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Una buona idea

ottobre 29, 2008

Tempo fa Antonino Monteleone, su strill.it, parlando della centrale a carbone di Saline Joniche, realizzava una fedele fotografia della situazione criminale attiva sulla costa jonica, in particolare a Melito Porto Salvo, dove, come tutti sanno, ma si fanno i cazzi propri, regna la cosca Iamonte.

Leggevo ieri che la deputata del Popolo della Libertà, Angela Napoli, già componente della Commissione Parlamentare Antimafia, ha chiesto al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, di “autorizzare le procedure per un nuovo accesso al Comune di Melito Porto Salvo”.

Mi sono bastati circa due secondi e mezzo per capire che la parlamentare del Pdl non stesse dicendo una stupidaggine: il Comune di Melito Porto Salvo, già sciolto per mafia nel 1991 e nel 1996, è attualmente guidato dal sindaco Giuseppe Iaria.

C’è un dato, ricordato anche da Antonino Monteleone nel proprio articolo, che viene riportato alla nostra mente dalla relazione sulla ‘ndrangheta realizzata da Francesco Forgione, da presidente della Commissione Parlamentare Antimafia:

La cosca (Iamonte ndr) ha dimostrato “un’elevata capacità di infiltrazione nella pubblica amministrazione, come confermato dall’insediamento nel Comune di Melito Porto Salvo della Commissione d’accesso nominata dal Prefetto di Reggio Calabria il 25.02.2006”.

Nel 2006 il sindaco è Giuseppe Iaria e lo è oggi, quando Angela Napoli chiede una Commissione d’accesso all’interno del Comune.

Iaria è indagato nell’ambito dell’inchiesta “Onorata Sanità”, quella che portò in carcere Domenico Crea. Iaria, nell’ordinanza di custodia cautelare è così descritto:

Altro dirigente dell’ASL 11 che si è rilevato favorire gli interessi del CREA nell’ambito dell’istruttoria riguardante la costituzione della clinica “VILLA ANYA”  è il Sindaco di Melito Porto Salvo, iARIA Giuseppe, Dirigente Amministrativo, nei cui confronti la richiamata commissione d’accesso relaziona quanto segue:
“ATTI UFFICIO:
Con CNR nr. 111/ 2 del 26.09.2005 è stato deferito in stato di liberta’ dai CC. di Reggio di Calabria, alla competente A.G. per favoreggiamento personale ed associazione di tipo mafioso (a seguito dell’arresto dei due fratelli latitanti Iamonte Giuseppe cl. 1949 e Vincenzo cl. 1954);
agli atti d’ufficio e presso banca dati FF. PP. risulta gravato da deferimento all’A.G. per rissa, diffamazione, falsita’ ideologica, interessi privati in atti d’ufficio in concorso, abuso d’ufficio, truffa, associazione per delinquere, omissione / rifiuto di atti d’ufficio ed altro;

Iaria avrebbe favorito Crea in qualcosa di illecito, evidentemente. E, come è possibile leggere all’interno dell’ordinanza di custodia cautelare dell’inchiesta, proprio Crea, alle scorse regionali fece incetta di voti anche e sopratutto a Melito Porto Salvo, il Comune di cui è sindaco Giuseppe Iaria:

Il risultato raggiunto ad Africo, Roghudi, Roccaforte e Melito Porto Salvo/Montebello Ionico, ma anche S. Lorenzo e Condofuri, costituisce, come detto, il frutto dell’accordo di cartello delle consorterie mafiose presenti sul territorio, in particolare i TALIA, IAMONTE, ZAVETTIERI, CORDI’.

Ma, soprattutto, è interessante leggere la valutazione dei magistrati che arrivano alla condizione di affermare:

come le famiglie mafiose, in qualche modo collegate alla cosca MORABITO, abbiano sostenuto CREA Domenico: TALIA, IAMONTE, ZAVETTIERI, CORDI’

Insomma, tutto in perfetta filosofia-Crea: “u cumpari du cumpari è to cumpari”. (da una vecchia puntata di “Annozero”)

Iaria, Iamonte, Crea, Melito Porto Salvo, una commissione d’accesso. Mettendo insieme tutti questi tasselli devo dire che sì, effettivamente quella di Angela Napoli è proprio una buona idea.

Attendono speranzosi

ottobre 27, 2008

Nei giorni scorsi sono giunte presso questa redazione (ogni tanto parlo come i carabinieri, scusate) alcune visite attraverso le seguenti parole chiave:

“onorata sanità scarcerato domenico crea”: no, il consigliere regionale Mimmo Crea, arrestato dai Carabinieri lo scorso 28 gennaio per una serie di presunte irregolarità effettuate per agevolare la propria casa di cura, Villa Anya, intestata a moglie e figli, è ancora in carcere. Il lettore digitando queste parole si riferiva probabilmente al fatto che alcuni giorni fa si sono concluse le indagini relative all’inchiesta “Onorata Sanità”;

“inzitari pasquale scarcerato”:  se su Crea c’era un fatto (la conclusione delle indagini), su Pasquale Inzitari, arrestato nel maggio scorso nell’ambito dell’inchiesta “Saline”, siamo nell’ambito della mera speranza. Inzitari, candidato alle ultime elezioni nelle liste dell’Udc, cognato dell’imprenditore Nino Princi, fatto saltare in aria con la sua auto a Gioia Tauro, continua a rimanere in carcere perchè, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare perché, “quale imprenditore commerciale ed esponente politico in Rizziconi, operava ai fini della espansione della ‘ndrina RUGOLO anche al di fuori del territorio di Castellace e, segnatamente, in quello di Rizziconi, ove realizzava iniziative imprenditoriali sotto l’egida del gruppo di appartenenza del quale aveva bisogno per contrastare l’invadenza della cosca mafiosa del territorio (‘ndrina CREA), e che fruiva così dei benefici economici della sua attività, altrimenti non conseguibili in territorio diverso da quello d competenza”.

Entrambi attendono speranzosi la scarcerazione. Ma, forse, non sono i soli a sperarvi.