Posts Tagged ‘guardia di finanza’

Eppur si muove

gennaio 12, 2009

reggiocomepalermo

La notizia l’avete già letta sia su strill.it, sia sul blog di Antonino Monteleone.

Sono passati alcuni giorni da quando, sui muri di Reggio Calabria, sono apparsi i manifesti antiracket “Reggio come Palermo”.

E’ giunto il tempo di riflettere.

Il racket, le estorsioni, l’usura, sono attività di vitale importanza per le cosche per due motivi.

1) Per l’introito economico, ovviamente.

2) Perchè permettono, alla criminalità organizzata, di mantenere il controllo (nel senso letterale del termine) del territorio.

Nelle ultime due settimane abbiamo assistito ad alcune cose che possono farci sperare, ma, soprattutto, devono innescare, necessariamente, un moto d’orgoglio generale, collettivo.

30 dicembre: la Guardia di Finanza arresta Giuseppe Filice, già condannato per associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti Filice estorceva denaro per conto del clan Barreca, operante a Pellaro, rione a sud di Reggio Calabria.

L’arresto di Filice assume notevole importanza perchè arriva in seguito alla denuncia delle vittima, un imprenditore taglieggiato che ha avuto il coraggio di denunciare. L’imprenditore è stato, di recente, incoraggiato, attraverso i giornali, da una lettera inviata dal prefetto di Reggio Calabria, Franco Musolino.

Poi, a gennaio, l’imprenditore Nino De Masi riprende la propria battaglia: si apre il processo d’appello ai tre grandi istituti di credito Bnl, Antonveneta e Banca di Roma e ai suoi manager, Luigi Abete, Dino Marchiorello e Cesare Geronzi, alla sbarra per il reato di usura.

Il capolavoro, però, lo realizza, a Lamezia Terme, Rocco Mangiardi che, in aula, nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Progresso”, rendendo palese la propria faccia, ma, soprattutto, il proprio coraggio, punta il dito e riconosce il proprio estorsore: Pasquale Giampà, 42 anni, figlio di Francesco, detto il “professore”, da tempo in galera, ritenuto a capo dell’omonima cosca.

Alcuni giorni fa, a Reggio Calabria, infine, la manifestazione, al momento anonima, dei manifesti.

Ha ragione Salvatore Boemi quando dice che “è ora che lo stadio cominci a tifare”.

C’è una parte buona, sana e coraggiosa della Calabria.

E’ nascosta.

E’ compito di tutti trovarla e farla uscire fuori.

Stranezze

dicembre 9, 2008

stranezze

Quando leggo certe cose mi riprometto sempre, ma non lo faccio mai, di fuggire in uno stato più libero e democratico: Cuba.

Sì perchè quando ho letto su strill.it la notizia Catanzaro: mercoledi prossimo il “Christmas show” per beneficenza. Firmato Ruggero Pegna ho pensato che si parlasse del caso-De Magistris e credevo di trovarmi di fronte a una raccolta di fondi per donare una dignità ai magistrati della Procura della Repubblica di Catanzaro.

Mi sbagliavo.

Dall’altra parte, a Reggio Calabria, ho letto sempre su strill.it Reggio: Pizzimenti (Fi) nuovo responsabile comunicazione.

Ho sperato che si trattasse del neo, giovane e smilzo consigliere comunale, Antonio Pizzimenti che, però, a dire il vero, sembra un tipo di poche parole.

In realtà si tratta di Nuccio Pizzimenti, imprenditore che si ispira alla figura di Carcarlo Pravettoni e che in quanto a comunicazioni ha tanto da insegnare a tutti noi: giornalmente, sforna più comunicati del Consiglio dei Ministri e, parimenti, è la stessa persona che, per pubblicizzare salami e caciotte, usa, come colonna sonora, l’inno di Mameli…

Quando, poi ho letto su strill.it Bova: concluso “Visioniamoci” ho pensato che “Visioniamoci” fosse il nome in codice di un’operazione realizzata dalla Guardia di Finanza nel Consiglio Regionale della Calabria di cui Giuseppe Bova è presidente.

Comunque sia, ieri era la festa dell’Immacolata Concezione e il Natale si avvicina: per non dimenticare le tradizioni Pasquale Condello, dal carcere, ha spedito una letterina a Babbo Natale.

La lettera era anonima e conteneva un bossolo di Kalashnikov.