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De Magistris: “Magistratura calabrese non estranea a logiche occulte”

aprile 14, 2009

luigi_de_magistris

da www.strill.it

di Giusva Branca e Claudio Cordova – Riparte da una candidatura al Parlamento Europeo, nei ranghi dell’Italia dei Valori, la nuova vita di Luigi De Magistris: “Voglio evitare  che l’Italia scivoli fuori dall’Europa, voglio vigilare affinché  i finanziamenti pubblici europei creino sviluppo in Calabria e in tutto il Meridione, anziché riempire le tasche dei comitati d’affari”.

Sì perché, Luigi De Magistris, le torbide manovre di chi tenta, spesso con successo, di accaparrarsi i fiumi di soldi pubblici, le conosce bene; tali manovre, infatti, erano il fulcro delle inchieste “Why not”, “Poseidone”, “Toghe lucane”, quelle coordinate quando, a Catanzaro, svolgeva le funzioni di pubblico ministero: “Ho messo nel conto le strumentalizzazioni dopo la scelta di entrare in politica – dice -, ma tutto ciò era inevitabile: l’antistato è entrato all’interno dello Stato, la mia è stata una scelta obbligata ed è comunque una sconfitta per tutte le persone oneste”.

Lo aveva dichiarato in esclusiva a strill.it nell’agosto del 2007: “Dovranno cacciarmi se vogliono sbarazzarsi di me”. Luigi De Magistris è stato un facile profeta: “Ho lavorato a livelli alti dal 1996 – afferma l’ex pm di Catanzaro -, ma la mia esposizione mediatica è cominciata solo undici anni dopo. Non sono stato io a cercarla, comunque: stavano accadendo delle cose gravi e volevo che il Paese sapesse. Sapevo che mi avrebbero cacciato, avevo messo in conto un po’ tutto”.

Da magistrato ha tentato di ripulire ciò che di sporco c’è in Calabria, adesso vuole provare a farlo da politico: “La buona politica può trasformare la società – afferma De Magistris -, ma adesso la politica è intesa come luogo del malaffare e in Calabria, come nel resto d’Italia, quest’idea non si discosta dalla realtà: in Calabria c’è stata e c’è una delle peggiori classi politiche, tanto di destra quanto di sinistra. Per eliminare le mafie, bisognerà pulire la politica: una fetta importante della classe dirigente è inquinata, un’altra parte resiste, per questo adesso deve arrivare il momento della resistenza costituzionale, una ribellione pacifica in cui tutti dobbiamo metterci in gioco, perché la critica da sola non basta. La questione morale – afferma De Magistris – deve essere la base da cui partire, perché viviamo in una società in cui ci si abitua a tutto: molti si indignano ma non trovano rappresentazione, mentre altri sono come delle spugne”.

Appunto.

Per invertire la rotta, per ribellarsi, sia pure pacificamente, serve, è fondamentale, la spinta del popolo, della base: “Il popolo meridionale, calabrese in particolare, deve reagire: tante energie positive vanno via e molti accettano passivamente perché non hanno fiducia nei propri mezzi. C’è una parte della popolazione – sostiene De Magistris – che preferisce il vassallaggio, appartenere a qualcuno, ma c’è anche una parte che crede ancora negli ideali. A quella parte bisogna rivolgersi”.

C’è la politica, dunque. C’è la gente, ovviamente. Ma c’è anche la magistratura, quella magistratura da cui Luigi De Magistris si sente, probabilmente, scaricato: “Sono in grado di provare – dice, rilanciando le dichiarazioni rese, alcuni mesi fa, ai microfoni di Sky Tg24 -, che una parte della magistratura calabrese non è estranea a logiche occulte. Temo che, con il passare del tempo, vada sempre peggio: il Csm conosce da anni problemi calabresi, ma nel mio caso ha preferito trasferirmi. Di questo passo – continua – le incrostazioni saranno sempre più facili: il magistrato non può essere radicato, ma ci sono magistrati che operano nelle medesime sedi da troppi anni, è necessaria una rotazione perché, quando nel circuito affaristico penetrano coloro i quali dovrebbero mettere in atto il controllo è la fine. I magistrati devono comprendere la società, ma devono stare fuori dai circuiti di potere: solo così si potrà costruire una magistratura credibile e indipendente, ma non corporativa”.

Riparte, dunque, da una candidatura al Parlamento Europeo, nei ranghi dell’Italia dei Valori, la nuova vita di Luigi De Magistris. Quella precedente, la vita da magistrato, è finita per sempre: “Ancora oggi esistono dei servitori dello Stato – spiega l’ex pubblico ministero – e quello del magistrato, dal mio punto di vista, è il lavoro più bello, un lavoro che vale la pena fare. Sognavo di fare il magistrato, non me l’hanno permesso e quindi ho perso: ma da una sconfitta formale è nata una vittoria morale, perché tanta gente ha finalmente capito. Comunque sia – conclude Luigi De Magistris – la magistratura è un capitolo chiuso, adesso voglio impegnarmi in politica”.

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Carta canta – Luigi De Magistris

marzo 18, 2009

luigi_de_magistris

14 febbraio 2008, lancio agenzia AGI, in vista delle elezioni politiche dopo la caduta del Governo Prodi:

Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, Pm, fino a poco tempo addietro, delle inchieste “Why Not” e “Toghe Lucane”, non ha alcuna intenzione di entrare in politica. Le ricostruzioni giornalistiche relative ad una sua possibile discesa in campo con l’Italia dei Valori, anzi, non gli sono piaciute ed all’AGI dichiara: “In relazione all’articolo pubblicato sul ‘Corriere della Sera’ di oggi, che solo adesso ho letto, con riferimento al quale mi rivolgero’ all’autorita’ giudiziaria, in quanto si utilizza a sproposito il mio nominativo, ribadisco per l’ennesima volta che voglio fare il magistrato e non entrare in politica. Il dott. Di Pietro – afferma – diversi giorni fa mi ha chiesto, con cortesia, se volessi candidarmi in Parlamento con Idv. Con altrettanta cortesia – aggiunge – gli ho risposto di no, dicendogli che intendo continuare a fare il magistrato”.

17 marzo 2008, lancio agenzia ANSA in vista delle future elezioni politiche europee:

L’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris sceglie la politica: ”correra’ ” per le prossime elezioni europee con l’Italia dei Valori. ”Lo faro’ come indipendente, insieme ad altri esponenti della societa’ civile”, dice il magistrato che ha chiesto oggi al Csm l’aspettativa per potersi candidare. Il via libera potrebbe arrivare a stretto giro di posta, probabilmente gia’ domani dal plenum del Csm. De Magistris, che e’ stato trasferito d’ufficio e dalle sue funzioni di pm dalla sezione disciplinare del Csm e che ora fa il giudice a Napoli, ha consegnato personalmente la sua domanda a Palazzo dei marescialli. Domanda su cui deve pronunciarsi in prima istanza la Quarta Commissione. Voci su una sua candidatura alle europee circolavano da tempo. E in una recente intervista aveva detto di non poter escludere di scendere in politica, ma di non aver ancora deciso: ”sono stato messo ingiustamente all’angolo, per non nuocere evidentemente. Continuano iniziative disciplinari assolutamente prive di fondamento e incredibili per certi aspetti, quindi io non escludo in questo momento nulla. Ma questo non significa che ho preso delle decisioni”.