Posts Tagged ‘politica calabrese’

Nel caos di Idv Calabria l’unico a non tuffarsi nella gazzarra è il “non politico”

agosto 19, 2009

DeMagistris

da www.strill.it

Quando il gatto non c’è, i topi ballano. Antonio Di Pietro, tra Roma e Milano, è troppo impegnato nella propria battaglia personale contro Berlusconi e così, a livello locale, rischia di perdere il polso della situazione del partito di cui è fondatore e presidente. Per carità, il discorso vale esclusivamente per il territorio che, per fortuna o purtroppo, strill.it segue giornalmente: la Calabria.

Eh sì, perché magari in Molise, in Abruzzo, in Puglia, in Veneto o in chissà quale altra regione della Penisola, Italia dei Valori scoppia di salute.

Ma in Calabria proprio no.

Intendiamoci, il risultato alle recenti Elezioni Europee di Italia dei Valori è stato esaltante, in Calabria, come nel resto d’Italia. Ma la fiducia accordata va rinnovata giorno dopo giorno e la retta via non è rappresentata di certo dalle lotte intestine.

Quando sono i giovani a dover riprendere gli adulti, infatti, vuol dire che le cose sono lontane anni luce dalla normalità. La nota di qualche giorno fa dei Giovani di Idv Calabria dovrebbe riecheggiare nelle orecchie dei dirigenti territoriali del partito come una sirena assordante, proprio perché viene dall’unica parte, gli under 30 appunto, nelle condizioni, se ne avranno le capacità, s’intende, di operare in Calabria quel cambiamento più volte auspicato e invocato da Di Pietro & C.

La nota dei Giovani di Idv, infatti, è assai forte. C’è un incipit come questo, per esempio: “C’è sempre una misura passata la quale il vaso, già colmo, trabocca e si può frantumare facendo molto rumore. Questa misura, purtroppo, all’interno del nostro partito calabrese avvertiamo sia stata raggiunta”, ci sono poi espressioni come “mettere la parola fine a questo sciame litigioso” e ancora “noi giovani siamo stanchi di questo vecchio modo di far politica”. Frasi dure che danno la misura del clima che si respira all’interno di Idv in Calabria.

Italia dei valori segue, sotto questo punto di vista, le orme di Pdl e Pd: Feraudo contro Misiti, Misiti contro Feraudo, Arlacchi contro tutti, ecc.ecc.

Facendo, brevemente, ordine: che i rapporti tra Maurizio Feraudo, consigliere regionale, e Aurelio Misiti, segretario regionale del partito siano pressoché inesistenti è storia acclarata. Feraudo, sconfitto da Misiti in un turbolento congresso del  2 dicembre 2007, sfociato in una maxirissa che rese necessario l’intervento dei Carabinieri, da allora non si è più allineato alla strategia della segreteria regionale. Misiti, dal canto suo, ha tirato dritto per la propria strada, facendo a meno, di fatto, dell’azione politica del consigliere Feraudo, unica espressione di Idv in Consiglio Regionale.

E non finisce qui.

Elezioni Europee, il professore Pino Arlacchi, celebre studioso di fenomeni criminali,  viene eletto Parlamentare a Bruxelles e impiega pochi mesi per inimicarsi l’intero partito calabrese: “La posizione di Misiti è del tutto personale”, dice dopo una nota del segretario regionale che apprezza la recente legge, approvata dal Consiglio, riguardante l’istituzione delle primarie per i candidati a Governatore.

Apriti cielo.

Arlacchi viene ripreso in malo modo con una nota dell’intero partito calabrese, compresi i tre giovani (Quartuccio, Imbalzano e Napoli) che invece adesso firmano la nota di dissenso nei confronti di tutto e tutti.

Beghe di partito che coinvolgono uomini di partito: Misiti, Feraudo, Arlacchi.

Un tempo la gente si sarebbe stufata: oggi, però, la soglia di sopportazione (o di indifferenza, fate voi) ha alzato sensibilmente la propria asticella.

In tutto questo marasma, però, tanto per dare un ceffone agli oppositori dell’antipolitica (incluso chi scrive), l’unico a non essere nemmeno stato sfiorato da controversie, litigi, scaramucce e polemiche è un “novizio”, uno che la politica, dal suo interno, la conosce solo da pochi mesi: l’ex sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, oggi parlamentare europeo.

