Posts Tagged ‘vittime della mafia’

Agenda – Domani a Barcellona Pozzo di Gotto (Me)

gennaio 7, 2009

alfano_beppe

Domani sarò, insieme con Antonino Monteleone, a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, per le celebrazioni in ricordo di Beppe Alfano, da sempre il mio modello di giornalista, assassinato dalla mafia sedici anni fa.

I motivi della mia presenza e della mia ammirazione nei confronti di Beppe Alfano li spiegherò nel post di domani.

Ecco il programma della giornata:

Alle nove all’auditorium dei salesiani è in programma un dibattito con gli studenti delle scuole, alla tavola rotonda parteciperanno fra gli altri Aldo Pecora di “AmmazzateciTutti” e l’attore Alessio Vassallo. Al termine del dibattito si esibiranno in concerto gli “A67” di Scampia. Un’altra tavola rotonda invece è in programma per le 16.30 nella sala del’ex stazione ferroviaria. Al dibattito dal titolo “Da Beppe Alfano ad Adolfo Parmaliana: le istituzioni deviate e Barcellona”. Parteciperanno fra gli altri il giornalista Carlo Vulpio, il vice questore aggiunto Gioacchino Genchi, il procuratore aggiunto della Dda del capoluogo siciliano, Antonio Ingroia e Sonia Alfano, figlia del giornalista ucciso e presidente dell’associazione nazionale familiari vittime della mafia.

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Apologia della mafia

gennaio 5, 2009

Mi accusano di sputare sentenze, di condannare “bravi ragazzi” senza un giusto processo, di essere un esibizionista.

Eh va bene, parliamo un po’ di “uomini d’onore” già condannati, all’ergastolo, con un giusto processo, “in nome del popolo italiano”.

Sarà anche un modo per parlare di Facebook, il social network al quale, nonostante tante, continue, tentazioni, non mi iscriverò mai.

Sarà anche un modo più che utile per ragionare, ancora una volta, sullo stato penoso dell’informazione italiana.

Sì perchè, per parlare di vicende prettamente italiane, di uomini che hanno segnato, in negativo, la storia del nostro dopoguerra è dovuto intervenire il Times, indignato perchè il social network più famoso del mondo, Facebook, dopo aver deciso per la rimozione di immagini che ritraggono donne, mamme, che allattano i propri bimbi, ha deciso di non muovere un dito riguardo ai gruppi, sempre più numerosi mi dicono, che inneggiano alla mafia e ai suoi capi storici, Riina e Provenzano.

Sì perchè, secondo gli amministratori di Facebook, la foto di una mamma che allatta il proprio bimbo è da considerarsi pornografia, quando, invece, si tratta di una delle immagini più tenere che si possano immaginare.

Nessun provvedimento invece per i tanti (purtroppo) che fanno apologia della mafia, considerando degli eroi quelli che, invece, sono degli assassini spregevoli e senza alcun onore.

Fan club per zu Binnu e zu Totò, viva Corleone, viva i padrini, ecc. ecc.

Si è indignato, direttamente dall’Inghilterra, il Times, mentre i nostri principali quotidiani hanno avuto il grande merito (???) di aver saputo impastare bene una notizia, una denuncia, della quale si sarebbero dovuti fare primi promotori.

E il mio pensiero va, senza retorica, alle tante vittime della mafia.

P.S. Un consiglio per chi parla di onore senza averlo: ho scelto un video tratto da Il capo dei capi. Guardare per informarsi.

Zibaldone

novembre 4, 2008

E’ uno Zibaldone di pensieri, per cui questo post sarà un po’ più lungo del solito.

Soffermarsi perditempo.

Mi ha affascinato l’articolo apparso su www.terrelibere.org che consulto spesso. L’articolo si intitola “La succubanza. I quotidiani siciliani e la mafia” e consiglio a tutti voi di leggerlo. I pessimi giornalisti, i criminali che, invece di impugnare una pistola impugnano la penna per conto terzi esistono in Calabria, ma esistono anche in Sicilia, una terra dannata come la nostra, che, comunque, qualche passo in avanti l’ha fatto.

