Popolo della Libertà.

Una delle due parti si sbaglia, è evidente.

E molti tra quelli che adesso si compiacciono per la “vittoria di Reggio” sono gli stessi che, nemmeno poche settimane fa, conducevano crociate contro l’invio dei Bronzi di Riace al G8 del prossimo luglio. Voi dite che le cose non siano collegate?

Non divaghiamo. Dove eravamo rimasti? Ah sì, Reggio esulta!

Alè ohhhhhhh, alè ohhhhhh!

Eh sì, basta fare un giro in città: non avete notato i numerosi manifesti di soddisfazione bipartisan? Molti del Pd, molti del Pdl.

Sono uno sciocco: qui ci sono in ballo gli interessi di Reggio Calabria e io sto a parlare di destra e sinistra.

Tanti esultano, ma, parliamoci chiaro, in pochi sanno cosa comporti effettivamente essere una “città metropolitana”.

Ha provato a spiegarcelo, qualche giorno fa, la Gazzetta del sud, intervistando, a riguardo, Gabriella Andriani.

A che titolo? Shhhh, non fate domande impertinenti!

A parte questo, comunque, non è affatto facile sapere a che diavolo servano queste dannatissime città metropolitane e, soprattutto, perchè i cittadini di Reggio Calabria dovrebbero rallegrarsi. Non è facile, se non altro perchè, al momento, le città metropolitane non esistono. Si sa solo che, quando entreranno in funzione, esautoreranno il ruolo delle Province.

Sarà contento il presidente Pinone Morabito.

Insomma, le città metropolitane esistono solo sulla carta e sono le seguenti:

Bari
Bologna
Firenze
Genova
Milano
Napoli
Reggio Calabria
Roma
Torino
Venezia

Sì sa quali sono, ma non si sa quando inizieranno ad avere un ruolo e, soprattutto, che funzioni avranno.

Nel dubbio, però, è meglio esultare e chi non lo fa è:

1) un ignorante

2) un idiota

3) un nemico di Reggio Calabria

E allora, in attesa di sapere perchè lo facciamo, esultiamo!

Esultano tutti: esulta il sindaco Giuseppe Scopelliti, esulta il presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, esulta il segretario provinciale del Partito Democratico, Giuseppe Strangio.

Esulta il Popolo della libertà, esulta il Partito democratico.

A proposito del Pd: il 30 marzo, presso la sala Nicholas Green del Consiglio Regionale si terrà “una grande assemblea aperta a tutti i cittadini per salutare uno dei più importanti successi politici ottenuti dalla città: il via libera della Camera dei Deputati all’Area metropolitana di Reggio Calabria”.

Si discuterà, ma si “saluterà uno dei più importanti successi politici…”.

Una festa, insomma.

E’ il vero banco di prova del Partito Democratico: più sarà noiosa la festa, più si capirà se il Pd è davvero un partito “di sinistra”.

Il tapis roulant e il Ministro della Propaganda

febbraio 2, 2009

gazzettadelsud11

Il 15 novembre del 2008, la Gazzetta del Sud affida “l’apertura” della Cronaca di Reggio a una delle sue prime firme, Piero Gaeta.

Un giornalista che con la mano sa lavorare bene.

Si parla del costruendo tapis roulant di Reggio Calabria, costato all’Amministrazione Comunale 9 milioni di euro.

Contro i detrattori, il sindaco Scopelliti ha spesso spiegato che il tapis roulant è un’opera già pensata dal suo predecessore, Italo Falcomatà, che adesso sta per vedere il definitivo completamento, dopo l’inizio dei lavori, avviato nell’estate del 2006 e il sequestro giudiziario del cantiere che ha dilatato enormemente i tempi.

Il 7 ottobre del 2006, l’attuale assessore regionale al Bilancio, Demetrio Naccari Carlizzi, convoca addirittura una conferenza stampa per smentire le parole del primo cittadino di Reggio Calabria, che avrebbe, a dire di Naccari, stravolto, con il progetto, anche la realtà dei fatti. 

