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L’ultimo schiaffo

ottobre 7, 2009

calabria

Tutta Italia è informata, grazie agli articoli pubblicati dalle maggiori testate nazionali, delle offese rivolte alla Calabria da parte di Antonello Venditti, nel corso di un concerto in Sicilia, delle quali, per primo in assoluto, ha dato notizia strill.it, la testata per la quale lavoro.

Ecco le parole pronunciate da Venditti nell’introdurre un proprio brano, Stella:

“Ma perché Dio ha fatto la Calabria? Io spero che si faccia il ponte, almeno la Calabria esisterà. Qualcuno deve fare qualcosa per la Calabria». E, ancora. Ho conosciuto un ragazzo calabrese che prendeva il traghetto per la Sicilia, dove trovava una ragione, la cultura. In Calabria non c’è veramente niente, ma niente che sia niente”.

Venditti ha smentito ciò che è difficile smentire: “Non volevo offendere la Calabria”.

A parte ciò, si tratta dell’ennesima uscita, verbale e non, contro la regione. Ve ne ricordo qualcuna, più o meno recente:

1) Qualche mese fa, su LA7, il giornalista di Repubblica, Antonello Caporale, nel non considerare una priorità la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina (a mio avviso giustamente, peraltro), ha definito “due cloache” le città di Messina e Reggio su cui si fonderanno i piloni del ponte.

2) Ancor prima il suo collega Curzio Maltese, in un pessimo reportage su Reggio Calabria, aveva affermato che un reggino su due è “coinvolto a vario titolo in attività criminali”.

Per entrambi è scattata la querela.

3) Nello scorso dicembre, invece, Poste italiane divulga un francobollo celebrativo in occasione del centenario del devastante terremoto del 1908 che rase al suolo Reggio Calabria e Messina: ma la dicitura presente sul francobollo è lapidaria: “Terremoto di Messina”, di Reggio nessuna parola. Eppure i morti ci sono stati anche a Reggio Calabria.

4) Il giornale tedesco “Der Spiegel”, invece, criticando (anche qui a mio avviso giustamente) l’operato della Giunta Regionale di Loiero sull’elargizione di fondi pubblicitari alla nazionale di calcio, ha definito la Calabria “piccola, povera e mafiosa”. Querela anche in questo caso.

5) Infine (sto andando a memoria, quindi dimenticherò per forza qualcosa) lo “scandalo delle siringhe” orchestrato negli anni ’90 dalla Bbc che cosparse il Corso Garibaldi di Reggio Calabria di siringhe, per rendere il proprio reportage più succulento. La Bbc chiese scusa.

Quello di Venditti è solo l’ultimo schiaffo a una terra che, comunque, giorno dopo giorno, per non farsi mancare nulla, provvede in maniera molto efficiente ad autoflagellarsi. Ecco, forse questi insulti sono la diretta (e spesso meritata) conseguenza dei nostri comportamenti.

Quando la natura si ribella

aprile 9, 2009

terremoto_abruzzo

Il terribile terremoto in Abruzzo mi ha toccato profondamente. Oltre all’ovvio dolore per le vittime, arrivate, mentre vi scrivo, quasi a 300, c’è, parimenti, la disperazione per i sopravvissuti, persone che, nel giro di trenta secondi hanno perso tutto quello che avevano.

E i tempi, lenti, lentissimi, della ricostruzione, non lasciano intravedere nemmeno un bagliore di ottimismo sulle migliaia di persone colpite, a L’Aquila e non solo, dal sisma.

Al dolore, però, ho fatto seguire una riflessione. Niente di particolarmente illuminante. Qualcosa di cui mi sono già occupato nelle scorse settmane: il “piano-casa” che il Governo Berlusconi ha elaborato.

Il piano casa, infatti, comprende un aumento della cubatura dei palazzi. E l’aumento della cubatura (in altezza o in larghezza) può comportare, mi sembra ovvio, una minore stabilità in caso di catastrofi naturali come quella avvenuta in Abruzzo.

L’Abruzzo è una regione ad alto rischio sismico, ma L’Aquila, come potete vedere, non rientra nella cosiddetta “zona 1” (la più pericolosa, per intenderci). Nonostante ciò, il sisma ha raso al suolo interi paesi, palazzi moderni e quindi, si presume, costruiti o rinforzati secondo le normative antisismiche vigenti. Ha reso inagibili anche edifici come l’ospedale de L’Aquila.

E qui ritorniamo al “piano-casa”: il nuovo progetto del Governo avrà criteri antisismici? Oppure, oltre all’evidente e, a mio avviso devastante, impatto ambientale, produrrà ulteriori rischi sismici, soprattutto in zone addirittura più pericolose, come, per esempio la Calabria?

Come vi ho detto più volte, non sono mai stato, nè lo sarò mai, credo, un “integralista ambientale”. Non mi ossessionano questi temi, ma ho ormai maturato la convinzione che la natura, ciclicamente, si ribelli agli scempi che subisce da parte dell’uomo.

E il terremoto del 1908, dovrebbe farci riflettere sui “corsi e ricorsi storici”.