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Dove Napolitano sarebbe dovuto andare

gennaio 16, 2009

napolitano

Si è conclusa la visita in Calabria del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Due giorni: prima a Lamezia Terme (lì l’aeroporto funziona), poi, oggi, a Reggio Calabria, per l’inaugurazione dell’anno accademico.

Discorsi, visite guidate, passerelle (ieri ho riconosciuto, in tv, Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro, Doris Lo Moro, deputato del Pd, e Marco Minniti, viceministro ombra, del Governo ombra, dello schieramento politico ombra).

Oggi Napolitano ha incontrato Loiero in Prefettura a Reggio Calabria, poi ha partecipato al convegno “Mezzogiorno euromediterraneo – Idee per lo sviluppo“. Ha inaugurato l’anno accademico dell’Ateneo reggino. C’era il Magnifico Rettore Massimo Giovannini, c’era l’ex Magnifico ed ex ministro, Alessandro Bianchi.

Rivolgendosi ai giovani ha anche detto cose che condivido in pieno:

“‘E’ essenziale un rinnovamento generazionale nella politica e nell’amministrazione e questo non si decide per decreto. Si decide solo attraverso un vostro sforzo, un vostro impegno e una apertura che bisogna a tutti i costi provocare in un sistema che e’ ancora molto chiuso”.

Il Capo dello Stato, però, avrebbe dovuto effettuare un tour più “formativo”, in modo tale da capire le reali condizioni in cui versa la Calabria.

Avrebbe dovuto visitare Crotone, per esempio, dove gli abitanti hanno scoperto di vivere immersi nelle scorie tossiche. Da lì si sarebbe potuto spostare a Papanice, un posto simile a Beirut, dove, di tanto in tanto, ci si prende a colpi di kalashnikov.

Vicino Lamezia Terme, poi, c’è Catanzaro e, in quel palazzo dove campeggia la scritta “Iustitia”, Napolitano avrebbe potuto raccogliere i cocci di una magistratura in pezzi.

Prima di arrivare a Reggio Calabria avrebbe potuto fare un salto nella Locride: a San Luca, Africo, Platì.

Ci sarebbe anche la Piana di Gioia Tauro da visitare: Rosarno, dove gli immigrati vengono sfruttati come bestie, Taurianova, dove sparano al cavallo del sindaco, che pochi giorni dopo, casualmente, viene sfiduciato dal Consiglio comunale. La stessa Gioia Tauro, dove “la ‘ndrangheta non esiste e i Piromalli sono brava gente, educata”.

Arrivato a Reggio avrebbe potuto constatare le condizioni del rione Archi, a pochi passi dalla Facoltà di Giurisprudenza, una tipica zona da “città turistica”.

Il Governatore Loiero ha dichiarato: “Il presidente Napolitano conosce la Calabria meglio di quanto pensassi”.

Può darsi. Ma avrebbe potuto aumentare ancor di più la propria conoscenza.

La Calabria è una terra povera e questo, forse, il presidente Napolitano l’avrebbe potuto verificare meglio se non fosse stato, per gran parte del tempo, in aule convegni, al Teatro “Francesco Cilea”, nei lussuosi locali della Prefettura di Reggio Calabria e nell’aula magna della Facoltà di Architettura, addobbata a festa per l’occasione.

Alla prossima.

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Punti di (s)vista

settembre 15, 2008

Calabria: efficiente e produttivo il rapporto tra Regione e Università

E’ una nota apparsa pochi minuti fa su strill.it, a firma di Antonino Castorina e Francesco Gatto, rispettivamente Consigliere di Amministazione Ardis “Università Mediterranea” e Vice Presidente “Ius Rheginum Onlus”.

Preciso subito una cosa, per i malpensanti: Nino Castorina e Ciccio Gatto sono due miei amici.

Eh sì, l’amicizia è una bella cosa, ma le opinioni sono un altro paio di maniche: sì perchè, a volte, mi sembra di essermi coricato sulla Terra e risvegliato su Marte.

Fin dal titolo del comunicato stampa, infatti, si elogia la sinergia tra Regione Calabria e Università Mediterranea. Insomma l’Università Mediterranea è in salute, può usufruire dei voucher, ecc.ecc. e tutto questo grazie alla Regione Calabria.

Ora, a memoria, l’utopistica Città del Sole è un’opera di Tommaso Campanella, nonchè una casa editrice abilmente diretta da Franco Arcidiaco (anche lui è un amico).

Reggio Calabria, e di conseguenza la sua Università, non mi sembra assimilabile a questo tipo di ragionamento.

Anche perchè, tanto per fare l’esempio più stupido, ma, nello stesso tempo, più evidente, sono costretto a ricordare ad Antonino e Francesco che l’Università Mediterranea, fiore all’occhiello di Reggio Calabria, è quella stessa Università che si dipana da Gallina ad Archi (alla faccia della cittadella universitaria!), le cui Facoltà hanno sede in un punto della città e l’Aula Magna in un altro. Senza dimenticare che il Rettorato, poi, è in un altro punto ancora.

E questo lo sa anche la Regione Calabria, dato che molte lezioni vengono tenute anche all’interno della sede del Consiglio Regionale, non di certo per spirito di aggregazione con il personale di Palazzo Campanella o con i tanti consiglieri indagati.

Ad Antonino e Francesco chiedo: siete ancora sicuri che sia “efficiente e produttivo” il rapporto con la Regione?