Ricostruiamo il complicato iter di delibere, relative al tapis roulant che, dalla via Marina, porterà, lungo la via Giudecca, fino a via Reggio Campi:

Delibera G.M. 627 del 20 dicembre 2002 : Accordo di programma “Realizzazione nuovo sistema di trasporto pubblico integrato Area Reggina” .

Pur avendo per oggetto “accordo di programma, nella stessa si delibera di approvare il progetto definitivo denominato “Realizzazione nuovo sistema di trasporto pubblico integrato Area Reggina” con un quadro economico per complessivi € 17.036.000, di cui € 8.418.000 per il sistema ettometrico e € 7.385.000 per la realizzazione di nuove stazioni, e rimanenti € 1.233.000 per spese di progettazione, tecniche generali e eR.U.P.

Delibera G.M. 281 del 20 maggio 2005 : Progetto definitivo – Sistema ettometrico Via Giudecca tratto tra Corso Vittorio Emanuele III e Via dei Filippini e sistema di elevazione tra Via dei Filippini e Via Possidonea

Nella presente si delibera , con premesse sostanzialmente uguali a quelle della delibera 627/2002 un altro progetto definitivo, denominato “Sistema ettometrico Via Giudecca tratto tra Corso Vittorio Emanuele III e Via dei Filippini e sistema di elevazione tra Via dei Filippini e Via Possidonea” . approvando un quadro economico in cui vi sono € 10.490.058,34 per lavori e oneri di sicurezza, e somme a disposizione € 6.545.941,66. tra questi, si introducono si introducono lavori in economia € 629.403,50, realizzazione opere accordo di programma (?) ed imprevisti per € 2.422.549,02 .

Delibera n. 542 del 24 luglio 2006 : Progetto esecutivo : Sistema ettometrico Via Giudecca tratto tra Corso Vittorio Emanuele III e Via dei Filippini e sistema di elevazione tra Via dei Filippini e Via Possidonea

Riprende il definitivo approvato con delibera 281/2005 approvando un quadro economico in cui vi sono € 9.037.168,20 per lavori e prestazioni, e somme a disposizione € 7.998.831,80. In realtà tra le somme a disposizione, oltre a progettazione, IVA si introducono lavori in economia € 629403,50, Realizzazione opere accordo di programma (?) ed imprevisti per € 2.422.549,02 e “opere complementari, similari, etc..” (!!) per € 2.103.799,27, ovvero € 4.526.348,29 di opere non meglio definite.

Fin qui la premessa, più breve possibile, per spiegare la “storia” del tapis roulant di via Giudecca, un’opera, ma questo è un mio giudizio personale, che non ritengo completamente inutile.

Di sicuro assai esosa e un po’ pacchiana, ma, forse, non completamente inutile.

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Ritorniamo a Gazzetta del Sud e a Piero Gaeta.

L’argomento è importante e interessante per la collettività, per questo sulla copia del 15 novembre del 2008, vediamo un richiamo in prima pagina all’articolo di pagina 35: “Reggio: tapis roulant entro gennaio”.

Da buon cafone lecco il dito e sfoglio. Sfoglio, sfoglio, sfoglio. Sfoglio.

IL TAPIS ROULANT E’ GIUNTO ALL’ULTIMO TRATTO

Sei colonne. Firmato: Piero Gaeta.

Leggiamo insieme e preghiamo:

E l’opera (intesa come tapis roulant) è davvero intrigante. Collegare la città dal mare al monte con dei tappeti mobili è qualcosa di innovativo e di ecologico che valorizzerà ancora di più la bellezza del centro storico…

Vandali permettendo, direi. E, ancora, avrei anche qualche appunto da fare sul concetto di bellezza… Ricordatevi quello che ho detto: utile, forse; bello e dal modico prezzo, non credo.

Continua Piero Gaeta:

Le ruspe, da qualche giorno (la data è il 15 novembre del 2008, nota del blogger), stanno scavando nel pezzo di strada che collega il corso di strada che collega il corso Garibaldi a via Demetrio Tripepi… E se non ci saranno nuovi intoppi, da Palazzo San Giorgio garantiscono che la fine dei lavori è prevista per la fine del prossimo mese di gennaio. Un bel traguardo, perchè segna l’avvio di una città più moderna ed efficiente.

