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I progetti a Reggio Calabria: istruzioni per l’uso

marzo 15, 2009

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Qualche giorno fa, sul Quotidiano della Calabria, Peppe Baldessarro ci raccontava che altre due opere cittadine (di competenza dell’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria) sono stati bloccati, per vicissitudini varie.

Si tratta delle darsene di Catona e Pellaro, frazioni estreme del territorio di Reggio Calabria, posizionate, rispettivamente, a nord e a sud.

Andiamo con ordine.

Per quanto riguarda la darsena di Catona, il Tar della sezione di Reggio Calabria ha accolto il ricorso di alcuni proprietari terrieri cui era stata espropriata l’area su cui dovrebbe sorgere l’opera.

Adesso il Comune di Reggio Calabria dovrà

rinnovare per intero il procedimento, ponendo a base delle sue decisioni un progetto che tenga conto delle intervenute variazioni e in relazione al quale dovrà essere interamente ripetuto il percorso progettuale.

Insomma, in soldoni: strappare tutto, come si faceva a scuola, per i compiti fatti male, e ricominciare da capo. E questo non lo dico io, ma i magistrati del Tar.

Perchè tutto cio?

Perchè il progetto è vecchio di dieci anni e, nonostante le cose, in dieci anni, siano cambiate parecchio (è stato realizzato il lungomare, per esempio), nessuno ha ritenuto opportuno modificare alcunchè. L’opera, allo stato attuale, sarebbe finita parzialmente in mare.

Un dettaglio non di poco conto.

Mettiamo in moto la macchina e spostiamoci a Pellaro, dove dovrebbe essere costruita un’altra darsena.

In questo caso la situazione è molto più fluida: la darsena dovrebbe essere costruita in un luogo ad alto rischio di inondazioni.

Anche in questo caso, dettagli non di poco conto.

Ma, in fondo, direbbe qualcuno, è una questione di “rischio”. E i rischi, si sa, non sempre si tramutano in realtà.

Ma, forse, non è il caso di affidarsi alla scaramanzia.

Fatto sta che è dovuto intervenire il presidente del Consiglio Comunale, Aurelio Chizzoniti, che conosce bene Pellaro, che ha rimandato al mittente i documenti del cosiddetto “piano spiagge” (nel quale c’è anche il progetto della darsena di Pellaro) alla Commissione presieduta dal consigliere Morisani.

Progetti redatti male, insomma.

A volte sono i progetti, a volte sono le gare d’appalto.

Il risultato è, però, lo stesso: i progetti, talvolta i cantieri, si bloccano e, di conseguenza, i tempi di realizzazione si moltiplicano in maniera gargantuesca.

Come è capitato, alcuni mesi fa, ai cantieri di Piazza Italia, bloccati dal Tar, perchè il bando era irregolare:

l’art. 3 co. 2 del capitolato prestazionale prevede testualmente che “la valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa sarà effettuata applicando il metodo di calcolo specificato”, ma a ben guardare, nessun metodo di calcolo viene specificato. La violazione rilevata comporta, pertanto, l’illegittimità del bando e di tutti gli atti conseguenti di cui va disposto l’annullamento.

E anche qui, per essere precisi, non lo dico io che faccio il giornalista: lo dicono i giudici.

Io mi limito a scriverlo.