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Pensaci, Giacomino

ottobre 24, 2008

E’ uno bravo Giacomo Mancini junior.

E’ stimato a sinistra, ma è stimato a destra. Intrattiene rapporti cordiali con i sinistri, ma anche con i destri: questa, per esempio, è un’agenzia Asca di qualche mese fa, in cui l’ex deputato socialista si schiera al fianco del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti:

”Conosco il sindaco di Reggio Calabria e, sebbene abbia una formazione politica molto distante e differente dalla mia, lo considero un amministratore attento ai bisogni della sua comunita’ e un dirigente politico apprezzato anche al di fuori del suo partito e della sua coalizione e per questo, nel momento in cui e’ vittima di un ingiusto tentativo di infangare la sua onorabilita’, esprimo a Giuseppe Scopelliti la piu’ sentita solidarietà” . Lo ha dichiarato Giacomo Mancini, del Partito Socialista. ”Mi auguro – ha continuato Mancini – che gli schizzi di fango, che colpiscono Scopelliti, non siano il preludio ad una lunga campagna elettorale, combattuta con i veleni, le insinuazioni e alimentando i verminai. Se cosi’ dovesse essere – ha concluso Mancini – sarebbe l’ennesima sconfitta per la Calabria e per i calabresi”.

Giacomo Mancini junior è nipote di quel Giacomo Mancini che, insieme alla combriccola composta anche da Misasi e Pucci, nel 1970, la mise in quel posto, e senza vaselina, a Reggio Calabria. Ai tempi, infatti, il capo del Governo, quel briccone di Emilio Colombo, aveva promesso che sul capoluogo della Regione Calabria avrebbe deciso il Parlamento, ma Mancini, il cui fantoccio, in quei mesi convulsi, è stato più volte impiccato in città, minacciò la crisi di Governo qualora non fossero stati mantenuti i patti già stabiliti nei salotti della Capitale: capoluogo di regione a Catanzaro, università a Cosenza e le industrie, promesse tramite quella truffa del pacchetto-Colombo, a Reggio Calabria.

Dicevo, Giacomo Mancini è uno bravo: è giovane (ha 36 anni) si è abbracciato per una vita con la sinistra, con i Democratici di Sinistra (pace all’anima loro), con lo SDI, poi con la Rosa nel pugno. Adesso, però, sembra essere rimasto ammaliato dall’indiscutibile fascino di Re Silvio, ma, soprattutto, dal lauto compenso da parlamentare europeo, posto assicurato qualora effettuasse il salto dai Socialisti al Popolo della Libertà.

Sì, Giacomo Mancini è pronto a fare il salto della quaglia: al Pdl, con il culetto poggiato, a Bruxelles, su una comoda sedia del Parlamento Europeo.

Più di 12mila euro mensili, escludendo benefits, rimborsi, ecc. ecc.

Alcuni giornali, come nel calciomercato estivo, danno l’affare per concluso.

Io aspetto l’ufficialità e nel frattempo sono indeciso se fare un appello o stare zitto.

Che faccio lo dico? Lo dico o non lo dico?

Massì lo dico!

“Pensaci, Giacomino!”