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Fare quadrato

aprile 5, 2009

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Come molti di voi sanno, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha dichiarato che “prenderebbe Loiero a calci nel sedere”.

A Scopelliti non è andato giù il silenzio del Governatore, Agazio Loiero, sull’istituzione di Reggio città metropolitana.

Ora, senza essere bigotti si potrebbe discettare sul buon gusto o meno di un’affermazione del genere, ma c’è anche un’altra considerazione da fare.

Contestualizziamo la frase: Scopelliti dà un consiglio agli uomini del centrosinistra, ai “piddini” di Reggio Calabria. E’, come detto, una frase molto poco politically correct.

E le reazioni?

Sono arrivate.

Ha risposto Loiero, ovviamente, ha tuonato l’Italia dei Valori e anche il segretario regionale del Pdci, Michelangelo Tripodi e financo i presidenti della Provincia di Cosenza, Oliverio, e di Crotone, Iritale. A Reggio Calabria, nel Partito Democratico (di cui, fino a prova contraria, Loiero è uno dei massimi esponenti), invece, l’unica voce ad essersi alzata è quella del “loierano” consigliere regionale Demetrio Battaglia.

Poi, il nulla. Forse in casa Pd staranno ancora festeggiando per la vittoria di Reggio città metropolitana, quella stessa istituzione per cui Scopelliti attacca il presidente della Regione.

Ma Scopelliti, che, secondo qualcuno, avrebbe offeso Loiero con la propria frase, ha invece potuto contare su un folto numero di seguaci.

In difesa della colorita dichiarazione del primo cittadino (che, almeno, ha evitato di dire “culo”), nonostante fosse domenica e nonostante la Reggina sia con un piede e mezzo in serie B, sono scesi, nell’ordine:

1) Michele Marcianò, consigliere comunale di FI

2) Giovanna Cusumano, consigliera comunale delegata alle Pari Opportunità

3) Pasquale Morisani, consigliere comunale di Alleanza per Scopelliti

4) Daniele Romeo, consigliere comunale di An

5) Giuseppe Sergi, consigliere comunale dell’MpA

Modi diversi di “fare quadrato”.

Un cognome ingombrante

dicembre 6, 2008

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Leggo su strill.it che il gruppo Udc-Svp e Autonomie del Senato e l’Intergruppo Federalista Europeo della Regione Siciliana organizza, dall’11al 14 dicembre, presso il Capo Peloro Resort di Messina, il 1° Corso di formazione politica.

Una cosa interessante: interverranno diversi deputati non solo dell’Udc (Leoluca Orlando, per esempio), interverrà il Governatore siciliano Lombardo, interverrà il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Beppe Pisanu.

Ai lavori interverrà anche il professor Pietro Navarra.

Chi è Pietro Navarra è presto detto.

Copio e incollo dal sito dell’Università degli Studi di Messina:

Pietro Navarra è nato a Messina il 30 Agosto del 1968. E’ Professore Associato di Economia Pubblica presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina dove si è laureato nel 1990.

Pietro Navarra è uno “con le palle”: è stato anche visiting professor alla Columbia University, docente di master a Shanghai.

Pietro Navarra è stato anche pro rettore nel 2007, quando, in luglio, il Rettore Franco Tomasello, fu sospeso per due mesi a causa del famoso concorso, oggetto di un’inchiesta della magistratura che ha come protagonista Filippo Spadola, vincitore di una cattedra a Veterinaria che, invece, secondo l’accusa, era già destinata a Francesco Macrì, figlio del preside di facoltà. Per questa vicenda Franco Tomasello è stato rinviato a giudizio con l’accusa di tentata concussione.

Ecco cosa scrivono i magistrati sull’Ateneo messinese:

L’università di Messina è permeata nelle più alte cariche da una concezione privatistica e clientelare della pubblica amministrazione. Un verminaio dove centri di potere elargiscono favori ad amici e conoscenti, ricorrendo se necessita a ritorsioni e minacce.

Su questa vicenda mi auguro che faccia piena luce la Giustizia, ma, in ogni caso, si tratta di una storia che ho già raccontato.

Ritorniamo a Pietro Navarra.

Pietro Navarra è, infine, il nipote di don Michele Navarra.

Don Michele Navarra, il dottor Michele Navarra, è stato il capo della famiglia dei corleonesi negli anni della guerra e in quelli immediatamente successivi.

E’ stato arrestato il 13 aprile 1948 ed è stato assassinato dieci anni dopo, il 2 agosto del 1958 da un commando composto, tra gli altri, da Luciano Liggio e Totò Riina.

Il professor Pietro Navarra, invece, è nato nel 1968, vent’anni dopo l’arresto del dottor Michele e dieci dopo l’uccisione di quest’ultimo.

Il professor Pietro Navarra non ha alcuna colpa: “i parenti non si scelgono”, diceva qualcuno.

Nè, sul proprio conto, aleggia alcun tipo di sospetto.

Ma il cognome che porta è ugualmente importante e il passato, di questo sono convinto, di tanto in tanto va ripassato. Soprattutto quando si tratta di “formazione”.

E gli incontri messinesi dei prossimi giorni parlano di “formazione politica”.

N.B. Per la scrittura di questo post numerose notizie sono state ricavate da un articolo, apparso su “L’Espresso” nel settembre del 2007, a firma di Riccardo Bocca, dal titolo “Padrini e predoni”.

‘Ndrangheta a parte

settembre 22, 2008

Non sono un anti-Scopelliti, anzi. Non sono uno di quelli che dice “Scopelliti si è mangiato la città”, non sono nemmeno uno di quelli che, quando piove, se la prende con Scopelliti. Credo di essere abbastanza obiettivo nel giudicare l’operato del sindaco di Reggio Calabria e della sua Giunta, valutando i pro (la città ha avuto certamente un netto miglioramento, sotto diversi punti di vista, rispetto al passato) e i contro (la gestione “allegra” dei conti, ma anche delle assunzioni, ecc.ecc.).

Devo dire, però, che le dichiarazioni che il primo cittadino ha rilasciato a Napoli, in occasione della festa dell’MpA, mi hanno deluso e mi hanno lasciato sgomento.

E’ vero, a Reggio Calabria c’è poca microcriminalità. Ma questo, dando merito all’operato dell’Amministrazione e delle forze dell’ordine, accade in quasi tutte le piccole città.

Dire che “Reggio, a parte la ‘ndrangheta, è una città sicura” è come dire che le acque dell’oceano, a parte gli squali, sono acque tranquillamente balneabili, o che Chernobyl, a parte i gas radioattivi, è una località salubre o, ancora, che Charles Manson, a parte gli omicidi, è una persona amabile e di compagnia.

Potrei continuare all’infinito: la ‘ndrangheta e tutto ciò che essa comporta, non deve essere inserita in un compartimento stagno e quindi valutata a parte. La ‘ndrangheta, le bombe, i morti, il pizzo, ecc. ecc. creano insicurezza, rendono il territorio meno appetibile, sotto l’aspetto turistico e sotto quello imprenditoriale: nessun imprenditore onesto sceglierebbe Reggio Calabria per i propri investimenti.

Si tratta di problemi famosi e in ciò Scopelliti, ovviamente, non ha alcuna colpa, ma anche il tentativo (l’ossessione, direi) di portare fuori un’immagine positiva di Reggio deve avere un limite, per non sfociare nel paradosso.