De Magistris, eletto presidente della Commissione Controllo Bilancio dell’Unione Europea, sembra aver scelto una strada diversa; non ha abbandonato la Magistratura, come invece aveva annunciato, ma, almeno, allo stato attuale, si tiene fuori da ogni “scazzottata”, e, anzi, si mostra molto più interessato a vicende concrete, soprattutto inerenti il Mezzogiorno e i problemi a esso collegati: il Ponte sullo Stretto, le gabbie salariali, il mancato scioglimento del Comune di Fondi per infiltrazioni mafiose, la cattura di Paolo De Stefano.

Altre battaglie, altro tipo di visibilità.

Fino a quando il “lider maximo”, Tonino Di Pietro, forse troppo impegnato per mettere un po’ d’ordine in Calabria, non si accorgerà che la figura di questo dottor De Magistris, forse, crea un po’ troppa ombra…

Annunci

Solidal network

luglio 15, 2009

pdl

Nota stampa dei coordinatori del Popolo della Libertà in Calabria, Giuseppe Scopelliti e Tonino Gentile, 3 luglio 2009:

Il coordinatore regionale del PDL Giuseppe Scopelliti e il Vice Coordinatore Tonino Gentile, personalmente e a nome dell’intero partito, esprime solidarietà all’on. Angela Napoli per le minacce da lei ricevute da parte di sconosciuti. E’ inaccetabile – sottolinea Scopelliti – che un parlamentare della Repubblica, che continui a dimostrare il proprio impegno in favore della Calabria e contro le devianze prodotte dalla criminalità comune ed organizzata, venga così pesantemente minacciata da chi, magari, vede nella sua azione politica un ostacolo alla realizzazione di obiettivi che hanno ben poco con lo sviluppo del nostro territorio e la difesa della legalità. All’on. Angela Napoli, Scopelliti, Gentile rivolgono l’invito a proseguire nella sua azione in difesa della democrazia ed in favore del cambiamento socio-economico oltre che politico di una terra, la Calabria, che necessità del contributo di tutti per uscire non solo dall’isolamento, ma anche dalle secche in cui una certa politica l’ha relegata.

Nota stampa dei coordinatori del Popolo della Libertà in Calabria, Giuseppe Scopelliti e Tonino Gentile, 14 luglio 2009:

Il coordinatore ed il vicecoordinatore regionale del PdL, Giuseppe Scopelliti e Tonino Gentile,  esprimono  solidarietà  all’on. Pino Galati e all’ex presidente della Giunta Regione Giuseppe Chiaravalloti , in relazione alla vicenda giudiziaria che, loro malgrado,  li  vede coinvolti. Siamo certi che gli interessati  – scrivono Scopelliti e Gentile –  sapranno dimostrare, come da loro sostenuto, l’estraneità ai fatti.  Alla magistratura, nei confronti della quale riponiamo grande fiducia, chiediamo che, nel più breve tempo possibile, faccia chiarezza sull’intera vicenda e restituire così tranquillità agli interessarti ed allo loro famiglie.

Fermo restando che Chiaravalloti e Galati, solamente indagati, hanno capacità e competenze per dimostrare la loro estraneità ai fatti che gli vengono contestati, è curioso notare come i due comunicati stampa siano molto simili nella struttura.

L’unica differenza è che il primo è indirizzato all’onorevole Angela Napoli, oggetto di minacce mafiose, il secondo è indirizzato a due uomini, indagati nell’ambito di un’inchiesta sui finanziamenti pubblici che sono stati erogati per la realizzazione di una centrale per la produzione di energia elettrica a turbogas nel comune di Scandale, nel crotonese.

Indagati. Non si tratta nè di una minaccia, nè di un agguato. Si tratta di un’indagine che, come capita a molte indagini, potrà fare il classico “splash”, il buco nell’acqua, certificando la limpidezza dei comportamenti dei due indagati. Ma al momento è un’indagine. Un’indagine coordinata da un giovane pubblico ministero, Pierpaolo Bruni. Un pubblico ministero che vive sotto scorta, per il quale le cosche, secondo quanto emerso, avevano progettato un attentato, prevedendo anche l’uso del bazooka.

