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Caso De Magistris: la normalità batte un colpo

dicembre 2, 2008

de_magistris

Tempo fa, attraverso le colonne di strill.it, in un articolo intitolato Il silenzio degli incoscienti. O dei colpevoli mi chiedevo come fosse possibile, in Italia, che le denunce di un magistrato, Luigi De Magistris, sulla presunta connivenza tra magistratura e poteri occulti in Calabria. In particolare Luigi De Magistris, ex pm di Catanzaro, oggi giudice del Tribunale del Riesame di Napoli, affermava quanto segue:

“Dal lavoro che ho fatto in questi anni, ho percepito che all’interno delle Istituzioni ci sia anche un governo occulto delle stesse e che all’interno di questo governo occulto delle Istituzioni ci sia una componente di un certo rilievo, che è quella di tipo massonico”.

Ma soprattutto:

“Una parte rilevante della magistratura calabrese non è affatto estranea al sistema criminale che gestisce affari di particolare rilevanza in Calabria”.

Oggi, finalmente, è avvenuto ciò che sarebbe dovuto avvenire subito dopo quel 18 ottobre. Copio e incollo da www.corriere.it

Gli atti dell’avocazione dell’inchiesta Why not e della revoca di Poseidone sono stati sequestrati dai carabinieri nella perquisizione disposta dalla procura di Salerno negli uffici della procura generale e della procura della Repubblica di Catanzaro. Le inchieste erano condotte dall’ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris.
I carabinieri hanno perquisito gli uffici del procuratore generale Enzo Jannelli; dell’avvocato generale dello Stato Dolcino Favi; dei sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo e del pm Salvatore Curcio; dell’ex procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi; del procuratore aggiunto vicario di Catanzaro Salvatore Murone. Le perquisizioni hanno riguardato anche le abitazioni di alcuni indagati dalle quali sono stati prelevati anche computer.

Tra i “perquisiti” c’è anche Mariano Lombardi, ex procuratore capo (oggi in pensione) il cui rampollo è socio d’affari del senatore di Forza Italia, Giancarlo Pittelli, su cui De Magistris indagava.

Dopo gli accertamenti della Procura di Salerno toccherà al Consiglio Superiore della Magistratura, per nulla benevolo, in passato, con De Magistris, esaminare la situazione ambientale presso la Procura della Repubblica di Catanzaro.

Nel frattempo, gli avvisi di garanzia nei confronti degli ex colleghi costituiscono solo un risarcimento piuttosto tirchio per De Magistris.

Ma, almeno, la “normalità” ha battuto un colpo.

Bye bye De Magistris

luglio 15, 2008

“E alla fine non si perde neanche più”.

Canta così Vasco Rossi nel suo ultimo successo “Il mondo che vorrei”.

Una frase che vale per tutti, o quasi.

Non vale, per esempio, per Luigi De Magistris, l’unico giudice, tra decine di cialtroni/delinquenti, a pagare per il suo comportamento. Molti giudici hanno superato ostacoli difficili quanto quelli che sono stati posti sulla strada del pm campano: penso a Clementina Forleo.

E invece De Magistris paga per tutti.

Oddìo, ci sarebbe Ed Pinatto, il bandito che ha impiegato otto anni per scrivere una sentenza contro il clan Madonia, e che è stato radiato dalla magistratura, ma è un’altra storia. Meglio non mischiare la merda con l’oro, dove l’oro è rappresentato, ovviamente, da Luigi De Magistris, giudice tanto onesto quanto scarso. Ed è una sorta di legge del contrappasso, un po’ come quella utilizzata da Dante nella “Divina Commedia”, la motivazione con la quale la Cassazione ha respinto il ricorso degli avvocati dell’ormai ex sostituto procuratore di Catanzaro: il ricorso opposto da De Magistris è stato presentato in ritardo. Una svista, insomma, un errore procedurale, come quelli di cui si è reso protagonista il pm campano, nelle sue inchieste, Poseidone, Why not: eh già, De Magistris, nei suoi anni in Calabria, ha scoperchiato tanti bidoni di merda e lo ha fatto, come capita peraltro in molti casi, scavalcando o aggirando qualche regola. Un po’ come il calciatore che segna un gol, insaccando all’incrocio dei pali, dopo essere partito in posizione di fuorigioco. 

Ma, come detto, i bidoni scoperchiati da De Magistris non dovevano essere scoperchiati e così al pm campano non sono stati perdonati gli espedienti sui quali, solitamente, si chiude un occhio.

Devo ammetterlo mi dispiace: De Magistris è certamente migliore di tanti loschi figuri che si aggirano all’interno delle procure calabresi, senza escludere, ovviamente, quella di Reggio.

De Magistris sarà adesso trasferito chissà dove: probabilmente nel buco del culo del mondo, dove, da giudicante, se è veramente un “cattivo magistrato” come qualche relatore del Csm ha scritto, potrebbe fare molti più danni. Ma questa è solo una delle tante contraddizioni del suo caso.

In suo soccorso adesso si piomberanno manigoldi fari quali Grillo, Travaglio e Di Pietro: spero li eviti. In fondo se ha fatto la fine che ha fatto, De Magistris deve “ringraziare” anche questi individui.