Posts Tagged ‘patrizia d’addario’

Campioni si nasce

luglio 29, 2009

campioneindustries

Il Corriere della Sera e La Repubblica hanno dato grande risonanza alla notizia: addirittura maggiore di quella riservata alle donnine di Silvio Berlusconi e alla deposizione, presso la Procura della Repubblica di Bari, di Patrizia D’Addario.

La notizia:

Il gip del Tribunale di Agrigento Alberto Davico, su richiesta della Procura della Repubblica di Agrigento, ha disposto il sequestro preventivo dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. L’ospedale, sempre su richiesta del gip, dovrà essere sgomberato entro 30 giorni “a tutela dell’incolumità del personale sanitario ed amministrativo e dei degenti”.

Ma che problema ha l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento?

Ha il problema che, secondo i giudici, è costruito con materiali altamente scadenti: secondo la Procura nei pilastri ci sarebbe più sabbia che cemento. Nella motivazione di sequestro si legge in particolare che esisterebbero:

“Gravi carenze strutturali tali da esporre la struttura a gravissimo rischio sismico”.

Ho letto la notizia da più parti, l’ho ascoltata in tv, cercavo di capire chi avesse costruito questo nosocomio, inaugurato appena cinque anni fa.

Ma nessuno lo ha detto.

Eppure bastava cercare un po’. Ma, d’altronde, se il giornalismo e la religione cristiana sono in crisi ciò è dovuto, forse, anche all’assenza di “uomini di buona volontà”.

Comunque sia, lo dico io chi ha costruito l’ospedale di Agrigento.

Segnatevi questo sito: campioneindustries.com

La Campione Industries S.p.A. è, copio e incollo dal sito della ditta, un’azienda costituita nel 1986 con la ragione sociale di “EDILMECCANICA G.CAMPIONE S.r.l.” e trasformata nel 2007 in società per azioni. Ha sede ad Agrigento e un capitale di € 1.000.000,00.

Bene, ricordate il sito?

Basta farci un giro e, tra le principali opere eseguite, con tanto di foto come vanto, potrete vedere voi stessi che la Campione Industries ha realizzato proprio l’ospedale di Agrigento, che figura per primo nel lungo elenco che l’azienda può vantare.

Vi allego una foto, a scanso di equivoci.

E meno male che ci sono io… 😀

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Silvio, gli inglesi e le siringhe

giugno 28, 2009

financial_times

Una volta letto per intero questo post qualcuno potrebbe pensare che, per raccontarvi come gli inglesi a volte facciano informazione, io stia difendendo Berlusconi. Vi prego, rinsavite e rileggete ben bene, perchè non è questo il mio intento.

Ricapitoliamo. Il 25 giugno scorso il Financial Times, organo di informazione inglese, pubblica un lungo articolo nel quale sostiene di aver consultato “alte fonti governative” pronte a prendere le distanze da Berlusconi in seguito agli squallidi scandali in cui è attualmente coinvolto.

Ecco cosa scrive il Financial Times:

“Non siamo ancora al fuggi fuggi, ma importanti alleati di Silvio Berlusconi nella coalizione di governo stanno già contemplando un futuro senza di lui”.

E’ alquanto bislacca la tesi del Financial Times, soprattutto quando riporta questo virgolettato, attribuendolo a uno dei ministri del Governo Berlusconi:

“Questo è uno scenario completamente nuovo, il panorama sta mutando”

Sono tutte frasi attribuite a ministri in carica e tutto appare assai sospetto se si pensa che tali ministri, che pure non brillano per coraggio e schiena dritta, avrebbero chiesto che fosse mantenuto l’anonimato su tali, esplosive, dichiarazioni, rimanendo certi di non incappare in nessuna fuga di notizie.

Insomma il classico “le cose stanno così, ma non dire in giro che te l’ho detto io”. E si sono fidati sulla parola.

Oggi, invece, il Sunday Times, un altro giornale britannico, scrive che persino il fedele Gianni Letta, il factotum di Berlusconi, sarebbe persino arrivato a rifiutare cene private col Cavaliere!

E le fonti sarebbero sempre i tanti paventati confidenti, spioni, all’interno del Governo.

Gole profonde, insomma, tanto per usare un termine che ben si adatta anche ai festini di Palazzo Grazioli e/o Villa Certosa.

La verità, purtroppo, è un’altra: la verità è che Berlusconi è saldamente in sella al proprio incarico, conferitogli democraticamente da un popolo miope e che nessun suo ministro avrebbe mai e poi mai personalità, coraggio e dignità per dissociarsi da un Premier per il quale i festini sono certamente il male minore rispetto a tante altre cose che tutti ben conosciamo.

E se la stampa italiana, con l’eroe Minzolini in testa, è quella che è, la stampa inglese, d’altra parte, continua a millantare contatti, confidenze e scoop. E la mente va al 1995 quando una troupe della Bbc, la principale televisione inglese, pensò bene di realizzare un documentario che testimoniasse il degrado e la pericolosità di Reggio Calabria, appena uscita dalla sua sanguinosissima guerra di mafia.

Peccato che le siringhe e i profilattici sparsi sul Corso Garibaldi, la principale via di Reggio Calabria, che avrebbero sancito una realtà da Bronx, li aveva messi proprio la Bbc!

In quel caso arrivarono le scuse. Oggi?