Alcune precisazioni:

1) Oggi è 2 febbraio e il tapis roulant non è ancora stato ultimato. Per il completamento della struttura sarà una questione di giorni, probabilmente, ma, al momento, l’Amministrazione Comunale ha sbagliato i propri calcoli.

2) Degli intoppi, paventati dall’Amministrazione Comunale e fedelmente riportati da Piero Gaeta, non ho notizia. Perchè allora l’opera non è ancora completata? Non credo che potrò avere questa risposta leggendo Gazzetta del Sud.

3) E, infine, Gaeta scrive: “Un bel traguardo, perchè segna l’avvio di una città più moderna ed efficiente”. Era il 15 novembre 2008 (due mesi e mezzo fa) e il giornalista dava praticamente per conclusi i lavori del tapis roulant. A distanza di 75 giorni si ricorderà del suo articolo? Effettuerà una verifica, rettificando, magari, le sue precedenti parole?

Come ai tempi del nazismo, quando, nel Reich, il Ministero della Propaganda era affidato a Goebbels, adesso, a Reggio Calabria, il giornale istituzionale è Gazzetta del Sud che, invero, ha tanti Ministri.

Così la stampa si trasforma da “cane da guardia” a “cane di compagnia”.

Altro che Roto San Giorgio, l’agenzia di stampa di Palazzo San Giorgio, composta da professionisti eccellenti, nonchè persone straordinarie.

Lo dico a tutti i componenti dell’ufficio stampa del Comune di Reggio Calabria: siete sprecati!

C’è la Gazzetta del Sud: costa un euro, è la più amata dei reggini e, di tanto in tanto, ci regala queste perle.

Sempre meglio delle interessantissime interviste a Gabriella Andriani…

Professione vacanze

novembre 18, 2008

professione_vacanze

Leggo che il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria ha vietato la lettura dei giornali locali ai detenuti in regime di 41bis.

Questa la spiegazione fornita da un lancio dell’Ansa:

…in seguito a indagini scaturite dalle minacce rivolte da boss detenuti a giornalisti o imprenditori, alcuni dei quali sono adesso sotto scorta. Molti mafiosi risultano abbonati a giornali della propria citta’ che ricevevano ogni giorno in cella prima che entrasse in vigore il divieto.

Niente paura, però: Santo Araniti, condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’ex presidente delle Ferrovie dello Stato, Lodovico Ligato (27 agosto 1989), potrà leggere in santa pace, davanti a una buona tazza di caffè, le pregevoli e coraggiose inchieste di Gazzetta del Sud.

Giuro che è vero!

Il carcere, soprattutto per chi se lo merita, sta diventando una barzelletta, come quelle raccontate da Jerry Calà & C. nella fortunata serie “Professione Vacanze”: Santo Araniti, alleato del Supremo Pasquale Condello (anch’egli condannato per l’omicidio Ligato), non è più rinchiuso in regime di 41bis:

Lo ha deciso la Cassazione respingendo il ricorso del Procuratore della Corte di Appello di Torino che chiedeva, appoggiato dal parere favorevole espresso dal Ministero della Giustizia, il ripristino del ‘carcere duro’ per Araniti a causa della sua perdurante pericolosita’ e del ruolo di capocosca che tuttora ricoprirebbe. Senza successo il Pg di Torino ha sostenuto – nel suo ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di sorveglianza del capoluogo piemontese che a gennaio ha revocato il 41 bis ad Araniti – che la cosca del boss ”e’ tuttora attiva, che perdura la latitanza di Pasquale Condello (ai tempi ancora uccel di bosco, ndr), sodale di Araniti e complice dell’omicidio Ligato, che Araniti e’ indagato per concorso in un altro omicidio”.

Del resto, se Santo Araniti è nato il 25 aprile (classe ’47) un motivo ci sarà.

