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Politica da ombrellone

febbraio 5, 2009

palazzo_san_giorgio

da www.strill.it

di Giusva Branca e Claudio Cordova – Centrodestra e centrosinistra: due facce della stessa medaglia. In provincia di Reggio i problemi delle due coalizioni sono crescenti e, in qualche modo, speculari e caratterizzati dal medesimo immobilismo. I mesi sono passati inutilmente e lo stato dell’arte è quasi il medesimo di quando eravamo tutti sotto l’ombrellone. 

Focus sul centrosinistra
L’opposizione non si comporta da opposizione o, peggio ancora, non esiste. Demetrio Delfino, consigliere comunale di Reggio Calabria, appartenente a Rifondazione Comunista, avrebbe inviato una lettera, lo scorso primo ottobre, al proprio segretario provinciale,  Antonio Larosa, e, per conoscenza, ai componenti della segreteria del Prc, con un durissimo atto di accusa nei confronti dei suoi stessi colleghi che siedono tra gli scranni del centrosinistra in Consiglio Comunale.

Delfino non scopre l’acqua calda, per carità.

Che l’opposizione, a Palazzo San Giorgio, abbia dei grossi, enormi, problemi, è un fatto, oggettivo, detto e scritto più volte. Fin dalla candidatura, poi finita in disfatta, di Eduardo Lamberti Castronuovo, rivale di Scopelliti, la coalizione di centrosinistra ha sempre dato segni di eccessiva eterogeneità, parola che, non a caso, fa rima con fragilità.

Fin dalla campagna elettorale, alcuni candidati scelsero di omettere, sui propri manifesti di propaganda, la dicitura “con Lamberti sindaco”.

Qualcuno, oggi, siede anche in Consiglio Comunale.

Insomma, la spaccatura all’interno del centrosinistra reggino è storia vecchia, nota e, soprattutto, incontrovertibile. Ma lettera che Delfino avrebbe scritto e inviato ai vertici del proprio partito, cambierebbe, e anche di parecchio, lo scenario, perché a denunciare, oltre che le spaccature, anche il comportamento dell’opposizione non sarebbero più i giornalisti, sciacalli inaffidabili, ma sarebbe un membro della stessa minoranza.

Parlando della coalizione di centrosinistra, Delfino, descriverebbe al proprio segretario provinciale una realtà non coesa, non compatta, che affronta la politica dentro il Palazzo a compartimenti stagni.

Un’accozzaglia di partiti, insomma. E’ bene ricordare, infatti, che, oltre al gruppo, mai costituito, del Partito Democratico, composto da ex Ds e Margherita e da un esponente del Pdm, l’opposizione alla Giunta Scopelliti si avvale anche di un consigliere del Pdci, di un esponente dell’Udeur, di un indipendente, e dello stesso Delfino, di Rifondazione Comunista.

La politica che marcia a “gruppetti”, senza un coordinatore in grado di dare un indirizzo politico all’esigua forza di contrasto delle minoranze che, in una democrazia, è anche più importante dell’azione degli amministratori. Azione di contrasto impossibile dato che il Pd, secondo la lettera-denuncia di Delfino, spaccato al suo interno, avrebbe sempre messo al margine del dibattito politico l’ala della cosiddetta “sinistra radicale”.

E per chi segue con assiduità e attenzione le vicende del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, è facile capire, fin da subito, che tali affermazioni non sarebbero affatto fantascientifiche, ma assai aderenti alla realtà e al comportamento, talvolta bislacco e inspiegabile, di alcuni consiglieri comunali del centrosinistra.

Ritornando alla missiva, Delfino accuserebbe anche alcuni consiglieri, uno in particolare, di “flirtare” con la maggioranza, di dare vita a inciuci con il centrodestra, con preciso riferimento a una votazione per il riequilibrio di bilancio, di qualche mese fa. Un atteggiamento imbarazzante che farebbe perdere credibilità all’intera coalizione.

Atteggiamenti strani, controversi, talvolta ridicoli, sui quali avrebbe dovuto e potuto spingere con maggiore insistenza l’informazione locale, che, come l’opposizione politica, dovrebbe essere il “cane da guardia” della democrazia.

Le proteste di Delfino sono sicuramente tardive, ma sbattono contro un muro di gomma. Vista la data della missiva (1 ottobre 2008), forse il consigliere del Prc avrebbe voluto scatenare una nuova “rivoluzione d’ottobre”. Una speranza disattesa, a quanto pare, dallo stesso segretario provinciale Antonio Larosa: nelle ultime righe della lettera al partito, Delfino, infatti, avrebbe chiesto a Larosa la convocazione di una riunione con i dirigenti del Pd. Una sorta di chiarimento con quelli che avrebbero dovuto e dovrebbero essere gli alleati e un’occasione, ottimisticamente parlando, per elaborare sinergie comuni per dare vita a un’opposizione seria alla Giunta Comunale del Sindaco Scopelliti.

