Posts Tagged ‘governo prodi’

Carta canta – Luigi De Magistris

marzo 18, 2009

luigi_de_magistris

14 febbraio 2008, lancio agenzia AGI, in vista delle elezioni politiche dopo la caduta del Governo Prodi:

Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, Pm, fino a poco tempo addietro, delle inchieste “Why Not” e “Toghe Lucane”, non ha alcuna intenzione di entrare in politica. Le ricostruzioni giornalistiche relative ad una sua possibile discesa in campo con l’Italia dei Valori, anzi, non gli sono piaciute ed all’AGI dichiara: “In relazione all’articolo pubblicato sul ‘Corriere della Sera’ di oggi, che solo adesso ho letto, con riferimento al quale mi rivolgero’ all’autorita’ giudiziaria, in quanto si utilizza a sproposito il mio nominativo, ribadisco per l’ennesima volta che voglio fare il magistrato e non entrare in politica. Il dott. Di Pietro – afferma – diversi giorni fa mi ha chiesto, con cortesia, se volessi candidarmi in Parlamento con Idv. Con altrettanta cortesia – aggiunge – gli ho risposto di no, dicendogli che intendo continuare a fare il magistrato”.

17 marzo 2008, lancio agenzia ANSA in vista delle future elezioni politiche europee:

L’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris sceglie la politica: ”correra’ ” per le prossime elezioni europee con l’Italia dei Valori. ”Lo faro’ come indipendente, insieme ad altri esponenti della societa’ civile”, dice il magistrato che ha chiesto oggi al Csm l’aspettativa per potersi candidare. Il via libera potrebbe arrivare a stretto giro di posta, probabilmente gia’ domani dal plenum del Csm. De Magistris, che e’ stato trasferito d’ufficio e dalle sue funzioni di pm dalla sezione disciplinare del Csm e che ora fa il giudice a Napoli, ha consegnato personalmente la sua domanda a Palazzo dei marescialli. Domanda su cui deve pronunciarsi in prima istanza la Quarta Commissione. Voci su una sua candidatura alle europee circolavano da tempo. E in una recente intervista aveva detto di non poter escludere di scendere in politica, ma di non aver ancora deciso: ”sono stato messo ingiustamente all’angolo, per non nuocere evidentemente. Continuano iniziative disciplinari assolutamente prive di fondamento e incredibili per certi aspetti, quindi io non escludo in questo momento nulla. Ma questo non significa che ho preso delle decisioni”.

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Generale, mio generale!

ottobre 22, 2008

Il rospo dalla gola me lo caccio subito perchè altrimenti rischio di cominciare a tossire: Massimo Cetola, attuale commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria non sta portando con estremo onore il nome dell’Arma dei Carabinieri di cui è generale in pensione.

Magari lo ha fatto in passato, nelle sua lunga e fulgida carriera, ma adesso proprio no.

Massimo Cetola, seduto da alcuni mesi su una comoda e redditizia poltrona di Palazzo Tibi, è una gentile eredità che il governo Prodi ha lasciato alla prediletta Reggio Calabria, prima di essere pugnalato da Clemente Mastella.

Lo scorso 19 marzo il Consiglio dei Ministri, su proposta dell’allora responsabile del Viminale, Giuliano Amato, decise infatti di sciogliere l’azienda di Reggio per infiltrazioni mafiose.

Ma di questo parlerò tra poco.

Dicevo di Massimo Cetola: lui è un generale in pensione dei carabinieri, è nato a Roma il 17 luglio del 1946, ed è indagato, nell’ambito dell’inchiesta Toghe lucane in ordine al reato p. e p. dagli arti. 110 e 323 del codice penale: concorso in abuso d’ufficio.

E inoltre (c’è sempre un inoltre) Federfarma Rc ha presentato un esposto in Procura proprio contro la Commissione Straordinaria di Massimo Cetola, quella che doveva risolvere i guai della sanità reggina!

Scrivono i farmacisti in una nota stampa:

La Federfarma Reggio Calabria comunica di aver inoltrato un esposto – denuncia alle preposte Autorità inquirenti chiedendo di accertare eventuali ipotesi di reato nell’operato posto in essere dalla Commissione Straordinaria posta al vertice dell’Azienda Sanitari Provinciale di Reggio Calabria. L’intollerabile ed irresponsabile gestione dell’ASP ha prodotto l’imminente necessaria chiusura di tutte le farmacie della provincia di Reggio Calabria.

Troppe mensilità non corrisposte (32 in tutto): le farmacie annunciano la serrata. Promettono di consegnare le chiavi delle proprie attività al prefetto Musolino e si autodenunciano per interruzione di pubblico servizio.

Insomma, fanno sul serio.

Cetola invece continua a non versare nemmeno una goccia di sudore all’interno dei suoi bei completi firmati e soggiorna (non a spese sue, ovviamente) in una comoda stanza dell’Hotel Excelsior di Reggio Calabria: uno dei migliori della città.

Indagato in Toghe lucane, denunciato dai farmacisti di Reggio Calabria, c’è ancora qualcuno che ama il generale Massimo Cetola?

Ho usato il verbo “amare”, ma mi risparmio i pettegolezzi: non mi appartengono.

Lo scorso 9 ottobre perviene agli organi di stampa, e quindi anche a strill.it una nota nella quale una delegazione medica composta da 47 professionisti si schiera apertamente con il generale.

Scrivono i 47:

Nel dramma che inevitabilmente consegue allo scioglimento per mafiosità di un’Azienda Sanitaria, qualcosa di positivo, in questo contesto, affiora ed emerge ed è l’affidamento della gestione ad una Commissione Straordinaria di sicura e provata professionalità e moralità tale da poter contrastare e sconfiggere l’illegalità diffusa, riorganizzare dallo sfacelo tutta la struttura  e restituire, quindi, efficienza e credibilità alla Sanità reggina e della Piana.

A scrivere vi sono molti medici nominati in ruolo dirigenziali dal generale Cetola, ma vi sono anche altri di precedente nomina, confermati dall’attuale commissario.

Legittimo che gli siano riconoscenti:

In effetti, l’opera della Commissione è stata fin dall’inizio, pur nel totale disfacimento aziendale, decisa e alacre.

Infine l’invito:

a tutti gli Enti locali (Comuni, Provincia e Regione), a tutte le Istituzioni, a tutte le organizzazioni, a tutti coloro, in sostanza, che, pur potendo farlo , hanno trascurato finora di dare questo sostegno alla Commissione e di contrastare invece le persone ed i gruppi ed i relativi fiancheggiatori che promuovono l’illegalità e la disorganizzazione.

Mi rivolgo soprattutto ai medici di vecchia nomina, quelli messi lì dalle precedenti gestioni, quelle che promuovevano “illegalità e disorganizzazione”, quelle che mancavano di “efficienza e credibilità”: perchè queste denunce arrivano solo adesso? E, ancora, un po’ di imbarazzo nello scrivere queste cose no, eh?