Lo spessore criminale di Santo Araniti è percepibile fin dai tempi del processo Olimpia, fino ad arrivare, poi, all’operazione Bless, di un anno e mezzo fa.

Santo Araniti è, per esempio, l’esecutore materiale dell’agguato a Sebastiano Utano, del 12 dicembre del 1975 in cui perse la vita la figlioletta di quest’ultimo.

Giuseppina, tre anni.

Già condannato per detenzione di armi, estorsione e traffico di droga, Santo Araniti è il reggente dell’omonima cosca di Sambatello.

Per avvalorare la mia tesi vi propongo questa notizia dello scorso 22 maggio:

Beni per un valore di due milioni e 750 mila euro sono stati confiscati dalla Dia di Reggio Calabria a due presunti affiliati alla ‘ndrangheta.  G.C. indicato dalla Dia come elemento di spicco delle cosca Libri e capo del gruppo criminale dominante nel quartiere San Giorgio Extra di Reggio Calabria, accusato di avere gestito un traffico di droga con il Brasile, dove il suo gruppo criminale avrebbe una base operativa. C. A. secondo l’accusa, sarebbe un prestanome del boss Santo Araniti, con una partecipazione diretta in attivita’ di traffico di droga ed usura. le forze dell’ordine hanno confiscato un fabbricato di cinque piani ed un terreno in localita’ San Giorgio di Reggio Calabria, tre appartamenti ed un edificio di cinque piani. 

Insomma, come si dice in gergo, Santo Araniti, anche da dietro le sbarre è “unu chi cunta”.

Insieme a lui, però, escono dal regime di carcere duro anche altri illustri personaggi della ‘ndrangheta (ma anche esponenti di mafia e camorra): Giuseppe Iamonte, Fioravante Abbruzzese e Mario Pranno,  Carmine De Stefano, Francesco Perna, Gianfranco Ruà (per questi ultimi il regalo risale alla scorsa estate).

Insomma, il carcere si trasforma in villaggio turistico, tanto per ritornare a “Professione vacanze: “libidine, doppia libidine…libidine coi fiocchi!”

Tutto mentre il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si dimena riuscendo a rispedire in 41bis il solo Antonino Madonia, uno dei mandanti dell’omicidio del generale Dalla Chiesa, e l’emendamento sul nuovo 41 bis, approvato all’ unanimità nei giorni scorsi dalla commissione Giustizia e Affari costituzionali del Senato, deve ancora andare in aula.

Ma, francamente me ne infischio e corro dal consigliere regionale Maurizio Feraudo a firmare contro il lodo Alfano: peccato che si possa fare solo una volta… Non c’è gusto!

Bugie no, omissioni sì

ottobre 11, 2008

Non mi è piaciuta nemmeno un po’ la scelta operata dall’Ufficio Stampa del Comune di Reggio Calabria di omettere nella rassegna stampa all’interno del sito ufficiale dell’Ente la notizia, riportata dalle testate giornalistiche locali “Il Quotidiano” e “CalabriaOra” che vorrebbe la dirigente del settore “finanze e tributi” di Palazzo San Giorgio, Orsola Fallara, indagata nell’ambito dell’inchiesta “Testamento”.

Ma se posso, con enormi difficoltà, comprendere (non condividere) la scelta dei colleghi (che sono tutti anche degli amici) dell’ufficio stampa del Comune, in precedenza mi aveva, invece, inorridito l’omissione sul tema messa in atto dall’altro quotidiano locale, la “Gazzetta del Sud”, che, come spesso accade, preferiva informarci che “Reggio sarà in gara, insieme ad altre 5 città nella sfida delle Cartoniadi 2008” oppure ci propinava un’interessantissima (…) intervista al neo consigliere comunale del Partito Repubblicano, Paolo Ferrara.

Mi chiedo: è così aberrante tentare di fornire ai cittadini un’informazione “onesta”?

P.S. Anche per questo non mi scandalizzo quando Antonino Monteleone e Domenico Malara affermano (peraltro in maniera più che condivisibile) che che, in questa regione, i giornalisti sono trattati alla pari delle bestie.