Posts Tagged ‘pubblico ministero’

Carta canta – Luigi De Magistris…ancora

luglio 28, 2009

luigidemagistris

Per fortuna che, in momenti di magra, arriva sempre un aiuto dall’alto…

Luigi De Magistris 18/03/2009 – Agenzia Apcom:

«Eletto o no, lascio la magistratura per sempre»: lo dice l’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, annunciando, in una conferenza stampa alla Camera, la sua candidatura alle elezioni europee come indipendente nelle liste dell’Italia dei valori. «Per me la politica diventa una scelta di vita, una scelta irreversibile – spiega de Magistris – Ho da poco passato i 40 anni e credo che questa esperienza occuperà i prossimi anni perchè è un progetto che non si realizza in tre mesi o in un anno».

Agenzia Ansa 28/07/2009:

Non lascia, almeno per ora, la magistratura l’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, adesso eurodeputato con l’Italia dei valori e che all’annuncio della sua candidatura aveva definito la propria scelta irreversibile, spiegando che non sarebbe più tornato a indossare la toga. Accogliendo una sua specifica richiesta, il plenum del Csm lo ha collocato in aspettativa a partire dal 14 luglio scorso e per tutta la durata del mandato politico. Un “atto dovuto”, spiegano a Palazzo dei marescialli.

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Il coraggio: o ce l’hai, o non ce l’hai…

marzo 10, 2009

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Nell’ambito dell’inchiesta “Testamento”, Orsola Fallara, dirigente comunale del settore finanze, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Avrei voluto scrivere qualcosa in merito, ma Giusva Branca, il diretùr, ha fatto prima di me e ha centrato il fulcro della discussione molto meglio di quanto avrei saputo fare io. Ecco l’articolo apparso su strill.it:

di Giusva Branca – La legge guida e regola – o dovrebbe farlo – ogni comportamento.
A maggior ragione se si tratta di dinamiche relative a materia delicatissima quale il processo penale.

Accade che, interrogata in aula – come teste – nell’ambito del processo “Testamento”, la dirigente del settore finanze del Comune, Orsola Fallara si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

Fallara, in realtà non era una semplice teste, ma, come si dice in gergo tecnico, “indagata di reato connesso”.

Cioè nel processo “Testamento” è una semplice teste, ma per altro procedimento, in qualche modo collegato a “Testamento”, è, invece, iscritta nel registro degli indagati, la qual cosa potrebbe in astratto portarla sul banco degli imputati o, viceversa, vederla destinataria di un provvedimento di archiviazione.

E’ ben chiaro che non rispondendo alle domande dei Pm Lombardo e Galletta che volevano saperne di più circa due finanziamenti ottenuti, secondo la ricostruzione accusatoria, ad altrettante società riconducibili al clan dei Libri, Orsola Fallara ha semplicemente esercitato un suo legittimo diritto.

Le valutazioni etiche, però, sono altra cosa e sono direttamente riconducibili al ruolo ed alle responsabilità pubbliche in capo a chi presta la propria opera per la Pubblica Amministrazione.

In tempi complicati, su scala nazionale, di intrecci pericolosi tra affare, malaffare e soldi pubblici, la trasparenza è requisito fondamentale ed imprescindibile per amministrare denaro e cosa pubblica.

Non è bello, per un cittadino, sapere che, a domanda precisa circa le modalità di spesa di soldi pubblici il dirigente preposto – pur esercitando un suo legittimo diritto, previsto genericamente – si dimentichi di non essere un “quisque de populo” e, sfuggendo a responsabilità di ordine morale faccia scena muta.

D’altra parte, in altro procedimento, sia il Sindaco Scopelliti che il city manager Franco Zoccali hanno risposto alle domande esponendosi – come è giusto che sia – anche a censure giornalistiche.

Ma, abbiamo imparato dai “Promessi Sposi”, se uno non ce l’ha, il coraggio non se lo può dare

In sostegno dei giudici onesti

gennaio 28, 2009

magistrati

Parlerò dell’Associazione Nazionale Magistrati, più nota come ANM.

Non ha mosso un dito quando Luigi De Magistris è stato ripetutamente delegittimato, a causa delle proprie inchieste in Calabria su comitati d’affari che avrebbero rubato decine di milioni di euro.

Non ha mosso un dito nemmeno quando lo stesso Luigi De Magistris (reo, a mio avviso, soprattutto di essersi affidato, nelle proprie battaglie mediatiche a Grillo & C.) è stato trasferito da Catanzaro, dove operava, venendo spedito a Napoli, senza avere più la possibilità di svolgere funzioni da pubblico ministero.

Non ha mosso un dito quando Clementina Forleo, ai tempi Giudice per le indagini preliminari di Milano ha avuto la sfortuna di imbattersi in inchieste che, per una volta, non coinvolgevano pidiellini assortiti, ma i sinistri Fassino, D’Alema e Latorre.

Non ha mosso un dito quando la stessa Clementina Forleo è stata punita, venendo spedita a Cremona, in punizione.

Poi, in epoca più recente, una Procura, quella di Salerno, si è messa a indagare, legittimamente, su un’altra Procura, quella di Catanzaro, che avrebbe messo in atto un vero e proprio complotto contro Luigi De Magistris. In quel caso, il Consiglio Superiore della Magistratura non ha trovato niente di meglio che azzerare entrambe le Procure, così, per non saper nè leggere, nè scrivere.

L’Anm non ha fatto niente neanche in questo caso. Uno dei magistrati trasferiti, Gabriella Nuzzi, ha recentemente lasciato abbandonato l’associazione.

E non è la prima.

E allora, forse, aveva ragione Giovanni Falcone quando scriveva:

Se i valori dell’autonomia e dell’indipendenza sono in crisi, ciò dipende, a mio avviso, in misura non marginale anche dalla crisi che, ormai da tempo, investe l’Associazione dei giudici, rendendola sempre più un organismo diretto alla tutela degli interessi corporativi e sempre meno il luogo di difesa e di affermazione dei valori della giurisdizione nell’ordinamento democratico… le correnti dell’Associazione Nazionale Magistrati – anche se, per fortuna, non tutte in egual misura – si sono trasformate in macchine elettorali per il Consiglio Superiore della Magistratura e quella occupazione delle istituzioni da parte dei partiti politici, che è alla base della questione morale, si è puntualmente presentata in seno all’organo di governo della Magistratura; con note di pesantezza sconosciute anche in sede politica. La caccia esasperata e ricorrente al voto del singolo magistrato e la difesa corporativa della categoria sono divenute, in alcune correnti più delle altre, le attività più significative della vita associativa e, al di là di mere declamazioni di principio, nei fatti il dibattito ideologico è scaduto a livelli intollerabili.

Era il 5 novembre del 1988. A distanza di quasi 21 anni, oggi, a piazza Farnese, a Roma, è giusto scendere in piazza per dare solidarietà e sostegno ai giudici onesti come Luigi Apicella che, da procuratore capo di Salerno, ha ritenuto opportuno indagare sulle presunte irregolarità della Procura di Catanzaro. Un magistrato cui è stato tolto l’incarico e a cui, fatto unico nella storia della Repubblica, è stato sospeso lo stipendio!

Anche in questo caso l’Anm non ha mosso un dito.

Io non potrò essere in piazza e mi dispiace, ma, permettetemi di ripeterlo: è giusto scendere in piazza a favore dei giudici onesti.

Ce ne sono ancora, grazie a Dio.