Posts Tagged ‘malattie’

Messico e nuvole

Mag 7, 2009

influenza_suina

La mucca pazza, la SARS, l’influenza aviaria, ora quella suina.

Il mondo corre sul filo delle emergenze, se ne parla per giorni, anche per settimane, a volte anche in maniera esagerata. Non v’è dubbio che sia sempre e comunque meglio parlare di una malattia che, per rimanere all’ultima arrivata, nel solo Messico (da dove si è propagata) ha causato centinaia di vittime, che non dei balletti in casa Berlusconi (e se cede, parlandone, anche Annozero, allora siamo fritti).

Ma ritorniamo alle varie influenze e malattie che, ciclicamente, investono l’intero pianeta, scatenando il rischio di un’epidemia su scala planetaria, che quindi prende il nome di pandemia.

Nel rispetto delle tantissime vittime dell’influenza suina, in Messico e non solo, il mondo sembra essere alla continua ricerca di un male che lo distrugga. Sembra bruciare dalla voglia di trovare un male, naturale, che lo riduca in una landa deserta.

Ciclicamente, quindi, scoppiano le emergenze, come a rievocare le pestilenze medievali, la “morte nera” del 1348 che uccise tra il trenta e il cinquanta per cento della popolazione mondiale.

I governi stanziano enormi quantità di quattrini per fronteggiare l’emergenza: solo quello messicano ha stanziato 450 milioni di dollari su proposta del ministro della Salute, che di nome fa Jose Angel e di cognome Cordova…

E intanto le varie ondate di allarmismo che si sono succedute negli anni, arricchiscono le aziende farmaceutiche: è la cosiddetta “industria della malattia”.

E per trovare dei farmaci adatti, si sa, è necessario fare studi, ricerche ed esperimenti, valutando, in laboratorio, la bontà della terapia. Studi, ricerche ed esperimenti, che le ditte farmaceutiche, le multinazionali, non sono tenute a divulgare, rimanendo ben dentro i paletti fissati dalla legge.

E’ l’industria della malattia.

Come per la realizzazione di un film: i costi di produzione devono essere ampiamente superati dai ricavi totali, dopo l’uscita nelle sale. Allo stesso modo, mesi, o anni, di ricerche, anche piuttosto esose, verranno ripagati dal “successo” del farmaco, perchè chiunque tiene estremamente alla propria pellaccia.

E le vendite si impennano, e tutto va certamente a gonfie vele, se, di tanto in tanto, scoppia una epidemia mortale.

I farmaci allora, anche se inutili, diverranno un blockbuster.

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La dignità di un uomo

ottobre 9, 2008

La foto che ho scelto non è casuale, è una foto d’annata.

Mi aveva colpito molto la sua storia e non credo di essere un fenomeno: sarà stato così, mi auguro, per qualsiasi essere umano con un minimo di sensibilità. Avevo letto alcuni articoli: mi aveva emozionato vedere come la famiglia, composta dalla moglie e da quattro figli, si prendesse cura di lui. Mi aveva fatto riflettere su dei valori dimenticati, a volte, a causa del cinismo della vita quotidiana. Mi ha commosso sinceramente vederlo ieri sera, sul campo che qualche anno fa aveva calcato con ottimi risultati, accompagnato da uno degli amici di sempre.

Sto parlando di Stefano Borgonovo, ex calciatore, anche della Nazionale, accompagnato da Roberto Baggio alla partita benefica in suo onore, disputatasi allo stadio “Artemio Franchi” di Firenze tra Fiorentina e Milan, due delle squadre con cui Borgonovo ha giocato, durante la propria carriera.

Borgonovo è malato da tempo: combatte la propria battaglia contro la sclerosi laterale amiotrofica, la SLA, il morbo di Gehrig, una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso.

Forse per i ricordi sbiaditi (ero molto piccolo quando Borgonovo giocava), forse perchè ieri sera avevo l’anima “predisposta”, non ho potuto fare a meno di emozionarmi, vedendo un ex atleta ridotto su una sedia a rotelle, senza la possibilità di parlare davanti a 30mila persone che lo applaudono come se avesse appena realizzato una rete: la sua dignità mi ha lasciato senza parole, ma mi ha messo una gran tristezza.

Tristezza e rabbia per i crimini di cui una parte dello sport si è macchiata negli anni: la SLA, infatti, oltre ad aver ucciso personaggi come David Niven e Luca Coscioni e a condizionare la vita del celebre fisico Stephen Hawking ha già colpito altri sportivi, in particolare calciatori.

L’ex giocatore della Reggina, Armando Segato, il primo caso in Italia di SLA, l’ex capitano del Genoa, Gianluca Signorini, l’ex giocatore del Milan, Giorgio Rognoni, l’ex giocatore della Sampdoria, Ernst Ocwirk, l’ex portiere Narciso Soldan, l’ex giocatore di Sampdoria e Inter, Guido Vincenzi, l’ex capitano del Torino, Lauro Minghelli, l’ex giocatore del Pisa, Ubaldo Nanni, l’ex giocatore della Primavera della Roma, Fabrizio Dipietropaolo, l’ex giocatore del Como, Albano Canazza, l’ex capitano dell’Avellino, Adriano Lombardi.

Al loro coraggio e a quello di Stefano Borgonovo va oggi il mio pensiero.