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Come to Calabria

febbraio 13, 2009

gattuso_regione_calabria

Ha ragione il presidente della Regione, Agazio Loiero: la Calabria è vittima di un complotto mediatico.

Ricapitoliamo in due parole: qualche mese fa si sparge la voce che la Regione Calabria avrebbe elargito 8 (otto) milioni di euro alla nazionale italiana di calcio, diventando così l’unico sponsor istituzionale degli azzurri, al fine di promuovere un’immagine positiva della regione.

Pensate che sugli otto milioni di euro, elargiti fino al 2010 da Palazzo Alemanni, alla nazionale di calcio, l’Unione Europea ha persino voluto sapere qualcosa in più!

La commissaria (non sentivo questa parola dai tempi di Edwige Fenech) Danuta Hubner ha addirittura deciso di abbandonare la civiltà e di scendere in Calabria.

Otto milioni di euro per tre anni, mica cazzi! Una cifra espressamente destinata dall’Unione Europea per la promozione turistica del territorio. Tuonò financo l’eurodeputato Beniamino Donnici, ex assessore regionale al Turismo!

La Hubner però diede ragione al buon Agazio, accertando che ”solo 400.000 euro (piu’ Iva) delle attivita’ collegate alla nazionale di calcio saranno cofinanziate con fondi comunitari, la spesa sara’ riferita al Por 2000-2006. Il contributo comunitario sara’ pari al 50% della somma citata, 200 mila euro piu’ Iva”.

Sì perchè in Calabria, dato che le cose vanno bene, ci ritroviamo fondi Por in scadenza, non spesi, quindi bisogna affettarsi a elagirli, per non perderli definitivamente.

Insomma la vicenda fece tanto, tanto, rumore. Der Spiegel titolò: “I soldi UE dalla mafiosa Calabria allo zotico Gattuso”. E si beccò, giustamente, una querela.

Adesso, però, tutti i critici dovranno tacere!

Ah già, dimenticavo. Come potete evincere dalla foto, Agazio Loiero ha scelto un gran bel ragazzo per portare avanti l’immagine della Calabria nel mondo: Gennaro Gattuso.

Eh vabbè, è l’unico calabrese certo del posto in squadra in nazionale.

Comunque sia, oggi, si cominciano a vedere i frutti dei soldi spesi dalla Regione Calabria. Guardate che bella la macchina, parcheggiata a Londra, sulla quale campeggia il faccione di quel gran figo di Gattuso e l’azzeccatissimo slogan: “Come to Calabria”.

Sembra la reclame di un farmaco simil-Viagra.

Tutto molto bello, ma, forse, anche costoso: Progetto 5 di Santo Frascati avrebbe fatto tutto con qualche migliaio di euro.

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C’è da crederci?

gennaio 19, 2009

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E se stavolta facessero sul serio?

Naccari, Battaglia, Bova, Minniti. Ci sono tutte le correnti del Partito Democratico per l’investitura di Peppe Strangio, attuale capo di gabinetto proprio di Giuseppe Bova, che, dal prossimo 26 gennaio (si voterà il 25) sarà il nuovo presidente provinciale del movimento.

Dal Pd scelgono, ancora una volta, una candidatura unitaria.

Dopo l’acclamazione di Marco Minniti, il 14 ottobre del 2007, dopo le pessime primarie del movimento giovanile che, qui a Reggio, presentavano 25 candidati per 25 posti disponibili, adesso anche il presidente provinciale verrà nominato, anzichè essere eletto.

Però questa volta c’erano tutti. C’erano i Riformisti, c’era l’area Loiero (Progetto Democratico Meridionale), c’era, ovviamente l’area di Bova che, presentando il nome di Strangio ha vinto la contesa.

Sì perchè sul nome di Strangio credo che in pochi possano storcere il naso. Persona preparata, professionista serio, ecc. ecc.

Non sono bravo a fare marchette.

Insomma, il nome di Strangio potrebbe essere quello giusto. Ciò che mi lascia perplesso sono, ancora una volta, le modalità.

Si procede, ancora una volta, per nomina. E questo non mi piace.

Mi chiedo: Peppe Strangio è l’unico candidato perchè c’è effettivamente convergenza sul suo nome, sulle sue idee, sulla sua linea politica o assistiamo, ancora una volta, a un appiattimento tipicamente calabrese frutto del clientelismo e della voglia di “non muovere nulla”?

Con la nomina di Minniti e con la vergogna delle primarie del Pd Giovani è stato così.

Il Partito Democratico era nato come un movimento nuovo e, se spulciate i miei vecchi post, potrete notare che era riuscito a catturare la mia fiducia.

Quando ho visto l’acclamazione di Minniti, i contrasti insanabili in seno al partito e alcune logiche perverse (insisto sulle primarie del movimento giovanile) anche da parte di quelli che Montecristo, su Calabria Ora, ha definito brillantemente “giovani vecchi”, allora ho capito che di cambiamento, in Calabria, non ne avrei visto.

E le vicende nazionali hanno alimentato il mio malumore.

Adesso il Pd sembra voler cambiare pagina.

Se si vorrà differenziare dal Pdl dovrà farlo veramente.