Posts Tagged ‘pdl’

Solidal network

luglio 15, 2009

pdl

Nota stampa dei coordinatori del Popolo della Libertà in Calabria, Giuseppe Scopelliti e Tonino Gentile, 3 luglio 2009:

Il coordinatore regionale del PDL Giuseppe Scopelliti e il Vice Coordinatore Tonino Gentile, personalmente e a nome dell’intero partito, esprime solidarietà all’on. Angela Napoli per le minacce da lei ricevute da parte di sconosciuti. E’ inaccetabile – sottolinea Scopelliti – che un parlamentare della Repubblica, che continui a dimostrare il proprio impegno in favore della Calabria e contro le devianze prodotte dalla criminalità comune ed organizzata, venga così pesantemente minacciata da chi, magari, vede nella sua azione politica un ostacolo alla realizzazione di obiettivi che hanno ben poco con lo sviluppo del nostro territorio e la difesa della legalità. All’on. Angela Napoli, Scopelliti, Gentile rivolgono l’invito a proseguire nella sua azione in difesa della democrazia ed in favore del cambiamento socio-economico oltre che politico di una terra, la Calabria, che necessità del contributo di tutti per uscire non solo dall’isolamento, ma anche dalle secche in cui una certa politica l’ha relegata.

Nota stampa dei coordinatori del Popolo della Libertà in Calabria, Giuseppe Scopelliti e Tonino Gentile, 14 luglio 2009:

Il coordinatore ed il vicecoordinatore regionale del PdL, Giuseppe Scopelliti e Tonino Gentile,  esprimono  solidarietà  all’on. Pino Galati e all’ex presidente della Giunta Regione Giuseppe Chiaravalloti , in relazione alla vicenda giudiziaria che, loro malgrado,  li  vede coinvolti. Siamo certi che gli interessati  – scrivono Scopelliti e Gentile –  sapranno dimostrare, come da loro sostenuto, l’estraneità ai fatti.  Alla magistratura, nei confronti della quale riponiamo grande fiducia, chiediamo che, nel più breve tempo possibile, faccia chiarezza sull’intera vicenda e restituire così tranquillità agli interessarti ed allo loro famiglie.

Fermo restando che Chiaravalloti e Galati, solamente indagati, hanno capacità e competenze per dimostrare la loro estraneità ai fatti che gli vengono contestati, è curioso notare come i due comunicati stampa siano molto simili nella struttura.

L’unica differenza è che il primo è indirizzato all’onorevole Angela Napoli, oggetto di minacce mafiose, il secondo è indirizzato a due uomini, indagati nell’ambito di un’inchiesta sui finanziamenti pubblici che sono stati erogati per la realizzazione di una centrale per la produzione di energia elettrica a turbogas nel comune di Scandale, nel crotonese.

Indagati. Non si tratta nè di una minaccia, nè di un agguato. Si tratta di un’indagine che, come capita a molte indagini, potrà fare il classico “splash”, il buco nell’acqua, certificando la limpidezza dei comportamenti dei due indagati. Ma al momento è un’indagine. Un’indagine coordinata da un giovane pubblico ministero, Pierpaolo Bruni. Un pubblico ministero che vive sotto scorta, per il quale le cosche, secondo quanto emerso, avevano progettato un attentato, prevedendo anche l’uso del bazooka.

Annunci

C’è da crederci?

gennaio 19, 2009

partitodemocratico1

E se stavolta facessero sul serio?

Naccari, Battaglia, Bova, Minniti. Ci sono tutte le correnti del Partito Democratico per l’investitura di Peppe Strangio, attuale capo di gabinetto proprio di Giuseppe Bova, che, dal prossimo 26 gennaio (si voterà il 25) sarà il nuovo presidente provinciale del movimento.

Dal Pd scelgono, ancora una volta, una candidatura unitaria.

Dopo l’acclamazione di Marco Minniti, il 14 ottobre del 2007, dopo le pessime primarie del movimento giovanile che, qui a Reggio, presentavano 25 candidati per 25 posti disponibili, adesso anche il presidente provinciale verrà nominato, anzichè essere eletto.

Però questa volta c’erano tutti. C’erano i Riformisti, c’era l’area Loiero (Progetto Democratico Meridionale), c’era, ovviamente l’area di Bova che, presentando il nome di Strangio ha vinto la contesa.

Sì perchè sul nome di Strangio credo che in pochi possano storcere il naso. Persona preparata, professionista serio, ecc. ecc.

Non sono bravo a fare marchette.

Insomma, il nome di Strangio potrebbe essere quello giusto. Ciò che mi lascia perplesso sono, ancora una volta, le modalità.

Si procede, ancora una volta, per nomina. E questo non mi piace.

Mi chiedo: Peppe Strangio è l’unico candidato perchè c’è effettivamente convergenza sul suo nome, sulle sue idee, sulla sua linea politica o assistiamo, ancora una volta, a un appiattimento tipicamente calabrese frutto del clientelismo e della voglia di “non muovere nulla”?