Mister 1300 preferenze

novembre 29, 2008

partito_democratico

Avevo risparmiato dalle mie analisi le primarie farsa del movimento giovanile del Partito democratico, ma, scrivendo, il caro Antonino Castorina (uno degli eletti a tavolino, a Reggio Calabria, nell’Assemblea Nazionale) a volte istiga in maniera irrefrenabile i miei polpastrelli.

Proprio ieri, sfogliando CalabriaOra a pagina 6, leggo un comunicato intitolato “Non si può generalizzare”, a firma proprio di Antonino Castorina:

Ho letto in questi giorni diverse opinioni e interventi usciti su questo giornale rispetto a quanto accaduto in occasione delle primarie dei giovani democratici.
Non si può fare di tutta l’erba un fascio, non si può generalizzare tutto, perché c’è chi come me, crede realmente nel cambiamento ed in un partito serio, e si spende ogni giorno per questo tanto da essere sì cooptato, tra l’altro da me medesimo, visto che rappresento l’area riformista (quella con Naccari) ma con più di 1300 preferenze di sopra.

Bravo! Anche io credo nel cambiamento (non solo politico) delle cose.

Ma, tutto questo, cosa c’entra con l’argomento in questione?

“Non fare di tutta l’erba un fascio”, dice Antonino Castorina. 

Sono d’accordo anche su questo.

E infatti leggete bene cosa è successo vicino ai monti della Sila: sedici giovani, tutti di area Red a Cosenza, quella guidata dall’ultimo segretario calabrese dei Democratici di sinistra, Carlo Guccione, hanno deciso di lasciare il loro posto di delegati alle assemblee costituenti nazionale e regionale dei Democratici junior.

“Questo non è certamente il nostro Pd”, dicono.

A Reggio Calabria, invece, dove sono stati presentati tanti candidati quanti i posti disponibili nessuno si è dimesso.

E’ giusto dire che non si possono accomunare i giovani pidini di Reggio ai sedici cosentini che hanno avuto decenza e dignità di lasciare la poltroncina. “Non si può fare di tutta l’erba un fascio”.

Quindi Antonino Castorina ha ragione.

Ma Antonino Castorina crede nel cambiamento.

Cosa c’entra questo con le primarie farsa?

All’apparenza ben poco, ma, con un’attenta analisi devo dire che il Pdl (tanto per citare un partito a caso) di birichinate ne combina ogni giorno, ma, che io sappia, primarie di questo genere mancano all’elenco.

Quindi, anche da questo punto di vista, il Pd si conferma essere il vero e unico partito del cambiamento. Il partito che ha portato la novità.

E questo Antonino Castorina l’aveva capito, probabilmente, fin dalle elezioni-farsa del segretario regionale, quelle che avevano visto Marco Minniti prevalere sul nulla, essendo l’unico candidato calabrese.

Ti piace vincere facile?

Iscriviti nel Pd!

Non devo esagerare, però. Perchè Antonino Castorina rivendica, giustamente, le sue 1300 preferenze!

Capperi!

1300 preferenze!

Ecco su questo punto preferisco non rispondere, ci ha già pensato quel cattivone di Montecristo, sempre su CalabriaOra (a pagina 7) che, nel commento “Datevi una calmata giovani-vecchi”, scrive:

Suvvia Castorina, ma preferenze de che se a Reggio è stato impedito anche fisicamente ad altri giovani di candidarsi?

Certo che, Montecristo non è stato per niente carino a definire Castorina un “giovane-vecchio”: non è di certo un reato essere amico di Naccari e non è nemmeno un reato essere amico di Carlizzi.

Mister 1300 preferenze sarebbe stato un nomignolo molto più azzeccato ed elegante.

La verità è che, a causa di Berlusconi, purtroppo essere di destra (o di centrodestra) è diventata una barzelletta, ma solo grazie a movimenti come il Partito democratico lo stesso Berlusconi riuscirà a rimanere in sella fino alla fine dei suoi giorni.

E questa è la colpa più grave.