Posts Tagged ‘intercettazioni’

L’ultima vergogna

giugno 11, 2009

intercettazione

Anche a costo di fare la figura della verginella che si impressiona di ciò che non dovrebbe, lo dico: sono seriamente sconvolto dall’approvazione da parte della Camera dei Deputati del ddl sulle intercettazioni telefoniche.

Fino a qualche ora fa credevo, che, come diceva Albert Einstein “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”. Ho scoperto, invece, che, purtroppo, anche la vergogna non ha limiti.

Il ddl approvato dalla maggioranza berlusconiana (e da venti deputati dell’opposizione!) rischia di scatenare una crisi da paese sottosviluppato sia per quanto riguarda il settore giustizia, sia per quello dell’informazione.

Le intercettazioni restano possibili, come previsto dall’attuale articolo 266 del codice penale, per delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell’ergastolo o la reclusione superiore nel massimo a cinque anni, per i delitti contro la Pubblica amministrazione, per quelli riguardanti la droga, il contrabbando, le armi e gli esplosivi, l’ingiuria, la minaccia, l’usura, l’insider trading, l’aggiotaggio, la molestia anche telefonica (MA VA…), la diffusione di materiale pedopornografico. Tuttavia saranno autorizzate soltanto quando vi siano “evidenti indizi di colpevolezza” e non più “gravi indizi di reato” come prevede la norma attuale.

Il punto è che sono proprio le intercettazioni, spesso, a fornire indizi e prove!

Anche l’arresto odierno del boss della ‘ndrangheta, Girolamo Molè, non sarebbe potuto avvenire senza intercettazioni che, secondo il ddl, non potranno durare più di 60 giorni, proroghe comprese.

Rispetto alle possibili catastrofi nel settore della giustizia e dalla lotta al crimine, paradossalmente, i gravi vincoli posti dal ddl nei confronti dell’informazione passano quasi inosservati.

Tuttavia, la situazione è grave anche sotto questo punto di vista e l’Italia, già messa piuttosto male, rischia di scivolare ulteriormente nella classifica degli Stati per quanto concerne la libertà di stampa. Infatti sarà vietata la pubblicazione delle intercettazioni anche se non più coperte da segreto, fino alla fine delle indagini preliminari. Chi pubblicherà il contenuto di intercettazioni per le quali è stata ordinata la distruzione sarà punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

Grave l’approvazione del ddl, grave il disegno che sembra animare il Governo, grave il voto favorevole di venti deputati dell’opposizione, reso ancora più colpevole dal fatto che la votazione fosse a scrutinio segreto. E mi sorprende, infine, che deputati di maggioranza come Angela Napoli (che stimo molto) e membri dell’Esecutivo come Alfredo Mantovano (che stimo altrettanto) non abbiano alzato la voce davanti a tale vergogna.

Ma è grave, soprattutto, che la gente non si indigni, non si incazzi di fronte a quanto stiamo assistendo.

Concludo con una citazione.

Ecco cosa diceva, nel 1979, Leonardo Sciascia, in un’intervista alla giornalista francese Marcelle Padovani (la stessa che intervistò Giovanni Falcone dando vita allo splendido “Cose di Cosa Nostra”):

Quali garanzie offre questo Stato…per quanto attiane all’applicazione del diritto della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro…l’abuso di potere, l’ingiustizia? Nessuna. L’impunità che copre i delitti commessi contro la collettività, i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano.

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Il Magnifico concorso

novembre 24, 2008

lettera_tomasello

Franco Tomasello è il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Messina.

Franco Tomasello è stato di recente rinviato a giudizio. Il prossimo 5 marzo si presenterà davanti ai giudici per rispondere dell’accusa di tentata concussione per il concorso che sarebbe stato truccato a Veterinaria per favorire il figlio dell’ex preside Macrì e per due ipotesi di abuso d’ufficio.

Di Franco Tomasello e dell’Università di Messina, ma anche dell’Unical di Cosenza, ha parlato Michele Santoro nel corso dell’ultima puntata di Annozero.

Franco Tomasello è, indiscutibilmente, uno che ricerca il consenso.

Dallo scoppio dello scandalo, condito, peraltro, da diverse intercettazioni telefoniche, il Magnifico Rettore di Messina ha fatto scrivere al proprio ufficio stampa lettere a tutti meno che a Babbo Natale, per certificare, non solo trasparenza e correttezza, ma anche per illustrare gli eccellenti risultati ottenuti dall’Università di Messina negli ultimi anni.

Ah, dimenticavo di dirvi che io sono uno studente dell’Università di Messina, per cui alla mia casella di posta elettronica arrivano i comunicati di InFormazione, giornale web realizzato dagli studenti di Giornalismo.

Dicevo, Franco Tomasello ricerca il consenso. Ecco cosa ha fatto negli ultimi dieci giorni:

  • ha dato mandato ai propri avvocati di adire le vie legali, a tutela della onorabilità e del decoro, propri e della Istituzione che rappresenta, nei confronti degli estensori dei servizi giornalistici che, in questi ultimi giorni fornendo una rappresentazione dei fatti chiaramente deformata, hanno avuto come obiettivo l’Università di Messina e il suo Rettore.
  • ha risposto ad alcuni senatori del Partito Democratico che hanno chiesto al ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, la sospensione del Rettore di Messina, definendo “Affermazioni infamanti, ingenerose, ancora una volta frutto di una non corretta informazione e soprattutto gravemente offensive, quelle contenute nell’interrogazione presentata da alcuni senatori del Partito Democratico”.
  • ha partecipato alla Conferenza Generale di Ateneo nella quale sono state illustrate le realizzazioni dell’Università degli anni 2004-2008, tramite la divulgazione di dati relativi a reclutamento; misure per la trasparenza; numeri dell’Università; bilancio; ricerca, premialità e merito; servizi per gli studenti; strutture edilizie; relazioni internazionali.
  • ha incassato la solidarietà del Governatore della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo.
  • ha chiesto al ministro Gelmini un’ispezione sugli ultimi dieci anni dell’Università.

Da ultima, oggi, alla mia casella di posta elettronica, è pervenuta un’altra lettera, questa volta a firma proprio del Magnifico Rettore, Franco Tomasello.

Una lettera accorata, indirizzata a noi studenti, in cui il Magnifico si preoccupa per le accuse

infamanti in questo attacco mediatico che ben precise finalità ed una chiara regia interna ed esterna.

E ancora, il Magnifico Rettore Tomasello si traveste da Superman e assicura:

Gli organi accademici non si faranno intimidire da questi giochi di potere vetero-integralisti… L’Università è al vostro fianco e farà di tutto per farvi essere fieri della vostra appartenenza.

Adesso mi sento più tutelato e, una volta laureatomi in Lettere Moderne, farò un concorso a Veterinaria.