Niente da fare: la riunione, a quanto pare, non si sarebbe mai tenuta.

“Mancano gli interlocutori”, potrebbe obiettare qualcuno.

Difficile controbattere: il Pd, al momento, non è ancora riuscito a formare un gruppo unitario in Consiglio Comunale, viaggia a cavallo di scelte discutibili, si affida alla solita storia dei candidati unici e spera che un’ottima personalità come Peppe Strangio riesca, a livello locale, a toglierlo dai pasticci, anche se le gatte da pelare aumentano ogni giorno di più (vedi vicenda-Laganà alla Provincia)

E i problemi del Partito Democratico si ripercuotono su tutti gli elettori del centrosinistra, su tutti coloro i quali non hanno scelto Scopelliti alle ultime consultazioni che, adesso, non si vedono adeguatamente rappresentati e tutelati all’interno del Civico Consesso.

E la vicenda di Demetrio Delfino e del suo partito, Rifondazione Comunista, rappresenterebbe un’ennesima brutta pagina politica.

Nonostante la richiesta di confronto con il Pd, formulata al segretario provinciale di Rifondazione, Delfino, che, comunque, si è mosso in colpevole ritardo, non ha visto scaturire alcun risultato dal proprio grido d’accusa. Quel che è certo, infatti, è che Delfino, come è possibile apprendere tramite il sito del Prc di Reggio Calabria, incontra la segreteria provinciale il 13 novembre, a due giorni dalla riunione del Comitato Politico Federale.

Unici segnali pubblici di confronto tra il partito e il proprio consigliere, dopo la durissima lettera del primo ottobre.

Poi, il nulla.

Come se non fosse un preciso dovere della politica, investita di responsabilità primarie dal popolo sovrano, tutelare ogni interesse della collettività e rispettare, con coraggio e rigore, il mandato dei cittadini che, a Reggio Calabria, hanno voluto che il centrosinistra sedesse al posto dell’opposizione.

E, invece, tutto si riduce alle poche righe della lettera, riservata e interna, di Demetrio Delfino, il più giovane dei consiglieri di centrosinistra.

Quella lettera che si conclude con i “saluti comunisti” del consigliere comunale al proprio segretario provinciale e che rappresenta l’ultimo rantolo di una parte della (presunta) opposizione di Palazzo San Giorgio.


Focus sul centrodestra
Ma, dicevamo, se Atene piange Sparta non ride di certo; ed allora i mal di pancia che il centrosinistra, come sempre, non riesce a gestire privatamente sono tipici anche del centrodestra che, però, i panni sporchi riesce quasi sempre a lavarli in famiglia.

Il fatto è che, anche nel Pdl, come nel Pd, l’unità di misura temporale per poter pervenire a scelte, cambiamenti pare sssere il lustro.

Nulla è cambiato, anche qui, dall’estate scorsa, se non l’acuirsi delle lotte intestine.

Allo stato attuale il Pdl in Calabria è, più o meno, una finzione politica; di gruppi unici non c’è traccia, ma, soprattutto, di coordinatori nemmeno a parlarne.

Dalla poltrona di numero uno regionale a scendere verso gli scranni provinciali e comunali la musica è sempre uguale e la parola d’ordine una sola: immobilismo.

Troppe caselle devono andare a posto, troppe aspettative devono omogenizzarsi tra di loro, troppe aspettative diffuse attendono risposta. Una risposta che, fatalmente, per molte di queste avrà il sapore della delusione.

C’è chi ambisce alle cariche direttive in virtù di ruoli politici già ricoperti e chi, invece, sottolinea che proprio questo presente/passato sia ostativo al coordinamento di alcunchè.

Ma i problemi del Pdl non finiscono sul piano dei nomi; quando si capirà che un’organizzazione è necessaria, ai fini dell’azione politica, ma anche della credibilità, sarà una bella grana riuscire a trovarsi d’accordo sulla gestione delle “poltrone”, con le due anime del Popolo della Libertà, Forza Italia e Alleanza Nazionale, che si sentiranno parimenti legittimate, ciascuna per sè, a reclamare i migliori incarichi.

Sì, perchè, se a livello nazionale, e lo dicono i numeri, Forza Italia non teme rivali, a livello regionale, a Reggio Calabria in particolare, e anche in questo caso lo dicono i numeri, la situazione è diversa, opposta: Scopelliti, esponente di Alleanza Nazionale, è riuscito a creare attorno a sè soprattutto, ma anche intorno al partito, un consenso che gli azzurri di FI, per svariati motivi, non sono riusciti a calamitare (vedasi risultati elettorali alle ultime comunali).

E allora quale linea riuscirà a prevalere?

I posti calabresi saranno decisi, come spesso è accaduto in passato, a Roma? Oppure la volontà e l’indirizzo del “popolo sovrano” verrà rispettato?

Saper aspettare, per i Calabresi è una dote innata

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Se stiamo insieme ci sarà un perchè

agosto 6, 2008

Ma quanto sono litigiosi questi compagni!