Con la nomina di Minniti e con la vergogna delle primarie del Pd Giovani è stato così.

Il Partito Democratico era nato come un movimento nuovo e, se spulciate i miei vecchi post, potrete notare che era riuscito a catturare la mia fiducia.

Quando ho visto l’acclamazione di Minniti, i contrasti insanabili in seno al partito e alcune logiche perverse (insisto sulle primarie del movimento giovanile) anche da parte di quelli che Montecristo, su Calabria Ora, ha definito brillantemente “giovani vecchi”, allora ho capito che di cambiamento, in Calabria, non ne avrei visto.

E le vicende nazionali hanno alimentato il mio malumore.

Adesso il Pd sembra voler cambiare pagina.

Se si vorrà differenziare dal Pdl dovrà farlo veramente.

I professionisti dell’Antimafia

novembre 5, 2008

professionisti_antimafia

Finalmente martedì prossimo si insedierà la nuova Commissione parlamentare antimafia, la cui presidenza verrà affidata, presumibilmente, all’ex ministro dell’Interno, Beppe Pisanu.

Prima di giocare un po’, dico subito che poteva andare molto peggio: all’interno della commissione bicamerale ci sono personaggi di ottimo spessore che hanno fatto della lotta alla criminalità organizzata una ferma battaglia nel corso della loro attività politica. Penso ad Angela Napoli e Fabio Granata, del Pdl, penso a Beppe Lumia, che è, sicuramente, il politico che più stimo in Italia, penso agli ex prefetti Luigi De Sena e Achille Serra, del Pd.

Purtuttavia, tra i componenti della commissione c’è anche qualche personaggio un po’ birichino, per svariati motivi.

A cominciare dal probabile presidente, Beppe Pisanu, intercettato insieme con Luciano Moggi, si interessa per il la Torres Calcio. Coinvolto nello scandalo P2; Beppe Pisanu in persona è stato interrogato, l’ottobre 2005, dalla procura di Cagliari: a proposito di un presunto giro di favori nel corso dell’inchiesta sulla maxi-truffa Ranno-Fideuram per corruzione, peculato, truffa e riciclaggio.

C’è poi Alfonso Papa, del Pdl: magistrato napoletano in aspettativa, vicecapo di gabinetto del ministero della Giustizia sotto i ministeri Castelli e Mastella, viene indagato dal Tribunale dei ministri di Roma per abuso d’ufficio patrimoniale per alcune consulenze “facili” insieme allo stesso Castelli e ad altri dirigenti di Via Arenula. Ma si salva dal processo grazie al voto del Senato, che nel dicembre 2007 respinge la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro leghista e dei suoi collaboratori, regalando l’immunità parlamentare anche a quelli che parlamentari non sono. Come, appunto, Papa.

C’è Carlo Vizzini, del Pdl, condannato in primo grado a 10 mesi e salvato dalla prescrizione in appello per il finanziamento illecito di 300 milioni di lire dalla maxitangente Enimont; assolto dal Tribunale dei ministri di Roma dall’accusa di aver preso tangenti quand’era ministro socialdemocratico delle Poste.

C’è Francantonio Genovese, del Pd, ex sindaco di Messina, decaduto per un’opposizione alla regolarità della competizione elettorale, legata alla mancata presenza del simbolo del Nuovo PSI di Gianni De Michelis, a seguito della quale, quasi un anno dopo, il TAR di Catania dichiarò nulle le stesse elezioni.

C’è Luigi Li Gotti, che non ha alcuna pendenza con la Giustizia, ma che è conosciuto per essere stato difensore di noti pentiti quali Tommaso Buscetta, Totuccio Contorno e Giovanni Brusca. Un po’ contraddittorio, dunque.

C’è Luigi Lazzari, del Pdl, già assessore di San Cassiano, in provincia di Lecce, che, dopo appena un anno si dimette insieme al gruppo di maggioranza che amministra il Paese a seguito di vicende giudiziarie che riguardano il “suo” sindaco Raffaele Petracca.

C’è Antonio Gentile, del Pdl, che nel 1987 fu arrestato per la mala gestione della Carical (3500 miliardi di buco. Il processo, comunque, non portò ad alcun tipo di colpevolezza da parte di Gentile.

C’è infine Carolina Lussana, della Lega Nord, moglie del deputato del Pdl, Giuseppe Galati, ex Udc, indagato a Catanzaro per associazione a delinquere, truffa e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Il pm Luigi De Magistris (nell’indagine «Poseidone», poi avocata dal procuratore Mariano Lombardi) ipotizza che Galati facesse parte di un comitato d’affari che si occupava di spartire tra i vari partiti i fondi pubblici stanziati dalla Regione e dall’Unione europea.

C’è poi Tonino Di Pietro, ma su di lui meglio non parlare…

Guai a chi s’impiccia

giugno 16, 2008

Giorgio Armani ha dichiarato che “Berlusconi salverà il Paese”.

Non è bello che Santo Versace, deputato del Pdl, lasci intromettere la concorrenza in questioni private.

Attendo una controreplica per mettere i puntini sugli i.