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Dal 24 luglio ”S” sbarca in Calabria

luglio 23, 2010

I pizzini, i verbali, gli affari e le intercettazioni sulla “Cupola calabrese” colpita al cuore dalle maxiretate di luglio che hanno portato in cella 350 affiliati alla ‘ndrangheta

che avevano fatto di Milano il quartier generale da cui gestire gli affari dei boss. Questi i contenuti con cui il news-magazine S, del gruppo Novantacento, di Palermo, sbarca nelle edicole oltre lo Stretto con un’edizione calabrese interamente dedicata all’organizzazione criminale che si è dotata di una gerarchia simile a Cosa Nostra.

«In 116 pagine full-color – riporta un comunicato – il mensile diretto da Francesco Foresta, ricostruisce punto per punto le fasi delle indagini e i capi di imputazione che coinvolgono l’esercito di 350 uomini agli ordini del super-boss Condello: dagli appalti in Calabria e Lombardia alle relazioni con uomini delle istituzioni, passando per le lettere del boss ai familiari, i retroscena del delitto dell’assicuratore Filianoti e i rapporti tra colletti bianchi e le ‘ndrine.

E poi le estorsioni imposte a tutta Reggio Calabria, il nuovo organigramma delle ‘ndrine, le lupare bianche e gli occhi dell’organizzazione criminale calabrese sull’affare del decennio, l’Expo che si terrà a Milano nel 2015». «È un numero speciale – prosegue la nota – che passa ai raggi X gli affari della ‘ndrangheta a livello nazionale, che raccoglie in un unico volume le fasi delle inchieste ‘Metà e ‘Criminè e che spiega gli equilibri di potere a Reggio Calabria e i collegamenti tra le cosche e gli ambienti politici calabresi».

A firmare gli articoli, oltre a Davide Milosa, Andrea Cottone e Claudio Reale, due cronisti cresciuti alla scuola di strill.it: Claudio Cordova e Antonino Monteleone.

S – Calabria sarà in tutte le edicole calabresi, e nelle principali rivendite di milano a partire da sabato 24 luglio a 3 euro.

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Quel bocconcino dell’Expo 2015

marzo 3, 2009

expo2015

L’annuncio lo ha dato, alcuni giorni fa, Roto San Giorgio, l’agenzia di stampa del Comune di Reggio Calabria:

Sullo skyline di Milano 2015 ci sarà anche Palazzo San Giorgio. La città di Reggio Calabria, infatti, svolgerà un ruolo da protagonista nell’organizzazione di eventi collaterali all’esposizione universale che si terrà tra sei anni nel capoluogo lombardo. E’ quanto prevede il  protocollo d’intesa che martedì prossimo il sindaco Giuseppe Scopelliti  e il primo cittadino di Milano firmeranno  nel corso di una visita ufficiale  dell’onorevole Letizia Moratti  nella sede dell’Amministrazione comunale della città dello Stretto.

L’Esposizione universale 2015 sarà organizzata dalla città di Milano. Il tema proposto per la Expo è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, e include, quindi, tutto ciò che riguarda l’alimentazione, dal problema della mancanza di cibo per alcune zone del mondo, a quello dell’educazione alimentare, fino alle tematiche legate agli OGM.

Sarà un evento di portata internazionale:

L’accordo  permetterà a Reggio Calabria di porsi al centro dell’attenzione mondiale e proseguire così il suo cammino di penetrazione sui mercati turistici internazionali. All’Expo Milano 2015 la città calabrese, storicamente riconosciuta  come una delle più importanti polis  della Magna Grecia, che nei vari periodi storici  è stata luogo  di interesse strategico  per le varie culture del Mediterraneo,  avrà la possibilità di mettere in vetrina  i suoi tesori d’arte custoditi nei musei, nella pinacoteca  ed i reperti di una millenaria civiltà.

Oggi, a Palazzo San Giorgio, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, e quello di Milano, Letizia Moratti hanno sottoscritto il protocollo d’intesa che portera’ ad un ”tavolo di cooordinamento”
specifico, finalizzato alla progettazione congiunta di iniziative dedicate alla valorizzazione di eventi culturali, artistici, dell’offerta turistica e del sistema universitario.

Fino al 2015, anno in cui si svolgerà l’Expo, Reggio e Milano saranno gemellate.

E’ una bella cosa l’Expo.

Sì, ma è anche un’altra cosa.

Una cosa brutta, per certi versi. O, meglio, con la sua storia, bella, si intrecciano tante storie brutte, bruttissime.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il 26 giugno del 2008 , il Gip di Milano Guido Salvini ha lanciato l’allarme:

Milano è la vera capitale della ‘ndrangheta. Attenti alle infiltrazioni negli appalti dell’esposizione universale.