Litigano con gli alleati politici, ma litigano, soprattutto fra loro. Vabbè che l’elezione, alla carica di segretario nazionale di Rifondazione Comunista di Paolo Ferrero è freschissima e che i vendoliani sono tanti, milioni di milioni, però non si fanno queste cose!

Il punto della situazione: dopo esserne uscita alcuni mesi fa, Rifondazione Comunista, stanca dell’autocastigo che si era inflitta (apice del masochismo) slega dalla coscia il cilicio e bussa alla porta del Governatore.

Toc toc.

“Ehm, buongiorno Presidente…Sono Pino Scarpelli, il segretario regionale di Rifondazione Comunista, questo signore non molto alto accanto a me è Nino De Gaetano, si ricorda di lui? Beh…comunque sia, noi vorremmo tornare a giocare con lei, con quel simpaticone di Cersosimo e con il nostro compagno Michelangelo Tripodi. Guardi Presidente, secondo me il signor Guagliardi, che forse conoscerà di vista, sarebbe un ottimo assessore, mentre il signor De Gaetano, che è qui con me, ha l’altezza, ehm…lo spessore morale per fare il capogruppo, che ne pensa?”

Loiero, nella sua infinita bontà, da buon padre di famiglia, accoglie il figliol prodigo o, se preferite, la pecorella smarrita, a titolo personale però, dato che non si può parlare di certo di alleanza politica.

“Ah, presidente, sono sempre Pino Scarpelli e questo signore non molto alto accanto a me è sempre Nino De Gaetano…Mi raccomando, ci tratti bene, abbiamo anche litigato con quella testa dura del nostro segretario nazionale per tornare da lei e pensi che ci sono anche nostri colleghi calabresi che non ci vogliono più vedere!”.

Eh già perchè c’è qualcuno che ancora non vuole togliere il cilicio dalla coscia: http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=20070:rifondazione-calabrese-e-rottura-con-i-vertici-nazionali&catid=1:ultime&Itemid=97

A volte ritornano

luglio 30, 2008

Dopo una settimana di eremitaggio in una località segreta del sud Italia rientro a Reggio e, di conseguenza, nei miei ritmi cittadini.

Un brusco ritorno alla realtà: il lavoro a strill.it, gli gnocchi alla salvia di mia madre, Re Silvio che insulta i suoi deputati, le motivazioni della Cassazione in merito al delitto di Cogne (ma se non esite nessun ragionevole dubbio perchè non è stato comminato il massimo della pena?), Ferrero che infilza Vendola in seno a Rifondazione Comunista, la stessa Rifondazione Comunista che bussa alla porta del Governatore Loiero: “Ehi, c’è nessunooooooooooooooo?”, insomma la solita vita di prima.

Mah, quasi quasi mi faccio un’altra vacanza…

Avevo pensato a un week-end in un posticino tranquillo: Gioia Tauro.

L’uomo più furbo

giugno 14, 2008

 L’uomo più furbo è lui.

Francesco Forgione, Rifondazione Comunista, anzi, chiedo scusa, Sinistra Arcobaleno.

Ex deputato, ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, non rieletto nel corso delle ultime consultazioni, pur essendo capolista in Calabria al Senato.

Forgione, che stimo moltissimo dal punto di vista politico, da presidente della Commissione Parlamentare Antimafia scrive, aggiornando la precedente, datata diversi anni addietro, una lunga e interessante relazione sul cosiddetto fenomeno ‘ndrangheta.

Fin qui niente di male, anzi. Ho avuto modo di leggere lo scritto di Forgione, ricavando tante notizie che torneranno utili nella mia, ancor giovane, carriera giornalistica.

Ma poi succede qualcosa, succede che, nell’anno in corso, il 2008, come detto, il quasi 48enne catanzarese Forgione non viene rieletto in Parlamento.

Un vero peccato dal mio punto di vista, che ho avuto modo di apprezzare la sua condotta durante l’ultima legislatura, un vero peccato per lui perchè dovrà rinunciare al corposo stipendio da parlamentare.

Per quanto mi riguarda dovrò aspettare cinque anni per rivedere, forse, in Parlamento Forgione.

Per quanto lo riguarda, invece, il compagno Forgione ha trovato subito una soluzione per fare quattrini: ‘Ndrangheta. Boss, luoghi e affari della mafia più potente al mondo.

E’ questo il titolo del libro dell’ex presidente della Commissione Antimafia.

Non c’è che dire, per il suo esordio letterario, Forgione ha scelto un tema interessante, ancorchè appetibile per le vendite.

Soprattutto se il malcapitato acquirente non sa che il libro altro non è se non la relazione compilata da Forgione durante l’ultima legislatura. Una relazione che può essere consultata, integralmente, tramite una veloce ricerca su google, che vi farà rimbalzare su una delle pagine del sito della Camera dei Deputati.

Per inciso, il libro costa 14 euro.