L’articolo ricorda come lo scorso 9 ottobre il quotidiano “La Sicilia” abbia dato voce a Vincenzo Santapaola, detenuto in un carcere del nord, figlio del boss di Catania Nitto Santapaola.

 “Questa città non riesce a dimenticare pagine di cronaca e di storia ormai lontane e chiuse. […] Egregio direttore, mi trovo in un carcere di massima sicurezza, detenuto in regime di 41 bis, proprio quel regime creato per i detenuti considerati più pericolosi, capaci di dare ordini ad associazioni criminali, anche dal carcere: un regime che anche nel mio caso è assolutamente ingiustificato, come ingiustificata è la mia detenzione […]”.

E’ uno stralcio della vergognosa lettera pubblicata su “La Sicilia”. Vincenzo Santapaola vorrebbe che Catania dimenticasse. Eh già, a Vincenzino farebbe parecchio comodo che Catania, la Sicilia, e tutta l’Italia dimenticassero i crimini compiuti dalla sua famiglia.

Del fatto che questi individui non debbano trovare posto sulle pagine dei giornali avevo già parlato qui, ma credo sia fondamentale sottolineare ulteriormente il concetto perchè quelle di Santapaola junior sono parole che offendono la memoria delle vittime della mafia, che offendono le persone oneste, non solo siciliane, ancor di più perchè divulgate sul quotidiano per il quale scriveva Beppe Alfano, giornalista coraggioso assassinato dalla mafia nel 1993.

Ma “La Sicilia” è anche una delle testate giornalistiche edite da Mario Ciancio Sanfilippo, chiacchierato giornalista che controlla praticamente tutta l’informazione siciliana e allora, forse, si spiegano molte cose…

Ma, come vi ho detto, quello di oggi è uno Zibaldone di pensieri, per cui, restando in tema, passo da un individuo senza onore (Vincenzo Santapaola) a un altro: oggi compie 52 anni Domenico Condello, latitante, cugino del “Supremo” Pasquale Condello, e, dopo l’arresto di quest’ultimo, lo scorso 18 febbraio, reggente dell’omonima cosca.

Nel giorno del suo compleanno farebbe un regalo a tutti noi se si consegnasse, senza troppi indugi alle forze dell’ordine. Inutile sperarci.

Parlando di onore, invece, oggi ricorre la festa delle forze armate, nonchè il 90esimo anniversario del Bollettino della Vittoria che, nel 1918, annunciava la resa dell’Austria e la vittoria dell’Italia nella Prima guerra mondiale, la “Grande guerra”, non quella “fascista”, per chi avesse due in storia.

Bene ha fatto il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a promuovere lezioni di storia nelle scuole realizzate da militari e altrettanto bene ha fatto a proporre che il 4 novembre ritorni a essere festa nazionale, “festa rossa” sul calendario. Ma, a proposito di rossi, non saranno di certo d’accordo i comunistoidi dei centri sociali, quelli che cantano “Vaticano talebano”.

Oggi, inoltre, è il grande giorno per gli Stati Uniti d’America: finisce l’era George W. Bush. Gli americani sono chiamati al voto tra John McCain e Barack Obama. Nella mia dichiarazione di voto, per una volta, mi capita di schierarmi col favorito (almeno secondo i sondaggi). Vedo in Obama qualcosa di buono che non vedo in McCain.

“Ma come, hai appena finito di elogiare le Forze armate e ora dici di preferire Obama?”.

Eh sì, sono un incoerente…

Nel mio sconclusionato tour devo, infine, mettere a verbale la bomba contro l’abitazione estiva del consigliere regionale dell’Udc, Franco Talarico, che segue solo di quattro giorni l’altra intimidazione subita dal segretario regionale del partito di Casini, allorquando ignoti esplosero colpi d’arma da fuoco contro la sua abitazione.

Quando ci si accorgerà che in Calabria la democrazia e le elementari norme di legalità e civiltà sono morte da un pezzo sarà sempre troppo tardi.

Detto questo, vado, ahimè, a Messina.