Del resto, che Milano sia una vera roccaforte delle mafie, della ‘ndrangheta soprattutto, lo sappiamo tutti da tempo. Lo scrive anche Francesco Forgione nella relazione per la Commissione Parlamentare antimafia:

Milano e la Lombardia rappresentano la metafora della ramificazione molecolare della ‘ndrangheta in tutto il nord, dalle coste adriatiche della Romagna ai litorali del Lazio e della Liguria, dal cuore verde dell’Umbria alle valli del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Ci sono i Morabito, ci sono i Palamara, ci sono gli Strangio, ci sono le famiglie di Careri e tante altre consorterie. Milano è un terreno congeniale per le mafie: non per niente, tanto per citare un esempio, Lucianeddu Liggio aveva scelto proprio Milano per la propria latitanza, poi sfociata nell’arresto che l’avrebbe relegato al carcere a vita.

Ma questa è un’altra storia. Un po’ vecchia.

A Milano ci sono le mafie, anche perchè le mafie non vengono combattute. Scrive Francesco Forgione:

…le scarse risorse specializzate messe in campo dalla Stato in Lombardia e in genere nel Nord-Italia per combattere la mafia. Basti pensare ad un distretto come quello di Milano che comprende anche città con forte presenza mafiosa come Como, Lecco, Varese e Busto Arsizio, con le forze in campo costituite da poco più di 200 uomini: 40 uomini del R.O.S. Carabinieri, 50 uomini del G.I.C.O., 55 dello S.C.O. della Polizia di Stato cui si aggiungono 68 uomini della D.I.A. che ha competenza peraltro su tutta la Lombardia.

Eh sì, Milano è “la vera capitale della ‘ndrangheta” (lo dice la Direzione Nazionale Antimafia, non io), ma ci si arma poco e male per combatterla.

La ‘ndrangheta a Milano (e nel suo hinterland) esiste: sono ormai frequentissimi i sequestri di immobili riconducibili alle cosche.

Ma ritorniamo all’Expo 2015 e alle dichiarazioni di Guido Salvini:

Letizia Moratti ha bocciato la proposta dell’opposizione di creare una locale commissione per vigilare sulle organizzazioni criminali. La bocciatura non è stato un buon segnale: è stato un favore concesso a chi vuole che le mafie procedano indisturbate.

Ah, dimenticavo di dirvi: per l’Expo 2015 ci sono degli appalti assai succulenti da aggiudicarsi.

E questi appalti alle mafie, la ‘ndrangheta, cosa nostra, la camorra, interessano moltissimo.

Infatti, oltre alle sagge parole della Dna ci sono anche le inchieste a testimoniare l’interesse delle cosche sugli appalti dell’Expo 2015. Ce ne è una della Procura di Varese, per esempio, cominciata nel marzo 2008 e sfociata nel settembre dello stesso anno: gli accertamenti affidati alla squadra mobile riguardano un traffico di cocaina che sarebbe gestito da Giovanni Cinque, 55 anni, legato alla cosca Arena di Isola di Capo Rizzuto. Ma nei progetti delle cosche ci sarebbero anche gli appalti dell’Expo 2015.

Quell’Expo 2015 che, tramite l’accordo siglato tra Scopelliti e la Moratti, potrà dare lustro (e me lo auguro sinceramente) a tutta la città. Quell’Expo 2015 che sarà di sicuro un successo e che rischia, purtroppo, di arricchire anche (e soprattutto) le tasche sbagliate.

Paragoni

agosto 29, 2008

1

L’aereo atterra a Milano. Silenzio a bordo, come da prassi.

L’aereo atterra a Reggio Calabria. Una nutrita folla di cialtroni applaude, come da prassi.

2

L’aeroporto di Linate a Milano, non molto grande, asettico, pulito come un paio di mutande appena uscito dalla lavatrice.

L’aeroporto dello Stretto a Reggio Calabria, minuscolo, insignificante, numerose carte per terra, come se fossimo in una qualsiasi strada della città, completamente ricoperta dagli scarti dei suoi valorosi cittadini.

3

Come tutti voi sapete a Milano ci sono i Navigli. Definizione dei Navigli: fiumiciattoli di merda (nel vero senso della parola) e liquami vari. Paludi nel cuore di Milano, insomma. Sulle due sponde di queste fiumare di sterco decine – ma che dico? – centinaia di locali di tutti i tipi, per tutte le età, per tutte le tasche. Tutti stracolmi di gente.

Come tutti voi sapete a Reggio Calabria c’è il mare, c’è la via Marina. Sono serviti 30 anni perchè qualcuno capisse che aprire qualche locale di merda (il materiale umano e non solo è quello) forse poteva essere una buona idea…

Ah, per inciso, sono tornato!